INGV ed ENAC accelerano sulla collaborazione per affrontare una delle principali criticità legate ai vulcani italiani: la dispersione delle ceneri vulcaniche e il loro impatto sulla sicurezza e sull’operatività del trasporto aereo. L’incontro tra i vertici dei due enti, svolto presso la sede centrale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia a Roma, ha segnato un nuovo passo verso la definizione di un accordo tecnico dedicato proprio alla gestione delle nubi di cenere generate dalle eruzioni. La necessità di un coordinamento sempre più rapido tra ricerca scientifica e gestione operativa dell’aviazione civile è emersa con particolare evidenza negli ultimi anni, soprattutto a causa degli episodi eruttivi dell’Etna, che hanno più volte determinato la presenza di cenere vulcanica nello spazio aereo e conseguenti ripercussioni sull’attività dell’aeroporto di Catania.
Ceneri vulcaniche, INGV ed ENAC verso un nuovo accordo operativo
Il principale tema affrontato durante la riunione è stata la volontà condivisa di procedere alla definizione dell’accordo tecnico attuativo dedicato alle ceneri vulcaniche, previsto nell’ambito dell’Accordo di collaborazione già esistente tra ENAC e INGV. L’obiettivo è rendere ancora più efficace il collegamento tra il sistema di monitoraggio vulcanico sviluppato dall’INGV e le necessità operative del settore aeronautico, creando procedure comuni in grado di trasformare le informazioni scientifiche in indicazioni utili per le decisioni sulla gestione dei voli. Le eruzioni dell’Etna, uno dei vulcani più attivi al mondo, hanno rappresentato un banco di prova concreto per la necessità di integrare in modo sempre più tempestivo i dati provenienti dagli osservatori vulcanologici con le valutazioni necessarie alla sicurezza della navigazione aerea.
Etna e aeroporto di Catania: la cenere vulcanica una delle principali sfide per i voli
Gli episodi di dispersione di cenere vulcanica verificatisi negli ultimi mesi hanno confermato quanto sia delicato il rapporto tra attività vulcanica e operatività aeroportuale. La cenere espulsa durante le fasi eruttive può infatti rappresentare un elemento di attenzione per la circolazione aerea, richiedendo un costante monitoraggio della distribuzione delle particelle nell’atmosfera. Per questo motivo la collaborazione tra INGV ed ENAC punta a consolidare un modello basato sulla condivisione delle informazioni, nel quale le osservazioni scientifiche possano essere integrate con le esigenze del sistema dell’aviazione civile.
Durante l’incontro sono stati presenti, per ENAC, il Direttore Generale Alexander D’Orsogna, la Direttrice Centrale Carmela Tripaldi e il Direttore Spazio Aereo Luca Falessi. Per l’INGV hanno partecipato il Presidente Fabio Florindo, il Direttore Generale Giovanni Torre, il Direttore del Dipartimento Vulcani Stefano Branca, il Direttore dell’Osservatorio Etneo Salvatore Gambino e la Direttrice dell’Osservatorio Vesuviano Lucia Pappalardo. Alla riunione erano inoltre presenti i rappresentanti dell’Istituto nel Comitato per la cooperazione ENAC-INGV: Mauro Coltelli per il settore delle ceneri vulcaniche, Vincenzo Romano per lo Space Weather ed Enrica Marotta per l’impiego dei droni UAS nelle attività di ricerca e monitoraggio.
Non solo vulcani: la collaborazione riguarda anche Space Weather e droni
Il confronto tra i due enti non si è concentrato esclusivamente sulla gestione delle emergenze vulcaniche. Tra gli ambiti di cooperazione affrontati figurano anche i fenomeni di Space Weather, ovvero gli eventi legati all’attività solare che possono avere effetti sui sistemi tecnologici, sulle comunicazioni e sulla navigazione. Un altro settore strategico riguarda l’utilizzo dei droni UAS nelle attività di osservazione e monitoraggio dei fenomeni naturali. Le nuove tecnologie rappresentano infatti uno strumento sempre più importante per raccogliere dati in aree difficilmente accessibili e migliorare la conoscenza dei fenomeni ambientali. L’integrazione tra competenze scientifiche, strumenti tecnologici e necessità operative dell’aviazione civile costituisce quindi uno degli elementi centrali del percorso avviato da INGV ed ENAC.
Florindo: “trasformare dati scientifici sempre più avanzati in informazioni operative”
Il presidente dell’INGV Fabio Florindo ha sottolineato il valore strategico della collaborazione tra i due enti e il ruolo della ricerca scientifica nel supporto alle decisioni operative. “La collaborazione con ENAC rappresenta un esempio molto concreto di come la ricerca scientifica possa tradursi in un servizio diretto al Paese”, ha dichiarato il presidente dell’INGV Florindo. “Nel caso delle ceneri vulcaniche questo passaggio è particolarmente evidente: la capacità dell’INGV di osservare e interpretare l’attività dei nostri vulcani deve poter dialogare in modo sempre più rapido ed efficace con chi è chiamato a garantire la sicurezza della navigazione aerea. Gli eventi che hanno interessato l’Etna e l’aeroporto di Catania ci ricordano quanto questo raccordo sia importante. L’obiettivo comune è trasformare dati scientifici sempre più avanzati in informazioni operative, tempestive e affidabili a supporto delle decisioni”.
Un sistema integrato per aumentare sicurezza e tempestività
L’incontro di Roma rappresenta dunque un ulteriore tassello nel percorso di collaborazione tra INGV ed ENAC, con l’obiettivo di definire procedure condivise e strumenti operativi sempre più efficaci. La sfida è costruire un sistema nel quale il monitoraggio del territorio, la ricerca vulcanologica e la sicurezza del trasporto aereo possano dialogare attraverso informazioni rapide e affidabili. Un modello particolarmente rilevante per un Paese come l’Italia, caratterizzato dalla presenza di numerosi vulcani attivi e da infrastrutture aeroportuali che operano in territori esposti a fenomeni naturali complessi. Il rafforzamento della cooperazione tra i due enti punta quindi a valorizzare le rispettive competenze e a consolidare il collegamento tra scienza, prevenzione e sicurezza nazionale.
