Energia, il governo prepara aiuti per le imprese: Pichetto annuncia interventi contro il caro prezzi e apre al “divario gas” con l’Europa

Sul tavolo sostegni per i settori industriali in difficoltà e 14 miliardi per la transizione energetica. In valutazione anche una misura per ridurre il differenziale che pesa sul prezzo del gas italiano

Il caro energia torna al centro dell’agenda del governo con l’esecutivo impegnato a valutare nuove misure di sostegno per le imprese colpite dall’aumento dei costi. A confermare la presenza di interventi allo studio è il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, che in un’intervista a Repubblica ha definito la situazione una vera emergenza e ha annunciato un confronto con il ministero dell’Economia per individuare possibili strumenti di supporto. “È una grande emergenza, stiamo valutando interventi a sostegno delle aziende”, ha dichiarato il ministro, indicando come la pressione sui prezzi dell’energia stia mettendo in difficoltà diversi comparti produttivi.

Caro energia, il governo valuta nuove misure per le aziende

L’aumento dei costi energetici continua a rappresentare un problema per numerose realtà industriali, soprattutto per i settori più energivori. Secondo Pichetto Fratin, gli strumenti legati alla transizione energetica avranno effetti nel medio e lungo periodo, ma l’emergenza dei prezzi richiede risposte immediate. Rispondendo alla domanda sulla possibilità di introdurre forme di sostegno nella prossima legge di bilancio, il ministro ha spiegato che il governo sta lavorando su una serie di interventi, anche attraverso le risorse disponibili per la trasformazione del sistema energetico. “Ci sono 14 miliardi di scostamento da investire sul fronte della transizione. Stiamo redigendo una lista di azioni, dagli incentivi per installare pompe di calore nelle case agli accumuli di energia rinnovabile, per poi confrontarci con l’Europa”, ha affermato Pichetto Fratin. Il pacchetto allo studio comprende quindi misure destinate sia alla decarbonizzazione sia al rafforzamento della capacità energetica nazionale, con particolare attenzione alle tecnologie per aumentare l’autonomia e ridurre la dipendenza dalle fonti tradizionali.

Pichetto: “con questi rincari ci sono settori industriali che non reggono”

Il nodo principale resta però quello dei costi immediati che gravano sulle aziende. Il ministro ha spiegato che le regole europee limitano l’utilizzo delle risorse per interventi diretti sui prezzi, ma che il governo sta cercando comunque soluzioni compatibili con il quadro comunitario. “La Ue ha chiarito che lo scostamento non può essere usato per interventi sociali o sui prezzi. Ma con questi rincari ci sono settori industriali che non reggono quindi assieme al ministero dell’Economia stiamo valutando degli interventi di supporto”, ha sottolineato il ministro. La valutazione riguarda dunque possibili strumenti destinati alle imprese maggiormente esposte all’aumento delle bollette energetiche, con l’obiettivo di evitare ripercussioni sulla produzione e sulla competitività del sistema industriale italiano.

Le guerre e il mercato energetico: “influenzano molto il settore”

Nel quadro delineato dal ministro pesa anche la situazione internazionale, con i conflitti in corso che continuano ad avere effetti sui mercati dell’energia. “Non dimentichiamo che ci sono due guerre che influenzano molto il settore energetico”, ha dichiarato Pichetto Fratin, evidenziando il legame tra instabilità geopolitica e andamento dei prezzi delle materie prime. Il governo, secondo quanto spiegato dal ministro, è impegnato in un confronto con la Commissione europea per alcune misure considerate strategiche per il sistema energetico nazionale.

Il nodo del prezzo del gas: il governo pronto a procedere sul differenziale italiano

Tra le questioni più delicate c’è quella relativa al cosiddetto differenziale che grava sul prezzo del gas pagato in Italia rispetto ad altri mercati europei. Pichetto Fratin ha spiegato che il confronto con Bruxelles non ha ancora portato a un via libera definitivo. “C’è una trattativa in corso con la Commissione, che non ha ancora dato il suo via libera. Questo eterno negoziato va superato: sulla misura per azzerare il differenziale che l’Italia paga sul prezzo del gas, anche con il dubbio di una procedura di infrazione, dobbiamo procedere per l’interesse nazionale. Mi sto preparando ad avviarla”, ha detto il ministro. La questione riguarda quindi una possibile iniziativa italiana finalizzata a ridurre il peso del maggior costo del gas sul sistema nazionale, anche se resta da definire il rapporto con le regole europee.