Idrogeno rinnovabile, sistemi di stoccaggio, e-fuel, celle a combustibile e infrastrutture energetiche intelligenti. Sono alcuni degli ambiti sui quali si è concentrato il POR H2, uno dei principali programmi nazionali di ricerca e sviluppo dedicati alla filiera dell’idrogeno, giunto alla fase conclusiva. Promosso da ENEA insieme a CNR e RSE e finanziato con 120 milioni di euro nell’ambito dell’accordo con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), il programma ha sviluppato attività di ricerca e sperimentazione lungo diverse fasi della filiera, dalla produzione dell’idrogeno rinnovabile alle tecnologie per il suo utilizzo e la sua integrazione nel sistema energetico.
I risultati del Piano sono stati presentati oggi a Napoli, nel corso dell’evento finale ospitato all’Auditorium Porta del Parco di Bagnoli. All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, per ENEA la direttrice del Dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili, Giulia Monteleone, e Viviana Cigolotti, responsabile della Divisione Tecnologie e vettori per la decarbonizzazione.
Il bilancio del programma comprende 150 linee di attività, 75 accordi di collaborazione con università italiane, 85 borse di dottorato di ricerca finanziate e 28 contratti di lavoro a tempo determinato destinati a giovani ricercatori. Alle attività di ricerca si sono affiancate sperimentazioni in laboratorio e su scala dimostrativa, insieme alla definizione di metodologie, protocolli e linee guida. Un insieme di iniziative finalizzato a consolidare le competenze scientifiche e tecnologiche necessarie allo sviluppo della filiera dell’idrogeno e al suo contributo ai processi di decarbonizzazione del sistema energetico.
“Il POR H2 ci lascia molto più di un insieme di risultati scientifici: ha creato una rete nazionale di competenze, giovani ricercatori e infrastrutture, che rappresentano tutti insieme un immenso patrimonio strategico per il Paese. La sfida adesso è tradurre tutto questo in competitività e nuove opportunità per la filiera industriale nazionale”, dichiara Monteleone. “L’idrogeno può svolgere un ruolo importante soprattutto nei settori più complessi da decarbonizzare e nell’integrazione delle fonti rinnovabili. Perché questo potenziale possa tradursi in applicazioni concrete occorre ora lavorare insieme su prestazioni, costi, sicurezza, sostenibilità e infrastrutture”.
Oltre che per fare il punto sui risultati raggiunti, l’evento finale di POR H2 ha riunito rappresentanti della ricerca, delle istituzioni, delle università e del sistema produttivo per un confronto sulle prospettive della filiera nazionale, con particolare attenzione al trasferimento tecnologico e al passaggio dalla ricerca alla dimostrazione e alle applicazioni industriali. L’iniziativa conclude il percorso pubblico avviato con il primo evento nazionale del POR H2, che nel luglio 2024 aveva riunito a Roma oltre 220 ricercatori, esperti e rappresentanti della comunità scientifica e sistema industriale.
