Maxi chiazza di gasolio nel Naviglio Grande: corsa contro il tempo per proteggere la Darsena di Milano

La macchia oleosa, segnalata a Pontevecchio di Magenta, si sta spostando verso il capoluogo lombardo. Posizionate dighe galleggianti ad Abbiategrasso, Trezzano sul Naviglio e Corsico

Una vasta macchia oleosa, probabilmente composta da gasolio, è stata segnalata oggi nelle acque del Naviglio Grande, facendo scattare un’imponente operazione di monitoraggio e contenimento lungo il corso d’acqua. La chiazza, individuata inizialmente nella zona di Pontevecchio di Magenta, in provincia di Milano, si sta progressivamente spostando in direzione del capoluogo lombardo. L’obiettivo prioritario delle autorità e delle squadre impegnate nelle operazioni è impedire che lo sversamento di idrocarburi possa raggiungere la Darsena di Milano, con conseguenze potenzialmente rilevanti per l’ambiente e per la qualità delle acque. La situazione viene seguita lungo tutto il percorso del Naviglio, mentre proseguono gli accertamenti per determinare con precisione la natura del liquido nero e ricostruire l’origine della contaminazione.

Vigili del fuoco e Arpa impegnati a Pontevecchio di Magenta

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, i tecnici dell’Arpa e gli agenti delle polizie locali dei Comuni attraversati dal Naviglio Grande. Le operazioni interessano un’area estesa, poiché la corrente sta trasportando la sostanza oleosa verso diversi territori della provincia milanese. Gli interventi sono finalizzati sia a contenere l’avanzata della chiazza sia a raccogliere gli elementi necessari per identificare gli idrocarburi presenti nell’acqua. La definizione della natura dello sversamento sarà determinante per stabilire le modalità più efficaci di bonifica e valutare l’impatto ambientale dell’episodio. La presenza di numerosi enti e corpi operativi testimonia la complessità dell’emergenza. Il Naviglio Grande attraversa infatti diversi centri abitati prima di arrivare a Milano e ogni spostamento della chiazza richiede un coordinamento costante tra amministrazioni locali, autorità competenti e organismi tecnici.

Dighe galleggianti ad Abbiategrasso, Trezzano e Corsico

Per rallentare e contenere la diffusione del liquido sono state posizionate alcune dighe galleggianti in punti strategici del corso d’acqua. Le barriere sono state sistemate nei pressi di Abbiategrasso, Trezzano sul Naviglio e Corsico, lungo il percorso seguito dalla macchia in direzione di Milano. Questi dispositivi hanno la funzione di intercettare le sostanze oleose presenti sulla superficie dell’acqua e limitarne la propagazione. Le operazioni devono però fare i conti con il movimento della corrente e con l’estensione della chiazza, che continua a essere monitorata mentre si avvicina progressivamente al territorio del capoluogo. La principale preoccupazione riguarda la possibilità che la contaminazione possa interessare la Darsena, uno dei luoghi simbolo di Milano e punto terminale del sistema dei Navigli. Per questo motivo si sta lavorando su più fronti, predisponendo barriere lungo il tragitto e seguendo costantemente l’evoluzione dello sversamento.

L’ipotesi della condotta perforata durante alcuni lavori di scavo

Secondo le prime ricostruzioni, la dispersione di gasolio nel Naviglio Grande potrebbe essere stata provocata da alcuni lavori di scavo durante i quali sarebbe stata accidentalmente perforata una condotta. Si tratta, al momento, di un’ipotesi che dovrà essere confermata attraverso gli accertamenti in corso. Le verifiche dovranno stabilire dove sia avvenuta esattamente la fuoriuscita, quale quantità di liquido sia finita nel corso d’acqua e chi abbia la responsabilità dell’accaduto. Parallelamente, i tecnici stanno cercando di comprendere la composizione precisa degli idrocarburi, elemento indispensabile per definire gli interventi di contenimento e di recupero della sostanza. La ricostruzione dell’episodio assume un’importanza centrale non soltanto sotto il profilo delle responsabilità, ma anche per individuare rapidamente la fonte dello sversamento e verificare che la fuoriuscita sia stata completamente arrestata.

Il vicesindaco di Magenta: “stiamo lavorando per capire cosa sia successo”

A fare il punto sulla situazione è stato il vicesindaco di Magenta, Simone Gelli, attraverso un video pubblicato su Facebook. “Stiamo lavorando per capire cosa sia successo”, ha spiegato il rappresentante dell’amministrazione comunale. Gelli ha sottolineato come le attività in corso siano concentrate tanto sull’individuazione delle cause quanto sul contenimento della sostanza dispersa nelle acque. “Si sta cercando di capire di che natura siano questi idrocarburi, non solo per risalire ai colpevoli, ma anche per mettere in essere tutte quelle attività che possano bloccare tutte le sostanze che sono state sversate”. Le parole del vicesindaco evidenziano la doppia direzione delle indagini: da una parte la necessità di ricostruire le responsabilità della contaminazione, dall’altra l’urgenza di adottare tutte le misure possibili per fermare l’avanzata degli idrocarburi nel Naviglio.

Preoccupazione ad Abbiategrasso e contatti con la Prefettura

La situazione viene seguita con particolare attenzione anche dal Comune di Abbiategrasso, uno dei territori direttamente interessati dal passaggio della chiazza. L’assessore comunale all’Ecologia, Valter Bertani, non ha nascosto la propria preoccupazione ed è in “costante contatto” con la Prefettura e il Consorzio Villoresi. Il coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti risulta essenziale per monitorare l’evoluzione dell’emergenza e predisporre gli interventi necessari lungo il corso d’acqua. Abbiategrasso rappresenta inoltre uno dei punti nei quali sono state collocate le dighe galleggianti per cercare di intercettare il liquido nero. Le verifiche proseguiranno per valutare l’efficacia delle barriere e controllare l’eventuale presenza di residui oleosi nelle diverse aree attraversate dal Naviglio Grande.

La chiazza segnalata anche nel territorio di Corsico

Il passaggio del liquido nero è stato segnalato anche attraverso i canali social ufficiali del Comune di Corsico. L’amministrazione ha reso noto che gli uffici comunali e la Polizia Locale stanno seguendo l’evoluzione della situazione nel territorio di propria competenza. “Gli uffici e la Polizia Locale stanno seguendo ogni sviluppo e monitorano la situazione, per quanto riguarda il nostro territorio” si legge sul profilo Instagram del Comune. Anche a Corsico è stata predisposta una barriera galleggiante, mentre il monitoraggio continua in vista dell’avvicinamento della chiazza a Milano. La progressione della sostanza lungo il Naviglio rende necessario mantenere alta l’attenzione in tutti i Comuni attraversati.

La corsa contro il tempo per impedire l’arrivo alla Darsena

L’operazione in corso lungo il Naviglio Grande è una vera e propria corsa contro il tempo. La macchia oleosa continua a spostarsi verso Milano e gli interventi sono concentrati sulla necessità di bloccarla prima che possa raggiungere la Darsena. Vigili del fuoco, tecnici dell’Arpa, polizie locali e amministrazioni comunali stanno lavorando in maniera coordinata, mentre proseguono le analisi sulla sostanza e gli accertamenti sulla possibile perforazione della condotta. Soltanto l’esito delle verifiche permetterà di definire l’effettiva portata dello sversamento, valutarne le conseguenze ambientali e individuare le responsabilità.