Astronomi britannici hanno scoperto nuovi indizi sull’origine di 3I/ATLAS, il terzo oggetto noto proveniente da oltre il nostro Sistema Solare mai individuato nel nostro vicinato cosmico. In un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, i ricercatori rivelano che la cometa si è formata in condizioni di estremo freddo, lontano da qualsiasi stella. La Dott.ssa Lea Ferellec, ricercatrice presso la Scuola di Ingegneria, Fisica e Matematica della Northumbria University, ha guidato lo studio, analizzando i gas ionizzati emessi da 3I/ATLAS mentre si allontanava dal Sole.
Le osservazioni sono state effettuate utilizzando la modalità LIFU (Large Integral Field Unit) di un nuovo strumento, il WEAVE (WHT Enhanced Area Velocity Explorer), sviluppato con il supporto del Science and Technology Facilities Council (STFC) e installato sul telescopio William Herschel (da 4,2 metri) dell’Isaac Newton Group. Combinando la spettroscopia a immagine LIFU di WEAVE con le nuove capacità di inseguimento non siderale del telescopio WHT, il team ha identificato simultaneamente cinque diversi ioni nel flusso della cometa. Si tratta di un risultato raro per qualsiasi cometa e di un primato notevole per un oggetto interstellare di questo tipo.
Un ambiente estremamente freddo
Misurando la quantità di diazoto gassoso rispetto al monossido di carbonio, i ricercatori hanno dedotto che 3I/ATLAS si è formata in un ambiente estremamente freddo, probabilmente a temperature inferiori a -240°C. Ciò suggerisce che si sia formata molto lontano dalla sua stella d’origine, nelle regioni esterne e più gelide del sistema planetario in cui ha avuto origine. Commentando i risultati, la Dott.ssa Ferellec ha dichiarato: “questo oggetto ci offre una rara opportunità di studiare materiale formatosi in un luogo completamente diverso dal nostro Sistema Solare. Scoprire che è così ricco di azoto ci indica che probabilmente si è formato in condizioni di estremo freddo, lontano dalla sua stella d’origine. Ognuno di questi oggetti che studiamo ci aiuta a comprendere meglio come si formano i pianeti attorno ad altre stelle”.
Gli oggetti interstellari
Di tanto in tanto, un grande corpo roccioso e ghiacciato, simile a una cometa, giunge da oltre il nostro Sistema Solare; formatosi attorno a una stella completamente diversa, ha viaggiato per milioni di anni prima di raggiungerci. Questi corpi sono definiti oggetti interstellari e finora ne sono stati individuati solo tre. Il più recente è 3I/ATLAS, scoperto nel luglio 2025 mentre sfrecciava accanto al Sole per poi dirigersi nuovamente verso lo spazio profondo. Poiché questi oggetti si sono formati in una zona della galassia completamente diversa, il loro studio offre agli scienziati una rara opportunità di comprendere come si formino pianeti e comete attorno ad altre stelle, e non solo alla nostra.
Lo studio della coda
Il team, che comprendeva ricercatori dell’Università di Edimburgo, ha inoltre analizzato le variazioni degli ioni lungo la coda di 3I/ATLAS; tale coda si genera quando il flusso di plasma proveniente dal Sole trascina dietro di sé le particelle cariche dell’oggetto. È la prima volta che si ottiene un simile livello di dettaglio per un oggetto di questa tipologia. “Potenti IFU di grande formato ed elevata sensibilità nella parte blu dello spettro ottico – come lo strumento WEAVE-LIFU installato sul telescopio WHT – stanno aprendo nuove frontiere nello studio delle comete e di altri oggetti del Sistema Solare”, ha dichiarato Rubén Sánchez-Janssen, direttore dell’ING. “Questa scoperta è un esempio perfetto del valore del DDT (Discretionary Time), una modalità osservativa concepita appositamente per consentire indagini di eccezionale e urgente importanza scientifica”.
