Norellraptor, il dinosauro piumato che svela nuovi segreti della storia della Terra

Un eccezionale fossile scoperto in Cina dimostra che le caratteristiche anatomiche necessarie per volare si sono sviluppate in percorsi separati tra i dinosauri microraptorini e gli antenati degli uccelli moderni

Una nuova affascinante descrizione di un dinosauro piumato rinvenuto nel nord-est della Cina sta aggiungendo prove fondamentali alla teoria secondo cui le caratteristiche anatomiche legate al volo si sono evolute in modo diverso nei vari gruppi di dinosauri simili agli uccelli. Le scoperte sono state riportate in un recente studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Nature Communications, basato sull’analisi di un fossile eccezionalmente ben conservato appartenente alla sottofamiglia dei microraptorini. Questi animali estinti erano piccoli dinosauri predatori dotati di piume e ali, oggi ampiamente riconosciuti dalla comunità scientifica come parenti stretti degli uccelli. Il prezioso reperto è stato estratto dalla Formazione Jiufotang situata nella provincia del Liaoning, in Cina, un’area geologica risalente al Cretaceo Inferiore, con un’età stimata tra i 145 e i 100 milioni di anni fa.

Identikit di Norellraptor barsboldi: anatomia di un predatore piumato

Il team internazionale di ricercatori, guidato da paleontologi di spicco come Xuri Wang, Andrea Cau e Qiang Ji, ha descritto formalmente questa nuova specie battezzandola Norellraptor barsboldi. Il nome del genere rende esplicitamente omaggio al paleontologo americano Mark Allen Norell, mentre la specie è dedicata al paleontologo mongolo Rinchen Barsbold, per onorare gli eccezionali contributi di entrambi allo studio dei dinosauri simili agli uccelli. Lo scheletro analizzato risulta completo, misura cinquantasette centimetri di lunghezza e conserva ancora parti evidenti del suo piumaggio originale, fornendo una finestra inestimabile sull’aspetto di queste creature. Grazie a sofisticate analisi istologiche sui tessuti ossei, in particolare effettuando sezioni trasversali sul radio dell’arto anteriore, gli scienziati hanno determinato che l’esemplare aveva almeno tre anni di età al momento della morte, indicando il raggiungimento di una fase di sviluppo post-giovanile. L’esame accurato del fossile rivela inoltre una sorprendente collezione di caratteristiche morfologiche tipicamente associate alle capacità di volo.

Norellraptor Il mistero dell’origine del volo nel gruppo dei Paraves

Da lungo tempo i microraptorini, i cui fossili sono stati scoperti con maggiore frequenza proprio nei giacimenti del nord-est della Cina, rappresentano un enigma affascinante per la biologia evoluzionistica. I resti paleontologici mostrano inequivocabilmente che alcuni di questi dinosauri possedevano lunghe piume asimmetriche sia sugli arti anteriori che su quelli posteriori, un dettaglio che suggerisce un forte adattamento per la locomozione aerea. Il dilemma centrale per la paleontologia moderna è capire se queste peculiari caratteristiche segnino un’unica origine degli adattamenti al volo alla base del gruppo dei Paraves, il grande raggruppamento che include sia i microraptorini che gli uccelli, oppure se tali attributi aerodinamici si siano evoluti in maniera completamente indipendente. Sebbene le evidenti somiglianze fisiche potessero far propendere per un’eredità comune e lineare, le nuove prove raccolte suggeriscono con forza che la teoria dello sviluppo indipendente sia l’ipotesi nettamente più probabile.

L’evoluzione convergente e lo sviluppo sequenziale delle ali

Per dirimere la questione, gli autori dello studio hanno confrontato i risultati anatomici del Norellraptor e di altri teropodi all’interno di un vasto e dettagliato albero evolutivo, scoprendo una dinamica macroevolutiva sorprendente. La ricerca evidenzia infatti che circa il trenta percento dei cambiamenti anatomici identificati durante l’intera evoluzione dei microraptorini è stato acquisito in modo convergente anche dal lignaggio evolutivo degli uccelli, noti scientificamente come Avialae. Tra queste caratteristiche condivise figurano modifiche cruciali alle proporzioni delle ossa degli arti, lo sviluppo dello sterno e fusioni specifiche a livello del carpo e del metacarpo. Tuttavia, il dato focale emerso dall’analisi filogenetica è che l’ordine cronologico in cui queste identiche caratteristiche sono apparse differisce profondamente tra i due gruppi. Le sequenze di acquisizione delle novità anatomiche legate al volo, ricostruite passo dopo passo lungo le due distinte linee evolutive, si presentano coerentemente sfasate, indicando percorsi di assemblaggio differenti.

Pressioni selettive differenti e il rifiuto dell’omologia profonda

Queste scoperte rivoluzionarie sfidano apertamente l’idea tradizionale secondo cui i microraptorini e gli uccelli abbiano ereditato un apparato di volo già preimpostato dal loro ultimo antenato comune. Allo stesso tempo, i risultati smentiscono categoricamente l’ipotesi di un processo di sviluppo condiviso latente, noto come omologia profonda, che avrebbe guidato e vincolato passivamente l’evoluzione dei dinosauri volanti verso un’unica direzione. Gli autori della ricerca concludono invece che regimi selettivi multipli e del tutto indipendenti hanno modellato le caratteristiche legate al volo in ciascun lignaggio. L’ambiente e le specifiche necessità ecologiche avrebbero quindi spinto gruppi diversi di dinosauri a sviluppare soluzioni aerodinamiche incredibilmente simili, ma giungendovi attraverso percorsi evolutivi separati e autonomi. Come sottolineato dagli studiosi nelle battute finali della pubblicazione, per testare quanto questo modello di convergenza fosse diffuso tra i vari dinosauri simili agli uccelli, saranno necessarie in futuro ulteriori prove basate sulla scoperta di nuovi fossili e su indagini ancora più approfondite riguardanti i tassi di crescita ossea.