Il mercato del cacao torna a scaldarsi e guarda nuovamente ai massimi degli ultimi mesi. Come analizzato da Andrea Francato, le quotazioni della materia prima stanno vivendo una nuova fase di tensione a causa dei timori degli operatori sulle prospettive dell’offerta nell’Africa occidentale, area che concentra gran parte della produzione mondiale. Nella mattinata i futures sul cacao hanno viaggiato intorno ai 6.500 dollari per tonnellata, registrando una flessione dell’1% nella singola seduta, ma mantenendo un rialzo superiore al 10% nell’ultimo mese. Un andamento che conferma la forte sensibilità del comparto alle condizioni climatiche e alle difficoltà che stanno interessando alcune delle principali aree agricole produttrici. Il meteo, in questa fase, sta offrendo un sostegno alle coltivazioni in diversi Paesi, ma il quadro resta caratterizzato da numerose incognite. Tra malattie delle piante, piogge eccessive, scarsità di trattamenti agricoli e il possibile ritorno di El Niño nella seconda parte del 2026, il futuro della produzione mondiale di cacao rimane difficile da prevedere.
Cacao, il clima aiuta i raccolti ma crescono i timori per la prossima stagione
Le condizioni meteorologiche favorevoli hanno consentito agli agricoltori di migliorare la gestione delle coltivazioni in alcuni dei principali Paesi produttori. In particolare, in Costa d’Avorio, primo produttore mondiale di cacao, il clima positivo sta permettendo la preparazione delle piantagioni in vista del raccolto principale di ottobre. Anche in Camerun e Nigeria il ritorno delle piogge ha favorito il recupero delle colture, stimolando nuove fioriture e sostenendo lo sviluppo delle piante. Tuttavia, non sono mancati problemi: in alcune aree si sono registrate perdite di fiori e di giovani cabosse, elementi che potrebbero influire sulla quantità finale del raccolto. La situazione appare invece più delicata in Ghana, dove le condizioni meteorologiche favorevoli hanno sostenuto la crescita delle coltivazioni durante la stagione, ma la ridotta insolazione sta iniziando a destare preoccupazione per la possibile diffusione del marciume nero, una delle principali minacce per le piante di cacao.
Produzione di cacao sotto pressione: malattie e carenza di prodotti chimici pesano sulle coltivazioni
Le maggiori preoccupazioni degli operatori riguardano soprattutto la prossima stagione agricola. L’eccesso di umidità potrebbe infatti creare condizioni ideali per la diffusione di malattie fungine, mettendo a rischio la produttività delle piantagioni. A complicare il quadro contribuisce anche la disponibilità limitata di prodotti chimici per contrastare i problemi fitosanitari. La difficoltà nel reperire trattamenti adeguati potrebbe rendere più complessa la difesa delle coltivazioni proprio nel momento in cui gli agricoltori devono affrontare una fase particolarmente delicata. In Camerun, gli operatori del settore segnalano difficoltà legate alla carenza di prodotti chimici, mentre in Nigeria le recenti alluvioni hanno provocato danni alle coltivazioni, aggiungendo ulteriore pressione su un mercato già caratterizzato da forti oscillazioni.
Costa d’Avorio e Ghana tagliano le stime sulla produzione mondiale di cacao
Le prospettive per la nuova stagione hanno già portato a una revisione al ribasso delle previsioni produttive nei due principali Paesi esportatori dell’Africa occidentale. Per la Costa d’Avorio, gli operatori stimano un calo della produzione di circa il 20%, con un raccolto previsto intorno a 1,75 milioni di tonnellate. Per il Ghana, invece, la flessione attesa è del 13%, con una produzione stimata a circa 650.000 tonnellate. Questi dati confermano quanto il comparto del cacao mondiale sia diventato sempre più vulnerabile agli effetti delle variazioni climatiche e alle difficoltà strutturali che interessano le principali aree produttive.
El Niño rappresenta una nuova minaccia per il mercato del cacao
Tra i fattori che potrebbero influenzare il futuro delle quotazioni c’è anche il possibile sviluppo di un nuovo episodio di El Niño nella seconda parte del 2026. Il fenomeno climatico potrebbe determinare condizioni più estreme e aumentare l’incertezza sui raccolti, soprattutto in un settore agricolo particolarmente sensibile alle variazioni delle temperature e delle precipitazioni. Gli operatori temono infatti che una combinazione di stress climatico, diffusione delle malattie e difficoltà nella gestione delle piantagioni possa ridurre ulteriormente la disponibilità di cacao sui mercati internazionali, mantenendo elevata la pressione sui prezzi.
La stagione 2024/25: produzione mondiale in crescita ma domanda più debole
Il mercato arriva da una stagione 2024/25 nella quale la produzione mondiale di cacao era tornata a crescere dopo una fase caratterizzata da forti problemi sull’offerta. Secondo i dati dell’International Cocoa Organization (Icco), la produzione lorda globale era aumentata dell’8,5%, raggiungendo quota 4,733 milioni di tonnellate. Nello stesso periodo, però, le macinazioni mondiali di cacao avevano registrato una diminuzione del 3,3%, fermandosi a 4,649 milioni di tonnellate. Il risultato era stato un surplus mondiale pari a circa 37.000 tonnellate, con le scorte finali cresciute quasi del 3%, fino a raggiungere 1,309 milioni di tonnellate. Il rapporto tra scorte e macinazioni si era attestato al 28,2%.
Esportazioni di cacao in calo: il mercato resta in equilibrio fragile
Per la stagione 2025/26, l’International Cocoa Organization ha temporaneamente sospeso la pubblicazione dei dati relativi a produzione e macinazioni, lasciando il mercato in una fase di maggiore incertezza. Gli ultimi dati disponibili mostrano comunque un rallentamento degli scambi internazionali. Le esportazioni mondiali di semi di cacao e prodotti semilavorati, calcolate in equivalente di semi, hanno raggiunto quota 2,09 milioni di tonnellate tra gennaio e marzo 2026. Il dato rappresenta una diminuzione del 2,8% rispetto allo stesso periodo della stagione precedente, confermando un rallentamento dei flussi commerciali.
Prezzo del cacao ancora protagonista sui mercati internazionali
Il futuro del prezzo del cacao resta quindi legato a un equilibrio estremamente delicato tra disponibilità delle scorte, andamento della domanda globale e condizioni climatiche nei principali Paesi produttori. Dopo una fase di forte volatilità, il mercato continua a guardare con attenzione all’evoluzione dei raccolti africani. Le prossime settimane saranno decisive per capire se le attuali tensioni si tradurranno in una nuova corsa dei prezzi oppure se il settore riuscirà a ritrovare una maggiore stabilità.
