Il 20 settembre 1519 Magellano salpa verso l’ignoto

Cinque navi, centinaia di uomini e una rotta mai percorsa: l’impresa partita da Sanlúcar de Barrameda avrebbe portato alla prima circumnavigazione della Terra, anche se il suo ideatore non sarebbe mai tornato in Europa

Il 20 settembre 1519, nel porto andaluso di Sanlúcar de Barrameda, Ferdinando Magellano diede inizio a una delle più ambiziose spedizioni marittime dell’età moderna. Al comando di una flotta di 5 navi, il navigatore portoghese al servizio della Corona spagnola prese il largo verso Ovest con un obiettivo preciso: raggiungere le ricche Isole delle Spezie, nell’arcipelago indonesiano, cercando una nuova rotta attraverso l’Atlantico e il continente americano.  Quella mattina, però, nessuno poteva sapere che la spedizione sarebbe entrata nella storia come la prima circumnavigazione documentata del globo.

Una sfida alle grandi potenze

All’inizio del XVI secolo le spezie erano una delle merci più preziose del commercio internazionale. Pepe, chiodi di garofano, noce moscata e altre spezie provenienti dall’Asia raggiungevano l’Europa attraverso rotte lunghe e difficili, controllate in larga parte dai portoghesi. Magellano propose alla Spagna una soluzione alternativa: invece di navigare verso Est, come facevano i portoghesi, avrebbe cercato di raggiungere l’Asia navigando verso occidente. Per farlo era necessario trovare un passaggio attraverso la parte meridionale dell’America, allora ancora in gran parte sconosciuta agli europei. Il progetto convinse il re Carlo I di Spagna, il futuro imperatore Carlo V, che finanziò la spedizione.

Cinque navi verso un oceano sconosciuto

La flotta era composta da 5 imbarcazioni: Trinidad, nave ammiraglia di Magellano, San Antonio, Concepción, Victoria e Santiago. Le fonti riportano cifre leggermente diverse sul numero dei partecipanti, in parte a seconda dei criteri utilizzati nei registri della spedizione; le ricostruzioni indicano comunque oltre 230 uomini, con alcune fonti che arrivano a circa 265-270. Il viaggio era tutt’altro che privo di rischi: le navi erano relativamente piccole, le carte nautiche incomplete e le conoscenze geografiche dell’epoca limitate. Non esistevano mappe affidabili del passaggio che Magellano sperava di trovare e nessuno in Europa conosceva davvero l’immensità dell’oceano che si sarebbe aperto davanti alla spedizione. Da Sanlúcar le navi attraversarono l’Atlantico e raggiunsero le coste del Sud America. Dopo aver esplorato anche la zona del Río de la Plata, la flotta proseguì verso Sud, lungo le coste della Patagonia.

Lo stretto e il grande oceano

Nel 1520 Magellano trovò finalmente il passaggio cercato: uno stretto tortuoso all’estremità meridionale del continente americano, oggi conosciuto come Stretto di Magellano. Superato il passaggio, la spedizione si trovò davanti a una distesa d’acqua che sembrava non avere fine. Magellano la chiamò Mar Pacífico, cioè Oceano Pacifico, colpito dalle condizioni relativamente calme incontrate all’inizio della traversata. Proprio quel tratto del viaggio si sarebbe rivelato uno dei più duri: la distanza da percorrere era enormemente superiore a quanto i navigatori europei immaginassero. Fame, malattie e stanchezza decimarono l’equipaggio.

Magellano non vedrà la fine dell’impresa

La spedizione raggiunse le Filippine nel 1521. Qui Magellano rimase coinvolto nei conflitti locali e il 27 aprile 1521 fu ucciso nella battaglia di Mactan. La spedizione, però, non terminò con la sua morte. Il comando passò ad altri ufficiali e, alla fine, fu Juan Sebastián Elcano a guidare la Victoria nel viaggio di ritorno verso la Spagna. Delle cinque navi partite nel 1519, soltanto quella nave riuscì a completare la circumnavigazione.  Il 6 settembre 1522, quasi 3 anni dopo la partenza, la Victoria tornò a Sanlúcar de Barrameda con appena 18 uomini a bordo.

Un viaggio che cambiò la percezione del mondo

Oggi, a 507 anni dalla partenza, il significato dell’impresa va oltre l’idea romantica dell’esploratore che “scopre” il mondo. La Terra era già abitata da società e culture diverse, naturalmente; ciò che la spedizione cambiò profondamente fu la conoscenza geografica europea del pianeta e la capacità di collegare, attraverso una singola rotta marittima, oceani e continenti prima considerati separati. Il viaggio fornì inoltre nuove informazioni sulla dimensione del globo, sugli oceani e sulle popolazioni incontrate lungo il percorso, contribuendo alla trasformazione della cartografia e delle conoscenze geografiche. E così, il 20 settembre 1519, una partenza pensata per trovare una nuova rotta commerciale verso le spezie si trasformò nell’inizio di un’impresa senza precedenti: il primo viaggio intorno alla Terra. Magellano non sarebbe tornato a casa, ma il viaggio da lui iniziato avrebbe cambiato per sempre il modo in cui gli europei immaginavano il loro pianeta.