Nuova vittima dell’ameba mangia-cervello: morto un adolescente in Carolina del Nord

La rara infezione da Naegleria fowleri torna a fare paura: è il secondo decesso in pochi giorni dopo la morte di una bambina di 8 anni in Louisiana. Le autorità indagano sulla fonte del contagio

Torna l’allerta negli Stati Uniti per la Naegleria fowleri, il microrganismo conosciuto comunemente come “ameba mangia-cervello”. Un adolescente della Carolina del Nord, la cui identità non è stata resa nota, è morto nelle scorse ore dopo aver contratto la rara e gravissima infezione. Si tratta del secondo caso mortale registrato in pochi giorni sul territorio americano, dopo il decesso di una bambina di 8 anni in Louisiana, avvenuto il 23 agosto scorso. La conferma della morte è arrivata dal Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani della Carolina del Nord, che ha stabilito che proprio la Naegleria fowleri è stata la causa dell’infezione che ha portato al decesso del giovane. Le autorità sanitarie hanno immediatamente avviato le verifiche per ricostruire le circostanze del contagio e individuare la possibile fonte dell’esposizione.

Naegleria fowleri, l’ameba che attacca il cervello: il nuovo caso in Carolina del Nord

La Naegleria fowleri è un organismo microscopico presente soprattutto nelle acque dolci calde, come laghi, fiumi e stagni. L’infezione si verifica in circostanze molto specifiche: l’ameba può entrare nell’organismo attraverso il naso durante attività come tuffi, immersioni, sci nautico o altri sport acquatici. Una volta entrata nelle cavità nasali, può raggiungere il cervello attraverso il nervo olfattivo, provocando una forma estremamente aggressiva di meningite chiamata meningoencefalite amebica primaria, una patologia rara ma spesso letale. Il dottor Zack Moore, rappresentante del Dipartimento della Salute della Carolina del Nord, ha espresso vicinanza alla famiglia della vittima: “siamo vicini alla famiglia, agli amici e ai cari di questo ragazzo in questo momento difficile”, ha dichiarato in un comunicato stampa. Lo stesso Moore ha sottolineato la rarità del fenomeno, invitando comunque a mantenere alta l’attenzione durante la stagione estiva: “sebbene queste infezioni siano molto rare, quello che è successo è un importante promemoria del fatto che questa ameba è presente nel nostro stato e in tutti gli Stati Uniti. Esistono misure che le persone possono adottare per ridurre il rischio di infezione quando nuotano durante i mesi più caldi”, ha aggiunto.

Le autorità indagano sulla fonte del contagio

Il caso della Carolina del Nord resta ancora sotto esame. Le autorità sanitarie hanno infatti comunicato che “la fonte di questo caso è sotto indagine”, mentre proseguono gli accertamenti per capire in quale ambiente il giovane possa essere entrato in contatto con l’ameba. La presenza della Naegleria fowleri nelle acque dolci calde è conosciuta da tempo negli Stati Uniti, soprattutto negli Stati meridionali dove le temperature elevate favoriscono la proliferazione del microrganismo. Nonostante la sua pericolosità, i casi rimangono estremamente rari. Il rischio maggiore si verifica quando l’acqua contaminata viene spinta con forza all’interno del naso. Non è invece considerato un pericolo bere acqua contaminata, perché l’ameba non sopravvive normalmente attraverso il sistema digerente.

Secondo decesso in pochi giorni dopo la morte della bambina in Louisiana

La notizia della morte dell’adolescente è arrivata a distanza di pochi giorni da un altro drammatico caso che aveva scosso gli Stati Uniti. Il 23 agosto, infatti, era stato annunciato il decesso di Lillian Smart, una bambina di 8 anni della Louisiana, che secondo le prime ricostruzioni avrebbe contratto l’infezione dopo aver nuotato nel lago Claiborne. La bambina avrebbe sviluppato la malattia dopo l’esposizione all’acqua del lago, secondo quanto riportato da KNOE e citato dal Dipartimento della Salute della Louisiana. Anche in quel caso la causa della morte è stata ricondotta alla presenza della Naegleria fowleri. Due episodi ravvicinati hanno riportato quindi l’attenzione su una patologia conosciuta per la sua rapidità di progressione e per la difficoltà di trattamento, anche se il numero complessivo dei casi rimane molto basso rispetto alla diffusione delle attività balneari negli Stati Uniti.

Sintomi dell’infezione: perché viene confusa con la meningite

I primi segnali della presenza dell’ameba mangia-cervello possono essere difficili da distinguere da quelli di una comune meningite. La fase iniziale può infatti presentare forte mal di testa, febbre e nausea. Con il passare dei giorni possono comparire sintomi neurologici più gravi, tra cui rigidità del collo, confusione, alterazioni dello stato mentale e convulsioni. Il dottor John Brownstein, collaboratore medico di ABC News, ha spiegato che i sintomi possono manifestarsi anche dopo diversi giorni dall’esposizione: “i primi sintomi sono molto simili a quelli della meningite: forte mal di testa, febbre, nausea, seguiti da rigidità del collo, confusione e convulsioni. Questi sintomi possono manifestarsi pochi giorni dopo l’esposizione, ma possono comparire anche fino a 12 giorni dopo”.

Come ridurre il rischio durante la stagione calda

Gli esperti ricordano che il contagio da Naegleria fowleri è molto raro, ma alcune precauzioni possono contribuire a ridurre ulteriormente il rischio, soprattutto durante i mesi più caldi quando le acque dolci raggiungono temperature favorevoli alla presenza dell’organismo. Le principali situazioni di attenzione riguardano le attività che possono provocare l’ingresso forzato di acqua nel naso, come tuffi, immersioni e giochi in acqua. Evitare che l’acqua penetri nelle cavità nasali e prestare attenzione nei bacini di acqua dolce calda rappresentano le misure indicate dalle autorità sanitarie. La morte dell’adolescente in Carolina del Nord e quella della bambina in Louisiana riportano così al centro dell’attenzione una delle infezioni più rare ma più temute legate agli ambienti acquatici, con le autorità impegnate a monitorare la situazione e a ricostruire l’origine dei due contagi.