Il disegno di legge delega sul nucleare sostenibile si prepara ad affrontare l’ultimo passaggio parlamentare. Il provvedimento, promosso dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, sarà discusso questa settimana nell’Aula del Senato, dove è atteso il via libera definitivo. Dopo l’approvazione ottenuta alla Camera dei deputati nel giugno scorso, il testo entra dunque nella fase conclusiva del proprio iter. Secondo fonti ministeriali, il voto finale dovrebbe arrivare tra mercoledì 16 e giovedì 17 settembre, consentendo al Governo di avviare subito dopo la predisposizione dei provvedimenti necessari per rendere operativa la delega. Si tratta di una scadenza particolarmente rilevante per la strategia energetica nazionale, perché l’approvazione definitiva del ddl aprirebbe formalmente la strada alla definizione del nuovo quadro normativo italiano in materia di energia nucleare sostenibile.
Il Senato chiamato all’ultimo passaggio parlamentare
L’esame di Palazzo Madama rappresenta il passaggio decisivo per completare il percorso del disegno di legge. Il testo ha già superato il voto della Camera e, in caso di approvazione senza ulteriori modifiche, potrà concludere definitivamente l’iter parlamentare. Le indicazioni provenienti dal Ministero collocano l’approvazione tra il 16 e il 17 settembre, concentrando così in pochi giorni una fase destinata a incidere sulle successive decisioni del Governo. Il provvedimento non coincide infatti con l’immediata introduzione di nuovi impianti, ma affida all’esecutivo il compito di disciplinare la materia attraverso una serie di decreti attuativi. La delega costituisce quindi la cornice legislativa entro la quale dovranno essere definite le misure concrete. Il voto del Senato non rappresenterà la conclusione dell’intero percorso normativo, ma l’avvio della fase nella quale il Governo sarà chiamato a tradurre gli indirizzi fissati dal Parlamento in disposizioni operative.
Decreti attuativi entro la fine dell’anno
Il calendario indicato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica è particolarmente serrato. L’obiettivo è arrivare all’emanazione dei decreti attuativi entro la fine dell’anno, riducendo il più possibile la distanza temporale tra l’approvazione definitiva della legge delega e l’introduzione delle relative norme applicative. Una volta ottenuto il via libera del Senato, l’attenzione si sposterà quindi sul lavoro tecnico e normativo necessario per dare attuazione al provvedimento. Saranno proprio i decreti a rendere più dettagliato il quadro delineato dal ddl e a trasformare la delega parlamentare in una disciplina concretamente applicabile. La tempistica indicata dal Ministero mostra la volontà di procedere rapidamente. Tra il voto atteso a metà settembre e la scadenza fissata alla fine dell’anno, il Governo avrebbe infatti a disposizione poco più di tre mesi per completare la fase attuativa.
La strategia del Ministero guidato da Pichetto Fratin
Il disegno di legge è uno dei principali provvedimenti sostenuti dal ministro Gilberto Pichetto Fratin nel campo della politica energetica. Con il passaggio al Senato, il progetto entra nel momento politicamente e istituzionalmente più importante: l’approvazione definitiva consentirebbe al Ministero di avviare la costruzione del nuovo assetto normativo sul nucleare sostenibile. La scelta dello strumento della legge delega attribuisce al Governo il compito di intervenire successivamente attraverso norme più specifiche. Il Parlamento stabilisce la cornice generale, mentre l’esecutivo deve completare il lavoro con i decreti previsti, rispettando i contenuti e i limiti della delega ricevuta. Per questo motivo, il voto atteso tra mercoledì e giovedì sarà soltanto il primo dei due snodi decisivi. Il secondo riguarderà la redazione e l’emanazione dei provvedimenti attuativi, che il Ministero intende completare entro il 31 dicembre.
