Quasi 300mila ettari di territorio divorati dalle fiamme in poco più di 8 mesi. È il bilancio, drammatico, degli incendi che hanno colpito la Spagna dall’inizio del 2026 al 16 settembre. Con 296.815 ettari bruciati, il Paese iberico rappresenta da solo il 44,4% della superficie complessivamente devastata dagli incendi nell’Unione Europea. Il dato emerge dal Sistema di Informazione sugli Incendi Forestali (EFFIS) della Commissione Europea, gestito nell’ambito di Copernicus, e rilanciato dall’agenzia Europa Press. Una cifra che restituisce la dimensione di una stagione degli incendi particolarmente critica per la Spagna, dove l’emergenza ha messo sotto forte pressione il sistema dei soccorsi.
L’ondata di incendi
La situazione ha raggiunto livelli particolarmente preoccupanti già all’inizio dell’estate. Il 5 luglio, il numero degli incendi risultava infatti più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tra gli episodi più gravi figura il rogo di Los Gallardos, in Almería, ricordato come uno degli incendi più letali della storia recente del Paese. Il bilancio è stato di 13 vittime, rendendo la tragedia uno dei simboli dell’emergenza che ha attraversato diverse aree della Spagna.
La risposta del governo
Di fronte alla portata degli incendi e alla crescente pressione sulle strutture di soccorso, il governo di Madrid ha dichiarato per la prima volta lo stato di emergenza nazionale. L’esecutivo guidato dal primo ministro Pedro Sánchez ha mobilitato le risorse disponibili per affrontare l’emergenza, con particolare attenzione alla protezione della popolazione, all’evacuazione delle aree a rischio e alle operazioni di spegnimento. “La nostra priorità è salvaguardare le vite, difendere i nuclei abitati e combattere le fiamme“, aveva sottolineato Sánchez, evidenziando il coinvolgimento coordinato delle diverse amministrazioni dello Stato. Il premier aveva inoltre assicurato l’impegno del governo non soltanto nella fase di emergenza, ma anche nella successiva ricostruzione delle aree colpite.
Un’estate segnata dalla devastazione
Con oltre 296mila ettari bruciati, la Spagna concentra quasi la metà della superficie colpita dagli incendi nell’intera Unione Europea nel periodo considerato. Un bilancio che fotografa la gravità della stagione degli incendi del 2026 e che ha trasformato l’emergenza dei roghi in una delle principali crisi ambientali affrontate dal Paese negli ultimi anni. Alle operazioni di spegnimento e messa in sicurezza si affianca ora la necessità di affrontare le conseguenze della devastazione, dal recupero dei territori alla ricostruzione delle aree interessate e all’assistenza alle persone costrette ad abbandonare le proprie abitazioni.
