Una forte scossa di terremoto ha colpito l’Alaska alle 14:19 locali (le 16:19 italiane) di oggi, giovedì 17 settembre. I sismografi hanno registrato un sisma di magnitudo 6.5 con epicentro individuato 166km a ovest di Nikolski. L’evento è avvenuto ad una profondità di 108km, fattore che ha ridotto la percezione del risentimento in superficie. Non sono noti danni a persone o cose e le autorità hanno escluso il rischio di tsunami. L’evento, tuttavia, richiama l’attenzione su una delle aree più importanti al mondo per lo studio della dinamica delle placche terrestri.
L’Alaska e l’Arco delle Aleutine: una gigantesca frontiera tra placche tettoniche
Per comprendere perché questa regione sia così frequentemente colpita dai terremoti bisogna osservare la sua posizione geologica. L’Arco delle Aleutine rappresenta infatti una delle più spettacolari zone di subduzione del pianeta: qui la Placca Pacifica, una delle grandi placche che compongono la crosta terrestre, scivola lentamente sotto la Placca Nordamericana, immergendosi nel mantello terrestre. Questo processo avviene da milioni di anni e genera enormi accumuli di energia lungo le faglie. Quando le rocce non riescono più a resistere alle tensioni accumulate, si verifica una rottura improvvisa che libera energia sotto forma di onde sismiche: è proprio questo il meccanismo alla base dei terremoti dell’Alaska.
La zona delle Aleutine è talmente attiva che ogni anno vengono registrate migliaia di scosse, dalla microsismicità impercettibile fino a eventi capaci di raggiungere magnitudo superiori a 8. La sismicità dell’area non deriva soltanto dalla grande faglia di subduzione, ma anche dalla presenza di terremoti intermedi all’interno della stessa placca oceanica che sprofonda in profondità, lungo quella che i geologi chiamano zona di Wadati-Benioff.
Il terremoto odierno, con una profondità superiore ai 100 chilometri, appartiene proprio alla categoria degli eventi profondi legati alla dinamica della placca in subduzione. A queste profondità le onde sismiche devono attraversare una quantità maggiore di materiale prima di raggiungere la superficie e questo generalmente riduce il livello di scuotimento percepito dalle comunità costiere.
La sismicità storica delle Aleutine: una terra di terremoti giganteschi
La storia sismica dell’Alaska racconta una lunga sequenza di eventi estremi. Questa regione è stata teatro di alcuni dei più grandi terremoti mai registrati dall’uomo, capaci di modificare temporaneamente il territorio e generare tsunami su scala oceanica. Il terremoto più famoso resta quello del 27 marzo 1964, noto come Great Alaska Earthquake, un evento di magnitudo 9.2 che rappresenta ancora oggi il più potente terremoto mai misurato negli Stati Uniti e uno dei più forti della storia mondiale. La scossa ebbe origine nella zona di subduzione al largo dell’Alaska meridionale e provocò enormi deformazioni del territorio, frane, cedimenti del terreno e un devastante tsunami che interessò vaste aree dell’Oceano Pacifico.
Anche l’arco delle Aleutine occidentali ha prodotto nel corso del Novecento terremoti eccezionali. Tra gli eventi più importanti vengono ricordati il sisma delle Andreanof Islands del 1957, di magnitudo 8.6, quello delle Rat Islands del 1965, di magnitudo 8.7, e altri grandi terremoti avvenuti negli anni successivi lungo la stessa cintura sismica.
Nikolski e le Aleutine orientali: un territorio dove terremoti e vulcani convivono
L’area vicina all’epicentro del terremoto odierno si trova in un contesto particolarmente complesso, caratterizzato dalla presenza contemporanea di faglie profonde, vulcani attivi e intensa deformazione della crosta terrestre. Le isole Aleutine sono infatti anche una delle principali cinture vulcaniche della Terra. La stessa dinamica che produce i terremoti alimenta il vulcanismo: quando la Placca Pacifica sprofonda nel mantello, parte dei materiali che la compongono favorisce la fusione delle rocce circostanti, generando magmi che possono risalire fino alla superficie.
Nelle vicinanze dell’area interessata dal sisma si trovano numerosi edifici vulcanici, tra cui il complesso del Monte Cleveland, uno dei vulcani più attivi delle Aleutine. La sovrapposizione tra attività sismica e vulcanica rende questa regione una delle più monitorate al mondo dal punto di vista geofisico.
