Come ampiamente già descritto nei precedenti aggiornamenti meteo di MeteoWeb, negli ultimi giorni l’espansione di una struttura di alta pressione sull’Europa nord-occidentale ha favorito lo scivolamento di una massa d’aria fresca di matrice continentale verso il bacino del Mediterraneo centrale. La corrente, proveniente dall’Europa orientale, ha lambito inizialmente il comparto centro-europeo e balcanico, determinando un clima decisamente frizzante all’alba di oggi, sabato 26 settembre. Le rilevazioni termometriche europee mostrano valori notturni molto contenuti su diversi capitali e città: si registrano temperature minime di soli +4°C a Norimberga, Graz e Lubiana, +5°C a Praga e Zagabria, +6°C a Vienna, per salire a +7°C nelle città di Budapest e Bratislava.
Questa circolazione da est ha varcato la soglia del Mare Adriatico incanalandosi lungo il versante orientale della Penisola e spingendosi fino al Meridione peninsulare. L’ingresso delle correnti orientali ha portato una generale pulizia del cielo e una ventilazione tesa, gettando le basi per un marcato calo della colonnina di mercurio durante le ore notturne nelle aree esposte, dove la massa d’aria secca ha favorito una rapida dispersione del calore.
L’analisi delle temperature minime di oggi 26 settembre in Italia
L’esame dettagliato dei dati diffusi dalle stazioni meteorologiche sull’Italia mostra un quadro di freddo anomalo per la fine di settembre, con valori particolarmente bassi nelle conche interne, lungo le pianure orientali e nel Meridione. Nel Triveneto e in Emilia Romagna la notte ha visto scendere i termometri su livelli decisamente autunnali, con Imola che ha toccato +6°C e Carpi +7°C, gli stessi +7°C misurati a Gorizia, mentre Vicenza e Rovigo si sono attestate a +9°C. Lungo la dorsale appenninica e nelle valli interne del Centro, il valore più basso si registra a L’Aquila con +5°C, seguita dagli +8°C di Arezzo, i +9°C di Perugia, i +10°C di Firenze, i +12°C di Ancona e Frosinone e i +13°C di Pescara e Viterbo. Sulle zone costiere o più riparate del Tirreno le minime risultano leggermente più alte ma comunque fresche, come dimostrano i +14°C di Grosseto e i +15°C della capitale Roma.
Spostandosi al Sud e sulle Isole Maggiori, il calo termico notturno ha interessato in modo spiccato sia i fondovalle sia l’entroterra collinare. La conca di Benevento ha registrato una minima di +8°C, mentre la vallata di Cosenza è scesa a +9°C. Sull’altopiano pugliese delle Murge, la cittadina di Altamura ha visto il termometro fermarsi a +11°C, mentre Lecce nel Salento si è fermata a +14°C. Soltanto sulle coste e sulle zone insulari l’influenza della superficie marina ancora calda ha mantenuto i valori notturni su livelli più miti: Catania ha rilevato +17°C, Napoli e Siracusa +18°C, fino ad arrivare ai +20°C registrati nelle città di Palermo e Cagliari.
Il ruolo dell’inversione termica e il netto divario con il Nord-Ovest
I valori particolarmente bassi registrati nelle zone di pianura e nei fondovalle sono da attribuirsi in larga misura al fenomeno dell’inversione termica. In presenza di aria secca, venti deboli nei bassi strati e cieli sereni, il terreno perde calore molto rapidamente per irraggiamento verso lo spazio durante le ore notturne. L’aria a contatto con il suolo si raffredda, diventa più densa e pesante e tende a stratificarsi verso il basso, accumulandosi nelle depressioni e nelle pianure interne. Questo meccanismo spiega come mai località come Imola, Carpi o L’Aquila abbiano fatto segnare minime nettamente inferiori rispetto alle aree costiere o collinari adiacenti.
Parallelamente, la configurazione sinottica odierna evidenzia un marcato divario termico tra l’est della Pianura Padana e le regioni del Nord-Ovest. Mentre l’Emilia e il Triveneto sono stati direttamente esposti alle correnti orientali, il Piemonte e la Lombardia centro-occidentale sono rimasti protetti dallo scudo delle Alpi e dall’influenza dell’anticiclone atlantico presente sul settore centro-occidentale del continente. In queste zone l’afflusso balcanico non è penetrato con la stessa efficacia, mantenendo le temperature notturne su valori decisamente più elevati: a Torino si è registrata una minima di +16°C e a Milano di +17°C, evidenziando uno scarto anche di 10°C rispetto alle pianure romagnole.
Il confronto con le medie climatologiche 1991-2020: l’impatto di un autunno anticipato
Rapportando i valori misurati all’alba di oggi con le medie climatologiche 1991-2020 del trentennio di riferimento ufficiale, l’anomalia termica in atto risulta evidente. Per la terza decade di settembre, le temperature minime medie per le pianure del Centro-Nord e le aree interne del Meridione si collocano solitamente tra i +13°C e i +16°C, con i settori costieri e peninsulari che mantengono normalmente valori notturni ancora superiori ai +17°C.
I valori di oggi, con scarti negativi compresi tra i 4°C e i 7°C al di sotto delle medie stagionali sulle regioni orientali e meridionali, restituiscono la sensazione di un vero e proprio autunno anticipato. Rilevare +6°C in pianura in Emilia o +8°C nell’entroterra campano e toscano sono situazioni microclimatiche che, dal punto di vista statistico, si riscontrano abitualmente nella seconda metà del mese di ottobre o all’inizio di novembre. Questo abbassamento delle temperature ha bruscamente interrotto il periodo mite dei giorni precedenti, proiettando gran parte delle regioni italiane in un contesto climatico decisamente più fresco e tipicamente autunnale.
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