Un nuovo evento sismico ha scosso la Turchia nella giornata odierna. Secondo i dati ufficiali rilasciati dall’USGS, alle 09:40 ora italiana, è stato registrato un terremoto magnitudo 5.3. L’epicentro è stato localizzato a 15 km a Sud-Sud/Ovest della città di Hilvan, situata nella popolosa provincia di Sanliurfa. La zona colpita si trova a Sud/Est del Paese, in un’area densamente abitata e ricca di importanti snodi urbani.
Perché si verificano terremoti in questa zona
La Turchia del Sud e l’Anatolia del Sud/Est rappresentano tra i settori più sismicamente attivi a livello globale a causa della complessa interazione tra diverse placche tettoniche. In questa specifica area geografica, la placca arabica si spinge costantemente verso Nord, scontrandosi con la placca euroasiatica e comprimendo in modo severo la placca anatolica. Questo movimento continuo genera enormi tensioni crostali che vengono ciclicamente rilasciate lungo i grandi sistemi di faglia. L’area di Hilvan risente direttamente della vicinanza della faglia est anatolica e della nota cintura di spinta di Bitlis-Zagros, che segna proprio il confine di collisione continentale. I recenti studi geologici confermano che le faglie secondarie presenti tra Hilvan e le zone limitrofe si sono sviluppate nel tempo proprio come propagazioni e ramificazioni delle immense tensioni accumulate lungo la faglia principale, rendendo il territorio particolarmente vulnerabile ai forti scuotimenti tellurici.
La sismicità storica
La storia sismica di questa regione è segnata da eventi di grandissima portata che hanno ripetutamente rimodellato il paesaggio. L’intera fascia a Sud/Est della Turchia ha accumulato nei secoli una notevole quantità di energia, rilasciata attraverso scosse che hanno segnato intere generazioni. L’evento più devastante nella memoria recente è l’innesco della sequenza sismica di inizio 2023, quando la 1ª e la 2ª scossa catastrofica del 6 febbraio hanno causato la rottura prolungata di circa 300 km lungo il sistema della faglia est anatolica. Sebbene Sanliurfa e Hilvan si trovino leggermente più a Sud rispetto all’asse principale di quelle enormi rotture, hanno comunque subito danni e continuano a rientrare in una fascia ad altissimo rischio sismico.
