Che cosa accade dentro un laboratorio? Come si studiano le foreste mediterranee, si osservano le profondità del mare o si esplorano le frontiere dell’intelligenza artificiale? Sono alcune delle domande alle quali il Consiglio nazionale delle ricerche risponderà in occasione della Notte europea delle ricercatrici e dei ricercatori 2026, con un programma diffuso in numerose città italiane. Il CNR aprirà le porte delle proprie strutture e porterà la ricerca nelle piazze, nei musei e negli spazi pubblici, proponendo esperimenti, incontri e attività interattive pensate per coinvolgere adulti e bambini. A Torino, per esempio, sei laboratori al Castello del Valentino saranno dedicati a biodiversità, onde elettromagnetiche, nuove tecnologie e sostenibilità. A Milano, con La ricerca fa centro! Open Labs 2026, il pubblico potrà conoscere discipline che spaziano dalle scienze della vita ai nuovi materiali e alle tecnologie digitali, oltre a vedere da vicino il PDP-8, uno dei minicomputer più rappresentativi della storia dell’informatica.
Il mare sarà protagonista in diverse città. A La Spezia si parlerà di tutela delle coste, cambiamenti climatici e intelligenza artificiale applicata agli ambienti marini; ad Ancona gli stand del CNR proporranno osservazioni al microscopio, attività sul DNA e sul microbioma marino e approfondimenti sulla biodiversità dell’Adriatico. A Catania, invece, i ricercatori racconteranno anche le campagne oceanografiche della nave Gaia Blu, impegnata nello studio del Mediterraneo e degli oceani.
Numerose le iniziative dedicate alle nuove tecnologie. A Pisa il programma spazia dall’intelligenza artificiale alle neuroscienze, mentre a Modena i visitatori potranno avvicinarsi al supercalcolo, alla realtà virtuale e alla fisica dei materiali. A Trieste, con Street Science, si parlerà anche di simulazioni computazionali applicate allo studio di biomolecole e farmaci.
La sostenibilità e la tutela degli ecosistemi attraversano gran parte del programma. A Firenze si parlerà dello stato di salute delle foreste mediterranee e dei cambiamenti climatici; a Roma-Montelibretti oltre 40 attività affronteranno temi che vanno dalla qualità dell’acqua alla resilienza della vegetazione. In Campania, il CNR proporrà laboratori su biodiversità, nuovi materiali, colture in vitro e ricerca farmacologica, mentre a Lecce il programma comprenderà nanotecnologie, clima, medicina di precisione e tecnologie quantistiche.
Non mancheranno attività rivolte ai più giovani. A Biella gli studenti potranno riscoprire le antiche varietà di mais piemontesi; a L’Aquila una settimana di laboratori avvicinerà i bambini a matematica, geometria, fisica e chimica. A Bologna giochi, esperimenti e dimostrazioni permetteranno di esplorare temi come neuroscienze, cambiamenti climatici, biodiversità e città sostenibili.
Da Venezia a Bari, da Parma a Sassari, passando per Genova, Padova, Roma, Napoli, Messina e Taranto, il calendario propone così un viaggio attraverso le diverse frontiere della ricerca italiana. L’obiettivo è rendere la scienza accessibile e partecipata, mostrando non soltanto i risultati della ricerca, ma anche gli strumenti, le persone e le domande che ne stanno alla base.
