Neonata morta per morbillo negli Usa, il medico legale: “era affetta da una rara patologia neurologica”

Il caso della bambina affetta da microcefalia letale tipo Amish riaccende il dibattito sulla definizione delle morti associate al virus

Una bambina di appena sei settimane è morta in Pennsylvania dopo aver contratto il morbillo, in un caso che sta alimentando un acceso dibattito negli Stati Uniti sulla classificazione dei decessi legati alla malattia infettiva. La neonata era affetta da una rara patologia genetica chiamata microcefalia letale tipo Amish, una condizione neurologica estremamente grave che colpisce soprattutto alcune comunità Amish e che rende i neonati particolarmente vulnerabili alle infezioni. La morte della piccola è stata confermata dal medico legale della contea di Lancaster, Stephen Diamantoni, che alla Cnn ha spiegato come la patologia di base fosse già gravemente compromettente per la salute della bambina. “La patologia” da cui era affetta la neonata, ha dichiarato, “è grave e predispone questi neonati a infezioni respiratorie che potrebbero in ultima analisi portarli alla morte”. Il caso è uno dei due decessi associati al morbillo registrati recentemente nello stato della Pennsylvania e finiti al centro di una controversia politica e sanitaria tra autorità locali e funzionari federali. Al momento, infatti, entrambi i casi non risultavano ancora inseriti nel conteggio ufficiale dei decessi per morbillo del 2026 elaborato dai Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc).

Pennsylvania, due morti associate al morbillo e il nodo della classificazione ufficiale

Il Dipartimento della Salute della Pennsylvania ha classificato la morte della neonata e quella di un altro bambino, deceduto dopo una rottura della milza e risultato positivo al morbillo, come casi “correlati al morbillo”. Si tratta dei primi decessi associati alla malattia nello stato americano negli ultimi 35 anni. Entrambe le vittime provenivano dalla contea di Lancaster, territorio che ospita la più grande comunità Amish degli Stati Uniti e che è stato anche l’epicentro dell’epidemia di morbillo che ha interessato la Pennsylvania negli ultimi mesi.

La definizione utilizzata dal Dipartimento della Salute statale indica situazioni in cui esistono prove di laboratorio o epidemiologiche dell’infezione da morbillo, anche quando il ruolo preciso del virus nella morte è ancora oggetto di approfondimento. Una classificazione che, tuttavia, non coincide con quella adottata dall’ufficio del medico legale della contea. Diamantoni ha spiegato di non riconoscere formalmente la categoria di decesso “associato al morbillo” e ha ribadito le conclusioni raggiunte dal proprio patologo forense nel caso del neonato morto per la lacerazione della milza. Secondo il medico legale, la morte sarebbe stata causata esclusivamente dalla rottura dell’organo e non direttamente dall’infezione da morbillo. “Era assolutamente convinto” che non vi fosse una correlazione con il virus, “per via delle dimensioni della milza, dell’assenza di infiammazione, della natura della lacerazione”.

La madre della neonata: “credevamo fosse morta per il morbillo”

Nel caso della bambina di sei settimane, invece, i risultati dell’autopsia hanno evidenziato la presenza della microcefalia letale degli Amish, una rara malattia genetica che porta alla nascita di neonati con una testa più piccola del normale e con un cervello sottosviluppato. Secondo gli esperti, i bambini affetti da questa condizione vivono generalmente circa sei mesi e spesso muoiono proprio a causa di infezioni virali. La patologia interessa circa un bambino ogni 500 nascite nelle comunità Amish tradizionali, con una particolare concentrazione nella contea di Lancaster. La madre della piccola ha raccontato in un’intervista a The Atlantic che la figlia aveva sviluppato una grave infezione da morbillo e aveva bisogno di un supporto aggiuntivo con liquidi. La donna ha spiegato di ritenere, insieme all’ostetrica che aveva seguito la bambina, che la morte fosse stata provocata dall’infezione. Secondo quanto riferito, la famiglia non sarebbe stata informata della presenza della lacerazione della milza nell’altro caso di decesso.

Gli esperti: il morbillo può essere decisivo anche in presenza di patologie già gravi

Sul caso della neonata con microcefalia letale tipo Amish è intervenuto anche Paul Offit, co-direttore del centro di educazione sui vaccini del Children’s Hospital of Philadelphia, secondo il quale la decisione del medico legale di considerare il morbillo come elemento determinante sarebbe corretta. Secondo Offit, anche se la bambina fosse stata destinata a una morte precoce a causa della malattia genetica, il virus avrebbe comunque avuto un ruolo nell’accelerare il decesso. “Anche se la bambina avesse avuto una patologia che si sarebbe rivelata fatale lo stesso senza il morbillo, non sarebbe morta in quel momento se non fosse stato per il virus”, ha spiegato l’esperto. La questione si inserisce in un dibattito più ampio sulla valutazione dell’impatto del morbillo, una malattia che negli ultimi anni è tornata a diffondersi negli Stati Uniti dopo decenni di controllo grazie alla vaccinazione.

L’epidemia di morbillo in Pennsylvania cresce: oltre 500 casi nello stato

Secondo i dati aggiornati dal Dipartimento della Salute della Pennsylvania, i casi registrati nello stato erano saliti a 577, tutti riguardanti persone che non avevano ricevuto entrambe le dosi  raccomandate del vaccino contro morbillo, parotite e rosolia (MPR). Normalmente la prima dose viene somministrata intorno al compimento del primo anno di vita. Tuttavia, in presenza di un’epidemia di morbillo, le autorità sanitarie possono anticipare la vaccinazione, consentendo la somministrazione già a partire dai sei mesi di età. Gli esperti sottolineano inoltre che il numero ufficiale dei contagi potrebbe essere inferiore alla reale diffusione del virus. Il fatto che due neonati siano morti quando i casi dichiarati erano ancora circa 400 aveva fatto ipotizzare che nella zona potessero esistere numerosi contagi non diagnosticati o non segnalati. “Questo focolaio è molto più esteso di quanto si pensi”, ha dichiarato Offit. “Ci stiamo avvicinando ai mesi invernali, i bambini tornano a scuola, molti di loro non sono vaccinati e si diffondono i virus a scuola. La situazione sta peggiorando”.

Negli Usa oltre 3.100 casi di morbillo e lo scontro politico sui dati ufficiali

A livello nazionale, i Cdc avevano segnalato oltre 3.100 casi di morbillo negli Stati Uniti nel 2026, mantenendo però un asterisco sul numero ufficiale dei decessi. La mancata inclusione dei due casi della Pennsylvania nel bilancio federale ha alimentato uno scontro politico che coinvolge anche il segretario statunitense alla Salute e ai Servizi Umani, Robert F. Kennedy Jr.. Kennedy, secondo quanto riportato dalla Cnn, ha minimizzato la gravità della situazione e ha sostenuto che i due decessi potrebbero essere stati “completamente ‘costruiti’” dal governatore democratico della Pennsylvania Josh Shapiro, accusandolo di aver utilizzato la conferenza stampa sui casi per ottenere un vantaggio politico e promuovere la vaccinazione. Dopo le dichiarazioni del medico legale Diamantoni, Shapiro ha replicato attraverso i social chiedendo che i decessi vengano riportati correttamente nei dati ufficiali dei Cdc.

“È giunto il momento che Rfk smetta di giocare con la vita delle persone, riporti questi decessi in modo accurato sulla dashboard dei Cdc e segua le indicazioni dei veri esperti medici, in modo che le persone ricevano informazioni precise da discutere con i propri medici di fiducia e possano proteggere al meglio se stesse e i propri figli da questa malattia mortale”, ha scritto il governatore. Il caso della neonata della Pennsylvania diventa così uno dei simboli del confronto americano sul ritorno del morbillo, sulla necessità della prevenzione vaccinale e sulla difficoltà di definire con precisione il ruolo di una malattia infettiva nei decessi di pazienti già affetti da condizioni estremamente fragili.