Dopo anni caratterizzati da una circolazione molto contenuta, il morbillo torna a rappresentare un’emergenza epidemiologica in Italia, con un aumento dei casi soprattutto nel 2026 e una particolare concentrazione in alcune aree geografiche, tra cui la Calabria, e nelle fasce d’età adulte. È quanto emerge dalla circolare “Morbillo – analisi epidemiologica (anni 2024-2026) e raccomandazioni operative”, firmata da Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento della Prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del Ministero della Salute. Il documento evidenzia come la ripresa della circolazione del virus sia legata a una combinazione di fattori, tra cui la distribuzione dei casi in specifiche fasce d’età e il ruolo determinante dello stato vaccinale.
Morbillo in Italia, dopo il calo del 2025 i casi tornano a crescere nel 2026
L’analisi ministeriale ricostruisce l’andamento della malattia negli ultimi anni. Dopo un periodo di incidenza molto bassa, dall’autunno 2023 si è registrato un marcato incremento dei casi di morbillo in Italia. Nel 2024 sono stati notificati 1.045 casi, di cui 946 confermati in laboratorio (pari al 90,5%), 34 classificati come probabili e 65 come possibili. Nel 2025, invece, si è osservata una riduzione, con 529 casi notificati, dei quali 497 confermati in laboratorio (94%). La situazione è però nuovamente cambiata nel 2026, considerando anche i casi possibili e probabili. Le segnalazioni sono passate da 568 nel 2024 a 342 nel 2025, fino ad arrivare a 609 nel 2026, con un aumento del 78,1% rispetto all’anno precedente e del 7,2% rispetto al 2024. Un altro elemento evidenziato dalla relazione riguarda la gravità dei casi: la quota di persone ricoverate è cresciuta progressivamente, passando dal 49,5% nel 2024, al 56,3% nel 2025, fino al 57,8% nel 2026.
La Calabria è la regione con l’aumento più evidente dei casi di morbillo
Tra i dati più significativi dell’analisi emerge il forte incremento registrato in alcune regioni italiane. Confrontando i primi cinque mesi del 2025 con lo stesso periodo del 2026, il Ministero della Salute sottolinea una crescita particolarmente marcata in Campania, Calabria, Lazio e Toscana. La Calabria registra l’aumento più consistente tra le regioni analizzate, passando da 17 casi segnalati nel 2025 a 265 casi nel 2026. In Campania i casi crescono da 18 a 100, mentre il Lazio passa da 47 a 54. La Toscana, invece, arriva a 49 casi segnalati nel 2026 rispetto ai 6 dello stesso periodo dell’anno precedente. Secondo l’analisi genetica dei virus circolanti, proprio la Calabria è interessata da un focolaio associato al genotipo D8, in particolare alla variante D8-5963.
Morbillo, colpiti soprattutto gli adulti tra 15 e 39 anni
La fotografia epidemiologica del 2026 mostra una caratteristica precisa: il fenomeno riguarda soprattutto la popolazione adulta. “Considerando i casi segnalati nel 2026, l’età mediana risulta pari a 30 anni. La fascia di età maggiormente interessata è quella compresa tra 15 e 39 anni (345 casi), seguita dalla fascia 40–64 anni (124 casi) e da quella 0–4 anni (98 casi), evidenziando una maggiore incidenza del fenomeno nella popolazione adulta”, analizza la circolare. L’età mediana dei casi è leggermente aumentata rispetto agli anni precedenti, arrivando a 31 anni, con oltre la metà delle persone contagiate concentrate nella fascia 15-39 anni. Per quanto riguarda l’incidenza, il valore più alto viene osservato nei bambini sotto i 4 anni, con 49,4 casi per milione di abitanti, seguiti dagli adulti tra 15 e 39 anni con 22,3 casi per milione. Nella fascia 40-64 anni l’incidenza è invece pari a 5,7 casi per milione.
Vaccino morbillo, il 93,3% dei casi non risulta vaccinato
Uno degli elementi centrali dell’analisi riguarda il rapporto tra diffusione del morbillo e copertura vaccinale. Tra i casi con stato vaccinale noto, la circolare evidenzia che “la quasi totalità dichiara di non essere vaccinata (93,3% nel 2026)”. Lo stato vaccinale, invece, non risulta disponibile per 115 casi su 609, pari al 18,9%. Il dato conferma l’importanza della vaccinazione nella prevenzione della circolazione del virus e nella riduzione dei casi più gravi. Il morbillo, infatti, è una malattia altamente contagiosa e può determinare complicanze soprattutto nei soggetti più vulnerabili.
I genotipi del virus: D8 in Calabria, B3 nei focolai di Campania e Toscana
L’analisi molecolare condotta sui casi confermati ha permesso di identificare le caratteristiche genetiche del virus responsabile dei contagi. Su 104 casi sottoposti a genotipizzazione, 58 sono risultati appartenenti al genotipo D8, mentre 46 al genotipo B3. Per entrambi i genotipi è stata confermata la continua circolazione delle varianti già presenti nel 2025: D8-5963 e B3-6418. A queste si aggiungono altre due varianti genetiche principali, denominate D8-9705 e B3-9753. L’analisi filogenetica ha inoltre evidenziato una distribuzione geografica distinta dei due genotipi. Il genotipo B3 è risultato associato ai focolai epidemici registrati in Campania e Toscana, rispettivamente con le varianti B3-6418 e B3-9753. Il genotipo D8, invece, è stato collegato al focolaio individuato in Calabria, caratterizzato dalla variante D8-5963.
L’allarme epidemiologico e il ruolo della prevenzione
La nuova analisi del Ministero della Salute evidenzia quindi una ripresa della circolazione del morbillo in Italia, con una dinamica caratterizzata da una maggiore presenza della malattia tra gli adulti, un aumento dei ricoveri e una concentrazione territoriale dei focolai. La distribuzione dei casi, secondo il documento, mostra “una concentrazione in specifiche fasce d’età adulte e aree geografiche e un impatto rilevante dello stato vaccinale sull’incidenza della malattia”. Il quadro del 2026 conferma dunque la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla sorveglianza epidemiologica e sulle strategie di prevenzione, soprattutto nelle aree dove la circolazione del virus risulta più intensa.
