Oggi, 30 settembre 2026, si festeggia il Capodanno su Marte. Nello Spazio non ci sono fuochi d’artificio, brindisi a mezzanotte o marziani pronti a intonare canti tradizionali, eppure la data odierna segna un traguardo affascinante per il Pianeta Rosso, che entra ufficialmente nel suo 39° anno. Esattamente come la Terra, anche il nostro vicino cosmico ha giorni, stagioni e anni, ma con durate e ritmi completamente differenti che sfalsano i calendari costantemente. Un anno marziano dura infatti 687 giorni terrestri, un periodo lungo quasi il doppio rispetto al nostro, rendendo la data del Capodanno mobile rispetto al normale calendario a cui siamo abituati. Il precedente inizio di anno è caduto il 12 novembre 2024, oggi viviamo i festeggiamenti di questo 2026, mentre per celebrare lo scoccare del 40° anno marziano l’umanità intera dovrà attendere fino al 17 agosto 2028.
Come si calcola il tempo su Marte
Il Capodanno su Marte è legato a doppio filo all’andamento delle stagioni. Mentre sulla Terra la data cade a ridosso del Solstizio d’inverno per l’emisfero Nord, sul Pianeta Rosso gli astronomi hanno scelto l’Equinozio di primavera nell’emisfero Nord, il momento in cui il giorno e la notte si equivalgono. Per tenere traccia delle osservazioni, gli scienziati hanno adottato un sistema di numerazione convenzionale che fissa il 1° giorno dell’anno 1 all’Equinozio di primavera dell’11 aprile 1955. Si tratta di una scelta puramente arbitraria, che racchiude nel 1° anno una gigantesca tempesta di sabbia avvenuta nel 1956. Da quel punto, il calendario è stato esteso a ritroso per datare osservazioni precedenti per chiunque ne avesse bisogno. In questo caso si conta al contrario partendo dall’anno 0, per poi passare all’anno -1, l’anno -2 e via dicendo. Il sistema si spinge fino all’anno -183, corrispondente al 1610, quando Galileo Galilei puntò per la 1ª volta il suo telescopio verso il pianeta.
La sfida dei 40 minuti extra e la vita con il fuso della NASA
Il tempo marziano diventa ancora più estraniante quando si analizza la durata della singola giornata. Il giorno su Marte, definito “sol“, dura circa 24 ore e 39 minuti. Quei 40 minuti extra sembrano ininfluenti, ma accumulati quotidianamente stravolgono i ritmi biologici di chi opera le missioni della NASA. La pratica risale al 1997 con la missione Pathfinder e il suo rover Sojourner, ed è stata successivamente adottata dalle squadre di Spirit, Opportunity, Curiosity e Perseverance. Nelle fasi iniziali e più frenetiche di queste missioni, le squadre vivono seguendo letteralmente l’orologio del rover. Se il turno inizia alle ore 9, il giorno successivo partirà alle 09:40, poi alle 10:20 e così via, portando gli scienziati a fare colazione mentre il resto del mondo va a dormire. Le cose si sono complicate enormemente nel 2004, con i rover gemelli Spirit e Opportunity atterrati su lati opposti di Marte. Le 2 squadre lavoravano con fusi orari sfasati di 12 ore l’una dall’altra.
L’orologio sincronizzato su Marte e i vantaggi sull’età
Il premio per la dedizione assoluta a queste dinamiche spetta al direttore di volo della NASA David Oh e alla sua famiglia. Nel 2012, in concomitanza con l’atterraggio di Curiosity, l’intero nucleo familiare ha adattato la propria vita all’ora marziana per 1 mese intero. Le loro giornate scalavano in avanti di quasi 40 minuti ogni sera, proiettandoli in un fuso orario in costante slittamento. Si sono ritrovati a consumare i pasti negli orari più stravaganti e a esplorare Los Angeles in piena notte, nel silenzio della metropoli addormentata.
Una curiosità finale
Festeggiare questa ricorrenza regala una consolazione finale decisamente divertente per tutti noi. Se provassimo a calcolare la nostra età in base agli anni di Marte, il numero dei nostri anni risulterebbe più o meno dimezzato: ciò accade perché Marte impiega quasi il doppio del tempo rispetto alla Terra per compiere un giro completo intorno al Sole. Di conseguenza, una persona che sulla Terra ha 30 anni, su Marte ne avrebbe circa 16.
