Il futuro delle campagne intorno a Firenze è legato alla capacità di mantenere viva la presenza delle imprese agricole. È questo l’allarme lanciato da Confagricoltura Firenze, che evidenzia una trasformazione profonda del territorio negli ultimi decenni: secondo i dati Irpet, infatti, negli ultimi 35 anni la superficie agricola utilizzata nella provincia fiorentina ha perso 58.000 ettari. Un dato che restituisce la dimensione del fenomeno: si tratta di una superficie equivalente a quella dei comuni di Greve, San Casciano, Figline, Fiesole e Pontassieve messi insieme. Una riduzione che non riguarda soltanto il comparto produttivo, ma anche la gestione del paesaggio, la cura del territorio e la conservazione dell’identità agricola dell’area fiorentina. L’allarme è stato rilanciato da Francesco Colpizzi, presidente di Confagricoltura Firenze, durante l’assemblea generale dell’Unione degli Agricoltori di Firenze dal titolo “Seminare dialogo per coltivare prospettive. I giovani, il mercato, le politiche agricole”, ospitata all’Auditorium della Camera di Commercio di Firenze.
Superficie agricola in forte calo: Firenze perde terreno più dell’Italia
Il dato che preoccupa maggiormente riguarda gli anni più recenti. Tra il 2010 e il 2020, infatti, le superfici coltivate nella provincia di Firenze sono diminuite del 13,64%, una percentuale superiore di oltre quattro volte rispetto alla media italiana, dove nello stesso periodo il calo si è fermato al 3,31%. Una dinamica che secondo Confagricoltura impone un cambio di prospettiva: non basta più concentrarsi esclusivamente sulla produzione agricola, ma occorre creare condizioni economiche e professionali capaci di garantire continuità alle aziende esistenti e favorire l’ingresso delle nuove generazioni.
“Il volto delle campagne intorno a Firenze rischia di cambiare in modo profondo se non riusciamo a mantenere viva la presenza delle imprese agricole. Negli ultimi 35 anni, secondo i dati Irpet, la superficie agricola utilizzata nella provincia fiorentina ha perso 58.000 ettari: una superficie, tanto per dare un’idea, pari a quella dei comuni di Greve, San Casciano, Figline, Fiesole e Pontassieve messi insieme. E preoccupa ancor di più il fatto che questo fenomeno si sia amplificato nell’ultimo decennio: dal 2010 al 2020 le superfici coltivate sono ulteriormente crollate del 13,64%, più di quattro volte rispetto all’Italia dove calano del -3,31%. Per questo non basta guardare alla produzione: dobbiamo costruire condizioni economiche e professionali che permettano alle aziende di continuare a operare e alle nuove generazioni di raccogliere il testimone”, ha dichiarato Francesco Colpizzi.
Agricoltura e territorio: senza imprese a rischio il paesaggio fiorentino
La questione agricola, secondo il presidente di Confagricoltura Firenze, non riguarda soltanto il settore economico, ma coinvolge direttamente anche l’equilibrio territoriale. Quando un’impresa agricola chiude o non riesce più a sostenere la propria attività, infatti, viene meno anche quel presidio quotidiano che contribuisce alla manutenzione delle campagne, alla cura dei terreni e alla conservazione delle caratteristiche paesaggistiche che rendono unico il territorio fiorentino. “La questione agricola riguarda direttamente anche l’assetto del territorio – spiega Colpizzi –. Quando un’attività non trova più le condizioni per proseguire, non viene meno soltanto una fonte di reddito: si indebolisce quella presenza quotidiana che contribuisce a mantenere curate le campagne e a conservarne le caratteristiche. È un processo che dobbiamo governare prima che diventi difficile da invertire”. Il tema della sostenibilità economica delle aziende agricole diventa quindi centrale per evitare l’abbandono delle aree rurali e garantire continuità a un modello di gestione del territorio costruito nei secoli.
Giovani e agricoltura: solo il 6,9% delle aziende fiorentine è guidato da under 40
Tra le principali criticità emerse durante l’assemblea c’è anche quella del ricambio generazionale in agricoltura. I numeri evidenziati da Confagricoltura Firenze descrivono una struttura imprenditoriale caratterizzata da un’età media elevata. Nel territorio fiorentino il 54,8% delle aziende agricole ha un conduttore ultrasessantenne, mentre soltanto il 6,9% delle aziende è gestito da giovani, contro il 9,3% della media nazionale. L’età media degli agricoltori fiorentini raggiunge invece i 62 anni. Dati che evidenziano la necessità di rendere il settore più attrattivo per chi oggi deve scegliere il proprio percorso professionale. “Nel nostro territorio il 54,8% delle aziende agricole ha un conduttore ultrasessantenne e solo il 6,9% delle aziende sono gestite da giovani, contro il 9,3% a livello nazionale. L’età media degli agricoltori fiorentini è di 62 anni. Sono numeri che purtroppo parlano chiaro. Un giovane deve poter vedere nell’impresa agricola un progetto di vita e di lavoro, non una scommessa senza prospettive – sottolinea Colpizzi –. Questo significa intervenire sulla redditività, facilitare gli investimenti, ridurre gli ostacoli burocratici e accompagnare le aziende nelle trasformazioni che stanno interessando il settore”.
Politiche agricole europee, Confagricoltura chiede una nuova strategia per lo sviluppo
Durante l’assemblea è stato affrontato anche il tema del futuro della Politica Agricola Comune europea, in vista delle prossime decisioni sul suo assetto. Secondo l’Unione degli Agricoltori di Firenze, le nuove politiche dovranno andare oltre gli strumenti di sostegno nelle fasi di difficoltà e puntare a rafforzare la capacità delle imprese agricole di investire, innovare e competere sui mercati. Al centro del confronto è emersa quindi la necessità di una politica agricola orientata allo sviluppo, capace di accompagnare le aziende nella modernizzazione e nelle trasformazioni che stanno interessando il comparto. “Il punto è passare da una logica prevalentemente difensiva a una politica che accompagni lo sviluppo – conclude Colpizzi –. Servono strumenti per chi vuole investire, innovare e aumentare la propria capacità competitiva. Solo creando queste condizioni possiamo assicurare continuità alle imprese e, attraverso di esse, proteggere il paesaggio agricolo che fa parte dell’identità di Firenze e del suo territorio”.
Il confronto istituzionale: presenti rappresentanti nazionali, regionali e locali
L’assemblea di Confagricoltura Firenze ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo economico e del settore agricolo per discutere delle prospettive future del comparto. Sono intervenuti l’onorevole Irene Gori, componente della commissione Agricoltura alla Camera, l’assessore regionale all’economia, attività produttive, credito, turismo e agricoltura Leonardo Marras e il presidente nazionale di Confagricoltura Massimiliano Giansanti. Presenti inoltre il presidente della Camera di Commercio di Firenze Massimo Manetti, la vicesindaca di Firenze Paola Galgani, la presidente del Consiglio regionale della Toscana Stefania Saccardi, il presidente del Consiglio di Amministrazione di SACE Guglielmo Picchi, il presidente CEFS Giovanni Tamburini e il coordinatore PSE della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo Dario Nardella. Un confronto che ha messo al centro il futuro dell’agricoltura fiorentina, tra la necessità di difendere il territorio, sostenere le imprese esistenti e creare nuove opportunità per le generazioni che dovranno raccogliere il testimone.
