L’Altiplano visto dallo Spazio: il mosaico di laghi e vulcani tra Bolivia e Cile | FOTO

L’immagine del satellite europeo Sentinel-2 restituisce un paesaggio d’alta quota nel cuore delle Ande, dove montagne innevate, lagune salate e vulcani convivono in uno degli ambienti più estremi del Sudamerica

Un mosaico di montagne innevate, laghi dalle forme irregolari, vulcani e distese aride: è il paesaggio dell’Altiplano andino meridionale che emerge da una nuova immagine del satellite Copernicus Sentinel-2, acquisita il 25 agosto 2026 e pubblicata dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA). La scena si trova nel settore delle Ande compreso tra la Bolivia meridionale e il Cile settentrionale, nei pressi del confine tra i due Paesi. Qui il territorio raggiunge quote comprese indicativamente tra i 2mila e oltre i 4mila metri sul livello del mare, dando origine a uno degli ambienti più particolari e inospitali delle Ande.

Un’immagine dai colori insoliti

La fotografia satellitare è una composizione in falsi colori. Non riproduce quindi ciò che vedrebbe l’occhio umano, ma utilizza anche il canale nel vicino infrarosso di Sentinel-2, particolarmente utile per distinguere la vegetazione. In questa rappresentazione, la vegetazione assume tonalità rosse. Una caratteristica che rende immediatamente evidente quanto sia scarsa la copertura vegetale in questa regione d’alta quota. Le piante si concentrano soprattutto lungo le valli fluviali situate alle quote più basse e nelle vicinanze delle aree urbanizzate. Nella parte inferiore sinistra dell’immagine è riconoscibile l’area intorno a Calama, città cilena situata a circa 2.260 metri di altitudine, nella regione di Antofagasta. Un’altra concentrazione di vegetazione è visibile nei pressi del Rio Pata, in Bolivia, nella zona orientale del vulcano Quetena.

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Credit Copernicus Sentinel data (2026), processed by ESA

Tra vulcani e lagune

Tra Calama e il vulcano Quetena si sviluppa la catena delle Ande, che in questo tratto corre sostanzialmente parallela al confine nazionale tra Bolivia e Cile. Il territorio boliviano raffigurato nell’immagine appartiene alla Riserva nazionale di fauna andina Eduardo Avaroa, nel dipartimento di Potosí. È un’area caratterizzata da un susseguirsi di vulcani, praterie d’alta quota, laghi colorati e distese saline. Le numerose lagune che punteggiano il paesaggio non sono soltanto elementi spettacolari dal punto di vista visivo. Costituiscono anche habitat importanti per la fauna locale e ospitano, tra le altre specie, diverse popolazioni di fenicotteri. L’intera zona rientra nella cosiddetta ecoregione della puna secca delle Ande centrali, un ambiente nel quale la scarsità d’acqua e le condizioni climatiche legate all’altitudine hanno modellato un ecosistema altamente specializzato.

La Laguna Colorada e il mistero del suo colore

Tra le lagune riconoscibili nell’immagine, nella parte inferiore centrale, si trova la Laguna Colorada, uno dei luoghi più caratteristici dell’Altiplano. Situata a circa 4.278 metri di altitudine, la laguna è poco profonda e presenta acque saline alimentate dal fiume Sulor. La sua concentrazione di cloruro di sodio, solfati e microrganismi può renderla molto più salata dell’acqua oceanica. Il colore rossastro che caratterizza la Laguna Colorada osservata direttamente sul posto dipende dalla sua particolare composizione, che può variare anche in funzione delle stagioni. Nella fotografia di Sentinel-2, però, la laguna non appare rossa. I suoi colori sono piuttosto una combinazione di tonalità blu e marroni. Il motivo è proprio la tecnica utilizzata per realizzare l’immagine: trattandosi di una composizione in falsi colori, il vicino infrarosso registra in modo diverso l’acqua e il terreno privo di vegetazione che circonda lo specchio d’acqua.

Un ambiente fragile osservato dallo Spazio

La Laguna Colorada ha inoltre un’importante valenza ambientale: è stata riconosciuta come zona umida di importanza internazionale nell’ambito della Convenzione di Ramsar. L’immagine dell’ESA mostra così, in un’unica inquadratura, la complessità di un territorio estremo: montagne che superano i 4mila metri, vulcani, lagune saline, corsi d’acqua e rare aree di vegetazione. Un paesaggio nel quale anche piccole differenze di quota e disponibilità d’acqua determinano la distribuzione della vita. Grazie alle osservazioni di Sentinel-2, una regione remota delle Ande può essere studiata da una prospettiva diversa da quella offerta dall’osservazione sul terreno. Dallo Spazio, l’Altiplano appare come un grande mosaico naturale, nel quale geologia, acqua, clima e biodiversità sono strettamente intrecciati.