L’Italia è l’unico Stato membro dell’Unione europea ad aver completato nei tempi previsti il recepimento della direttiva sul mercato dell’idrogeno e del gas decarbonizzato. La Commissione europea ha infatti deciso di avviare procedure d’infrazione nei confronti degli altri 26 Paesi dell’Ue, inviando una lettera di costituzione in mora per il mancato rispetto della scadenza prevista dalla normativa europea. La direttiva, adottata nel 2024 nell’ambito del pacchetto Ue sull’idrogeno e il gas decarbonizzato, aggiorna il quadro normativo europeo relativo al mercato del gas naturale, modificando le regole contenute nella precedente direttiva Gas e nel regolamento Gas del 2009. L’obiettivo delle nuove norme è accompagnare la transizione energetica europea, creando le condizioni per una maggiore diffusione dei gas rinnovabili e dei gas a basse emissioni di carbonio, con particolare attenzione all’idrogeno, considerato uno degli strumenti strategici per la decarbonizzazione dell’industria e dei trasporti.
L’Italia completa il recepimento della direttiva sull’idrogeno entro il termine europeo
Gli Stati membri avevano tempo fino al 5 agosto 2026 per notificare alla Commissione europea il recepimento della direttiva nel proprio ordinamento nazionale. Secondo quanto riferito dalla stessa Commissione, alla scadenza soltanto l’Italia aveva comunicato il pieno recepimento della normativa europea entro il termine legale. Per tutti gli altri Paesi dell’Unione è quindi scattata la procedura formale di infrazione. Attraverso la lettera di costituzione in mora, i 26 Stati membri avranno ora due mesi di tempo per fornire una risposta, completare il recepimento delle norme e notificare le misure adottate a Bruxelles. Nel caso in cui la risposta non venga ritenuta soddisfacente, la Commissione europea potrà decidere di procedere con un ulteriore passaggio della procedura, arrivando all’emissione di un parere motivato.
Le nuove regole Ue per lo sviluppo dell’idrogeno e delle infrastrutture dedicate
La direttiva europea introduce un nuovo quadro regolatorio per le infrastrutture dedicate all’idrogeno, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di una rete europea capace di sostenere la crescita di questo vettore energetico. Le norme puntano a creare un mercato più integrato e competitivo, garantendo contemporaneamente tre obiettivi principali: la diffusione dei gas rinnovabili, la sicurezza dell’approvvigionamento energetico e la possibilità di mantenere prezzi dell’energia accessibili per cittadini e imprese dell’Unione europea. Il nuovo sistema normativo nasce nel contesto del percorso europeo verso la neutralità climatica, con l’intento di ridurre progressivamente la dipendenza dai combustibili fossili e aumentare il ruolo delle fonti energetiche alternative. L’idrogeno verde e gli altri gas decarbonizzati vengono considerati elementi centrali soprattutto per quei settori industriali dove l’elettrificazione diretta risulta più complessa, come alcune produzioni manifatturiere ad alta intensità energetica.
Procedure d’infrazione Ue anche sulle emissioni industriali e degli allevamenti
Parallelamente alla procedura relativa al mercato dell’idrogeno, la Commissione europea ha deciso di avviare un’altra serie di procedure d’infrazione nei confronti di tutti gli Stati membri, Italia inclusa, per il mancato invio delle misure necessarie al pieno recepimento della direttiva sulle emissioni industriali e degli allevamenti. La normativa, aggiornata nel 2024, ha introdotto regole più stringenti sulla riduzione dell’inquinamento industriale, ampliando il campo di applicazione e rafforzando gli strumenti per limitare le emissioni provenienti dalle attività produttive e dagli allevamenti. Tra gli obiettivi della direttiva figurano anche la riduzione dell’utilizzo di sostanze chimiche pericolose, una maggiore tutela della salute pubblica e un rafforzamento dei diritti dei cittadini nei confronti delle conseguenze dell’inquinamento. La nuova disciplina introduce inoltre un elemento particolarmente rilevante: il riconoscimento di un diritto al risarcimento per i danni alla salute causati da episodi di inquinamento illegale.
La doppia partita europea tra transizione energetica e tutela ambientale
Le due procedure aperte dalla Commissione europea si inseriscono nel più ampio percorso dell’Unione verso una trasformazione del sistema energetico e industriale. Da una parte, la direttiva su idrogeno e gas decarbonizzato punta a costruire il mercato europeo dei nuovi vettori energetici, creando regole comuni per infrastrutture, operatori e consumatori. Dall’altra, la revisione delle norme sulle emissioni industriali mira a rafforzare gli strumenti di controllo sull’impatto ambientale delle attività economiche, introducendo criteri più severi e maggiori garanzie per la popolazione. L’iter avviato dalla Commissione europea nei confronti dei 26 Stati membri dovrà ora attendere le risposte dei governi nazionali entro i prossimi due mesi. L’Italia, secondo Bruxelles, ha invece già completato il percorso richiesto per la direttiva sul mercato dell’idrogeno e del gas decarbonizzato entro la scadenza stabilita.
