Nord Stream, Mosca apre alla riapertura con la Germania: “insieme riapriremo il gasdotto”

Kirill Dmitriev rilancia l’ipotesi di un ritorno operativo del collegamento energetico tra Russia e Germania dopo l’incontro tra i ministri degli Esteri dei due Paesi all’Onu. Al centro anche la richiesta dell’AfD di un’inchiesta internazionale sul sabotaggio del 2022

La Russia torna a parlare della possibile riapertura del gasdotto Nord Stream, il collegamento energetico sottomarino tra Russia e Germania danneggiato nel settembre del 2022 da un sabotaggio che ha interrotto il funzionamento delle due linee principali dell’infrastruttura. A rilanciare l’ipotesi è stato Kirill Dmitriev, inviato del Cremlino per gli investimenti stranieri, dopo l’incontro avvenuto a New York tra i ministri degli Esteri di Mosca e Berlino a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. “Insieme riapriremo Nord Stream”, ha scritto Dmitriev in un messaggio pubblicato su X, collegando la possibilità di una ripresa del progetto energetico anche alle posizioni espresse da una parte della politica tedesca.

La proposta di Mosca dopo il vertice all’Assemblea generale dell’Onu

Le dichiarazioni dell’inviato del Cremlino arrivano in un momento in cui i rapporti energetici tra Russia ed Europa restano profondamente condizionati dalle conseguenze della guerra in Ucraina e dalle sanzioni introdotte nei confronti di Mosca. Il Nord Stream, formato da due sistemi di condotte attraverso il Mar Baltico, era stato per anni uno dei principali canali di esportazione del gas naturale russo verso la Germania e il mercato europeo. Nel settembre del 2022 una serie di esplosioni aveva provocato gravi danni alle infrastrutture, rendendo inutilizzabili le condotte. Da allora il futuro del collegamento è rimasto al centro del dibattito internazionale, tra ipotesi di riparazione, indagini sulle responsabilità e valutazioni sulle prospettive della sicurezza energetica europea.

Il ruolo dell’AfD e la richiesta di un’inchiesta internazionale sul sabotaggio

Nel suo intervento su X, Dmitriev ha citato anche il partito tedesco AfD (Alternative für Deutschland), dopo che il co-presidente del movimento, Tino Chrupalla, aveva proposto un’inchiesta internazionale sul sabotaggio delle due linee del gasdotto, oltre alla possibilità di una loro riparazione e riapertura. “L’AfD è la voce dei tedeschi che combattono per la sovranità energetica tedesca, per la pace e la cooperazione”, ha scritto Dmitriev nel suo messaggio. La posizione dell’AfD sul tema energetico si inserisce nel più ampio dibattito interno alla Germania sul costo dell’energia, sulla sicurezza degli approvvigionamenti e sulle strategie future del Paese dopo la riduzione della dipendenza dal gas russo.

Nord Stream, il nodo energetico tra passato e futuro

Prima dello stop seguito al sabotaggio, il Nord Stream rappresentava una delle infrastrutture più importanti per il trasferimento diretto di gas dalla Russia alla Germania, bypassando le rotte terrestri attraverso altri Paesi europei. La possibilità di un’eventuale riapertura richiederebbe però valutazioni tecniche, politiche e diplomatiche complesse, considerando il contesto internazionale maturato negli ultimi anni. La questione coinvolge infatti non soltanto i rapporti bilaterali tra Mosca e Berlino, ma anche il quadro più ampio della politica energetica europea. Le parole di Kirill Dmitriev riportano quindi al centro del dibattito il futuro dell’infrastruttura, intrecciando il tema della sicurezza energetica con le tensioni geopolitiche che hanno caratterizzato il continente negli ultimi anni.