L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha annunciato le nuove raccomandazioni sulla composizione dei vaccini antinfluenzali per la stagione 2027 nell’emisfero australe, l’area del pianeta che ogni anno sperimenta per prima la circolazione stagionale dei virus influenzali e che fornisce indicazioni fondamentali per la preparazione delle campagne vaccinali successive. Gli esperti dell’agenzia delle Nazioni Unite hanno individuato i ceppi che dovranno essere utilizzati nella produzione dei vaccini, sulla base dei dati raccolti nei mesi precedenti attraverso il sistema internazionale di sorveglianza dell’influenza. L’obiettivo è mantenere il più possibile aggiornata la protezione vaccinale rispetto ai virus che continuano a modificarsi nel tempo. Tra febbraio e agosto 2026, secondo quanto riferito dall’Oms, i virus influenzali A(H1N1)pdm09, A(H3N2) e B hanno circolato in proporzioni differenti in tutte le regioni del mondo, provocando casi di malattia. I virus di tipo A sono risultati prevalenti nella maggior parte delle aree geografiche, mentre in alcune zone, tra cui Africa settentrionale e occidentale, Nord America e Asia orientale, hanno avuto una maggiore diffusione i virus influenzali di tipo B.
I nuovi ceppi scelti dall’Oms per i vaccini antinfluenzali 2027
Dopo l’analisi dei dati epidemiologici e virologici disponibili, il gruppo di esperti dell’Oms ha stabilito le composizioni raccomandate per i diversi tipi di vaccino. Per i vaccini prodotti attraverso la tecnologia basata sulle uova embrionate, la formulazione dovrà contenere un virus simile ai seguenti ceppi: A/Missouri/11/2025 (H1N1)pdm09, A/Darwin/1454/2025 (H3N2) e B/Tokyo/EIS13-175/2025 (lineaggio B/Victoria). Per i vaccini realizzati attraverso colture cellulari, proteine ricombinanti o acidi nucleici, invece, la composizione indicata dall’Oms prevede un virus simile ad A/Missouri/11/2025 (H1N1)pdm09, un virus simile ad A/Darwin/1415/2025 (H3N2) e un virus simile a B/Pennsylvania/14/2025 (lineaggio B/Victoria). La scelta dei ceppi rappresenta un passaggio fondamentale nella preparazione della nuova stagione influenzale, perché consente alle aziende farmaceutiche di avviare per tempo i processi produttivi e alle autorità regolatorie nazionali di procedere con le valutazioni necessarie per l’autorizzazione dei vaccini.
Perché i vaccini antinfluenzali devono essere aggiornati ogni anno
L’influenza stagionale continua a rappresentare una delle principali cause di malattia respiratoria nel mondo, con un impatto rilevante sui sistemi sanitari a causa dei casi più gravi che possono richiedere il ricovero ospedaliero. L’Oms ricorda che “l’influenza stagionale causa ogni anno un numero significativo di malattie e numerosi ricoveri ospedalieri” e sottolinea che “sono necessari aggiornamenti periodici della composizione dei vaccini poiché i virus influenzali si evolvono continuamente”. Proprio per seguire l’evoluzione dei virus influenzali, due volte ogni anno l’organizzazione riunisce esperti provenienti dai propri centri collaboratori, dai laboratori regolatori di riferimento e dalle strutture impegnate nella sorveglianza epidemiologica internazionale.
Durante questi incontri vengono analizzati i dati raccolti attraverso il Sistema globale di sorveglianza e risposta all’influenza (Gisrs) e attraverso altre fonti scientifiche, con l’obiettivo di individuare le varianti maggiormente diffuse e prevedere quelle che potrebbero circolare nelle stagioni successive. Le raccomandazioni dell’Oms vengono poi utilizzate dalle agenzie regolatorie nazionali e dalle aziende farmaceutiche per sviluppare, produrre e autorizzare i vaccini destinati alla stagione successiva. Secondo l’organizzazione, questo meccanismo permette di ottenere vaccini “strettamente corrispondenti ai virus che si prevede circoleranno, offrendo la migliore protezione possibile contro malattie gravi e decessi”.
Maria Van Kerkhove: “il Gisrs dimostra il valore della solidarietà globale nella sanità pubblica”
A commentare il lavoro della rete internazionale di monitoraggio è stata Maria Van Kerkhove, direttrice dell’Organizzazione mondiale della sanità per la gestione delle epidemie e delle pandemie. “Da quasi 75 anni il Gisrs dimostra il valore della solidarietà globale nella sanità pubblica. L’impegno di Paesi e laboratori nel condividere dati, virus e competenze consente all’Oms di formulare raccomandazioni tempestive sui vaccini, rafforzando la nostra capacità collettiva di individuare le minacce influenzali emergenti e di rispondervi. Questo è un esempio eccellente di collaborazione globale in ambito di sanità pubblica”, ha dichiarato Van Kerkhove. Il sistema internazionale di sorveglianza rappresenta quindi uno degli strumenti principali per seguire l’evoluzione dell’influenza e prepararsi con anticipo alle possibili variazioni del virus.
L’Oms monitora anche i virus influenzali animali per prevenire nuove pandemie
Nel corso della stessa revisione dedicata ai vaccini per l’emisfero australe 2027, gli esperti dell’Oms hanno analizzato anche i virus influenzali di origine animale, definiti zoonotici, cioè capaci in determinate condizioni di passare dagli animali all’uomo. Questa attività è considerata strategica perché alcuni virus influenzali zoonotici possono acquisire caratteristiche tali da favorire una diffusione più ampia nella popolazione umana. L’Oms evidenzia infatti che “tali virus influenzali di origine animale o zoonotica destano ancora notevole preoccupazione a causa del loro potenziale di causare pandemie”. Per questo motivo, durante gli incontri semestrali, gli esperti effettuano una valutazione approfondita anche dei virus influenzali presenti negli animali, in particolare quelli che hanno già provocato infezioni nell’uomo. L’obiettivo è individuare e selezionare nuovi candidati vaccinali che possano essere sviluppati rapidamente nel caso in cui emerga una nuova minaccia pandemica. Secondo l’Oms, questi candidati possono essere utilizzati in tempi rapidi per avviare la produzione di vaccini qualora dovesse manifestarsi un virus influenzale con caratteristiche potenzialmente pericolose per la popolazione mondiale.
La sorveglianza globale resta centrale nella lotta all’influenza
L’aggiornamento annuale della composizione dei vaccini rappresenta dunque il risultato di un lavoro scientifico internazionale basato sulla condivisione di dati, campioni virali e analisi epidemiologiche. L’evoluzione continua dei virus influenzali rende necessario un monitoraggio costante per adattare le strategie di prevenzione e mantenere elevato il livello di protezione contro le forme più gravi della malattia. Con la nuova indicazione per il 2027, l’Oms punta a garantire che i vaccini destinati all’emisfero australe siano preparati sulla base dei virus più probabilmente circolanti, mantenendo attiva una rete globale di controllo fondamentale anche per l’individuazione precoce di eventuali future emergenze sanitarie.
