Il 16 settembre 1620 la Mayflower salpa verso il Nuovo Mondo

Il 16 settembre 1620 la nave lascia Plymouth con a bordo oltre 100 passeggeri diretti verso il Nord America. Tra loro c'è William Bradford, destinato a diventare una delle figure più importanti della colonia di Plymouth

Il 16 settembre 1620 nel porto inglese di Plymouth prende il largo la Mayflower, una nave mercantile destinata a entrare nella storia. A bordo ci sono uomini, donne e bambini che hanno deciso di attraversare l’Oceano Atlantico per raggiungere il Nord America e costruire una nuova comunità. Tra i passeggeri c’è anche William Bradford, che negli anni successivi assumerà un ruolo di primo piano nella colonia di Plymouth. La traversata non nasce da un unico motivo: una parte dei passeggeri è costituita da gruppi religiosi separatisti, spesso ricordati con il nome di Padri Pellegrini, che desiderano vivere secondo le proprie convinzioni religiose lontano dalle restrizioni dell’Inghilterra dell’epoca. Accanto a loro viaggiano però anche altri coloni, mossi da ragioni economiche e dalla prospettiva di una nuova vita oltreoceano.

Un viaggio difficile attraverso l’Atlantico

La Mayflower è una nave relativamente piccola per un’impresa di questa portata. A bordo si trovano più di 100 persone, costrette a condividere spazi angusti durante una traversata che durerà diverse settimane. Il viaggio attraverso l’Atlantico è segnato da condizioni meteorologiche difficili e dalla scarsità di spazio. La nave raggiungerà le coste nordamericane nel novembre dello stesso anno, dopo una lunga navigazione. L’obiettivo iniziale dei passeggeri era raggiungere le regioni settentrionali dell’America inglese. Le circostanze della navigazione porteranno però la Mayflower a giungere nell’area dell’attuale Massachusetts, molto più a Nord rispetto alla destinazione prevista.

Il patto a bordo della Mayflower

Prima di sbarcare, una parte dei passeggeri sottoscrive il Mayflower Compact, un accordo destinato a diventare uno dei documenti più noti della storia coloniale nordamericana. I firmatari si impegnano a costituire una comunità e a rispettare le decisioni prese collettivamente. Il documento non rappresenta una moderna democrazia nel senso attuale e la società che nascerà a Plymouth sarà tutt’altro che egualitaria. Tuttavia, il patto è considerato un importante esempio della volontà dei coloni di stabilire regole condivise per governare la nuova comunità.

William Bradford e la nascita di Plymouth

Tra i protagonisti del viaggio c’è William Bradford. Dopo la morte del primo governatore della colonia, John Carver, Bradford assumerà la guida di Plymouth e ricoprirà l’incarico per numerosi anni. Bradford sarà anche autore di una celebre cronaca, Of Plymouth Plantation, nella quale racconterà le vicende dei coloni e della nascente comunità. La sua testimonianza diventerà una delle principali fonti per conoscere i primi anni di Plymouth.

La storia della Mayflower, tuttavia, non può essere raccontata soltanto dal punto di vista dei coloni europei. L’arrivo degli inglesi avviene infatti in territori già abitati da popolazioni indigene, con le quali i nuovi arrivati entreranno in contatto e dalle quali riceveranno anche aiuto nelle prime fasi della loro permanenza.

Un viaggio diventato simbolo

Con il passare dei secoli, la partenza della Mayflower è diventata uno degli episodi più celebri della storia degli Stati Uniti. Il viaggio del 1620 è stato successivamente interpretato come uno dei momenti simbolici delle origini della presenza inglese permanente nel New England. Oggi, a 406 anni dalla partenza, il 16 settembre ricorda dunque l’inizio di una traversata che avrebbe avuto conseguenze molto più ampie di quanto i passeggeri potessero immaginare mentre la Mayflower lasciava il porto di Plymouth.