Restano confermati per il 2027 oltre 38 milioni di euro di risorse destinate alla filiera dell’eolico offshore nei porti di Taranto e Augusta. È quanto chiarito dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase), che ha precisato come i finanziamenti previsti per lo sviluppo delle infrastrutture legate all’energia rinnovabile in mare non subiranno modifiche nell’anno successivo. La precisazione riguarda i fondi destinati ai due importanti scali portuali italiani individuati come punti strategici per la crescita della filiera dell’eolico offshore, un settore considerato centrale nel processo di transizione energetica e nello sviluppo di nuove capacità industriali legate alle fonti rinnovabili.
Eolico offshore, confermati i fondi per Taranto e Augusta
Secondo quanto spiegato dal Mase, le risorse disponibili per il 2027 rimarranno quindi invariate e ammonteranno a oltre 38 milioni di euro, una cifra che rappresenta una quota significativa rispetto alle necessità evidenziate dalle stesse Autorità portuali coinvolte. Il ministero ha sottolineato infatti che questi finanziamenti “rappresentano quasi il 50% delle risorse indicate dalle Autorità nel rispondere all’avviso pubblico per la manifestazione di interesse pubblicato da questo ministero nel 2024”. L’avviso del 2024 aveva raccolto le esigenze e le proposte degli enti interessati allo sviluppo delle infrastrutture necessarie per sostenere la produzione, l’assemblaggio e la movimentazione delle componenti destinate agli impianti eolici offshore. I porti di Taranto e Augusta sono stati individuati come strutture strategiche per accompagnare la crescita di un comparto industriale destinato ad assumere un ruolo sempre più rilevante nel panorama energetico nazionale.
La riduzione di spesa del 2026 potrà essere reintegrata
Il chiarimento del ministero riguarda anche la rimodulazione delle risorse prevista per il 2026. Il Mase ha spiegato che la riduzione della spesa programmata per l’anno in corso non rappresenta una perdita definitiva dei finanziamenti, ma potrà essere recuperata sulla base dell’avanzamento delle attività previste. Nella nota del dicastero viene precisato: “la riduzione di spesa del 2026 potrà essere reintegrata sulla base dello stato di aggiornamento dei cronoprogrammi“. Il riferimento è ai tempi di realizzazione degli interventi e alla necessità di adeguare la distribuzione delle risorse all’effettivo stato di avanzamento dei progetti infrastrutturali.
Porti e rinnovabili, il ruolo strategico dell’eolico in mare
Lo sviluppo dell’eolico offshore rappresenta una delle direttrici più importanti delle politiche energetiche europee e italiane, grazie alla possibilità di sfruttare le condizioni favorevoli presenti in mare aperto per produrre energia elettrica rinnovabile. La realizzazione di una filiera nazionale non riguarda soltanto l’installazione delle turbine, ma coinvolge un insieme articolato di attività industriali: dalla produzione dei componenti alla logistica portuale, fino alle operazioni di assemblaggio e manutenzione degli impianti. In questo scenario, i porti assumono un ruolo fondamentale perché devono essere adeguati per gestire strutture di grandi dimensioni e supportare una nuova economia legata alle energie rinnovabili marine.
