“Le due anime gemelle che creano vita”: la spettacolare immagine di due galassie in collisione catturata dal telescopio Gemini North

Il ritratto cosmico di NGC 7253, un incontro tra galassie a oltre 200 milioni di anni luce dalla Terra

Una nuova straordinaria immagine dell’universo profondo racconta l’incontro tra due galassie che, lentamente, stanno trasformando il proprio destino sotto l’effetto della gravità. Si tratta di NGC 7253, una coppia di galassie a spirale interagenti situata a oltre 200 milioni di anni luce dalla Terra nella costellazione di Pegaso, immortalata dal telescopio Gemini North sulla cima del vulcano Maunakea, nelle Hawaii. L’immagine, considerata una delle più dettagliate mai realizzate di questo sistema galattico, è stata battezzata con il nome hawaiano “Nā ʻUhane Māhoe Huki Pū i ke Ola, traducibile come “Le due anime gemelle che si attraggono creando vita”. Un nome che racchiude non soltanto il fenomeno astronomico osservato, ma anche il significato culturale e simbolico attribuito dagli studenti hawaiani che hanno partecipato al progetto di selezione e realizzazione dell’immagine. Il ritratto cosmico è stato ottenuto grazie al Gemini North telescope, una delle due strutture che compongono l’International Gemini Observatory, sostenuto in parte dalla National Science Foundation (NSF) degli Stati Uniti e gestito dal NSF NOIRLab.

NGC 7253, il lento abbraccio gravitazionale tra due galassie

Nel cuore della costellazione di Ka Lupe o Kawelo, il nome hawaiano associato a Pegaso, si trova dunque NGC 7253, un sistema formato da due galassie di dimensioni simili che si stanno avvicinando progressivamente. Le due strutture cosmiche sono separate oggi da circa quattro milioni di anni luce, ma la loro reciproca attrazione gravitazionale le sta lentamente conducendo verso una futura fusione che avverrà nell’arco di miliardi di anni. Durante questo processo, le forme originarie delle galassie vengono deformate: i loro bracci a spirale si allungano, si incurvano e si intrecciano, creando uno spettacolo visivo unico. Ma la collisione cosmica non rappresenta una semplice distruzione. Al contrario, questi eventi possono diventare veri e propri motori di nuova formazione stellare.

Quando due galassie a spirale iniziano a fondersi, le enormi quantità di gas e polveri interstellari presenti nei loro bracci vengono compresse e mescolate, generando intense ondate di nascita di nuove stelle. Le radiazioni emesse dagli astri appena formati ionizzano il gas circostante, creando le cosiddette regioni H II, riconoscibili nell’immagine grazie alle concentrazioni di luce rosa brillante. Proprio questo fenomeno ha ispirato la parte finale del nome hawaiano dell’immagine: “i ke Ola”, ovvero “creando vita”.

Gli studenti hawaiani protagonisti della scelta dell’immagine e del nome

La nascita di questa straordinaria fotografia astronomica è iniziata nell’ottobre del 2025 attraverso il programma Project Hōkūlani, un’iniziativa dedicata agli studenti delle scuole superiori delle Hawaii per avvicinarli alla ricerca scientifica e al mondo dell’astronomia. Tre studenti della Waiākea High School e della Volcano School of Arts and Sciences, Raiyan Rahman, Rafan Rahman e Alia Tamanha, hanno trascorso una settimana presso la struttura di base del Gemini North a Hilo, con l’obiettivo di conoscere il funzionamento di un osservatorio astronomico, comprendere come vengono raccolti i dati scientifici e scegliere un oggetto celeste da immortalare.

La scelta è ricaduta proprio su NGC 7253, un oggetto considerato particolarmente significativo sia dal punto di vista scientifico sia culturale. “NGC 7253 è un oggetto affascinante perché sono due galassie che si stanno fondendo in una sola nell’arco di miliardi di anni. Ma abbiamo scelto principalmente questo oggetto perché era uno dei pochi che si trovavano effettivamente all’interno di una costellazione hawaiana, Ka Lupe o Kawelo”, ha spiegato Raiyan Rahman. “Dopo aver trascorso così tanto tempo sul Maunakea, per noi era importante scegliere qualcosa che fosse significativo sia dal punto di vista culturale sia astronomico”, ha aggiunto lo studente. Nel giugno del 2026 altri tre studenti, provenienti dalla Keaʻau High School e dalla Kamehameha Schools, hanno partecipato al programma: Mylin Wilson, Manu Silva-Sampaio e Samantha Silva-Sampaio. Il loro compito è stato quello di sviluppare il nome definitivo dell’immagine, collegando il fenomeno astronomico all’esperienza vissuta durante il tirocinio.

Il significato profondo del nome hawaiano “Nā ʻUhane Māhoe Huki Pū i ke Ola

Il nome scelto dagli studenti non è soltanto una descrizione poetica della fusione tra due galassie, ma rappresenta un vero e proprio racconto simbolico. La prima parte, “Nā ʻUhane Māhoe, significa “due spiriti gemelli” e richiama le due galassie di NGC 7253 con i loro bracci luminosi e intrecciati. Allo stesso tempo rappresenta anche la natura dell’International Gemini Observatory, formato dal telescopio Gemini North alle Hawaii e dal telescopio Gemini South situato sul Cerro Pachón in Cile. “Uhane (spirito) è stato un tema importante per il nostro gruppo. Le nostre esperienze durante la settimana — gli ʻoli (osservazione delle stelle), la visita alla vetta e la conoscenza delle incredibili scoperte scientifiche rese possibili dal Maunakea — hanno acceso i nostri spiriti mentre ci prepariamo alla vita dopo il liceo”, ha raccontato Samantha Silva-Sampaio. “ʻUhane in questa immagine ci ricorda che l’astronomia non è solo scienza o spirito; è entrambe le cose allo stesso tempo”, ha aggiunto Manu Silva-Sampaio.

La seconda parte, “Huki Pū”, richiama invece la forza fisica che unisce le galassie, ovvero la trazione gravitazionale reciproca che le sta portando verso la fusione. Ma simboleggia anche la collaborazione tra persone, comunità e competenze diverse che ha reso possibile il progetto. “Molte persone provenienti da tutto il mondo e da diversi ambiti di competenza si sono unite per rendere possibile il nostro tirocinio, e abbiamo imparato molto da tutti. La nostra esperienza, e l’astronomia stessa, sono un tipo di pratica kākou (collettiva)”, ha dichiarato Mylin Wilson.

Quando due galassie si incontrano nasce una nuova generazione di stelle

La parte finale del nome, “i ke Ola”, rappresenta la vita generata dall’interazione tra le galassie. Gli studenti, durante il percorso di ricerca, hanno approfondito il fenomeno delle fusioni galattiche e hanno scoperto come questi eventi possano favorire la nascita di nuove stelle. Quando grandi quantità di gas e polveri vengono compresse durante la fusione, si innescano intensi processi di formazione stellare. Le nuove stelle emettono radiazioni estremamente energetiche che modificano il gas circostante, dando origine alle luminose regioni H II osservabili nell’immagine. “Le stelle sono fonti di vita e salute per noi esseri umani, perché il nostro Sole è una stella e non possiamo vivere senza di esso”, ha spiegato Manu Silva-Sampaio. L’immagine di NGC 7253 diventa così molto più di una fotografia astronomica: è il punto d’incontro tra scienza, cultura e formazione, un simbolo del rapporto tra l’umanità e il cosmo.

Il progetto Hōkūlani e il futuro dell’astronomia alle Hawaii

Il programma Project Hōkūlani nasce dalla collaborazione tra l’International Gemini Observatory e il team di Project Hōkūlani dell’Università delle Hawaii a Mānoa. L’obiettivo è sostenere studenti delle scuole medie e superiori nell’avvicinamento ai percorsi universitari e professionali nei settori STEM, ovvero scienza, tecnologia, ingegneria e matematica. L’iniziativa permette ogni anno a sei studenti dell’isola di Hawaii di contribuire direttamente alla scelta, all’osservazione e alla denominazione di una nuova immagine astronomica realizzata dal Gemini North Telescope sul Maunakea.

La fotografia di ʻUhane Māhoe Huki Pū i ke Ola rientra inoltre nel NOIRLab Legacy Imaging Program, un progetto nato nel 2002 con il nome di Gemini Legacy Imaging Program, dedicato alla produzione di immagini a colori dei principali oggetti celesti da condividere con il pubblico. Attraverso questa iniziativa, una coppia di galassie lontanissima nello spazio e nel tempo diventa anche un ponte tra generazioni, culture e conoscenza: due mondi cosmici che si attraggono creando nuova vita, proprio come suggerisce il nome hawaiano scelto dagli studenti.