Forte terremoto colpisce la Nuova Caledonia | DATI e MAPPE

Una scossa superficiale scuote l'Oceano Pacifico. L'epicentro, le cause del sisma e la lunga storia tettonica di una delle aree più attive del pianeta

Un violento terremoto ha scosso le acque dell’Oceano Pacifico, destando allarme nella regione della Nuova Caledonia. Secondo i dati ufficiali rilasciati dall’INGV, una scossa di magnitudo Mwp 6.5 è stata registrata nella zona marittima della Nuova Caledonia alle 23:23 ora italiana, corrispondenti alle 08:23 secondo il fuso orario locale. Il sisma si è verificato ad una profondità molto superficiale di appena 12 km, sprigionando un’intensa energia che si è propagata in mare aperto. L’epicentro si colloca in un’area oceanica a Sud di Vanuatu e a Est dell’Australia.

Le cause dei terremoti nella zona della Nuova Caledonia

La fossa delle Nuove Ebridi, conosciuta anche come zona di subduzione di Vanuatu, è la principale responsabile di questi violenti fenomeni geologici. L’area si trova esattamente nel punto di incontro dove la placca australiana sprofonda sotto la placca delle Nuove Ebridi, generando un’intensa attività vulcanica e una sismicità costante. Questo complesso processo di subduzione avviene con tassi di convergenza molto elevati, che variano dai 40 millimetri all’anno nel settore centrale fino a raggiungere ritmi vertiginosi di 170 millimetri all’anno spostandosi più a Nord. Lo scorrimento e la frizione continua tra queste immense porzioni di litosfera oceanica causano giganteschi accumuli di stress meccanico lungo i piani di faglia. Quando la pressione supera il limite di resistenza delle rocce, la massiccia quantità di energia accumulata si libera improvvisamente sotto forma di onde sismiche. Questo meccanismo tettonico produce prevalentemente forti terremoti di tipo interplacca, originati dalle spinte compressive che lacerano i fondali oceanici.

La sismicità storica dell’area

L’area è storicamente riconosciuta come una delle più attive a livello globale. La storia geologica e le registrazioni strumentali confermano l’impressionante frequenza con cui si verificano scosse distruttive. Le cronache storiche riportano che il 28 marzo del 1875 le Isole della Lealtà vennero investite da un catastrofico evento di magnitudo compresa tra 8.1 e 8.2, mentre nell’agosto del 1901 un tremendo terremoto di magnitudo 7.9 colpì nei pressi di Tadine. Anche in tempi recenti, la tensione tettonica è stata parzialmente rilasciata attraverso numerosi eventi di magnitudo superiore a 7.0. Tra questi meritano menzione il violento sisma di magnitudo 7.7 registrato il 10 febbraio del 2021 a Sud/Est delle Isole della Lealtà, e quello di pari potenza avvenuto il 19 maggio del 2023 a circa 339 km a Est dell’Isola dei Pini.