La missione JUICE dell’ESA esegue proprio oggi, 28 settembre 2026, un fondamentale e millimetrico passaggio ravvicinato del nostro pianeta per ricevere la decisiva spinta gravitazionale necessaria a raggiungere i gelidi confini del Sistema Solare. La sonda sfreccerà ad appena 8.640 km dalla superficie terrestre, una distanza da brivido pari a meno del 70% del diametro della Terra stessa, raggiungendo il punto di massimo avvicinamento alle 11:45 UTC sopra l’Oceano Indiano, navigando in direzione Nord/Ovest rispetto all’Australia. Circa 15 o 30 minuti prima di questo momento cruciale, il veicolo spaziale sorvolerà proprio i cieli del continente oceanico regalando un saluto fugace. Questa spettacolare manovra orbitale rappresenta una tappa fondamentale nel lungo e complesso viaggio iniziato nel 2023 e destinato a concludersi nel 2031, quando la navicella raggiungerà finalmente l’orbita di Giove per studiare da vicino le sue affascinanti lune ghiacciate oceaniche, esplorando mondi misteriosi come Europa, Ganimede e Callisto alla ricerca di potenziali habitat nascosti.
Il lungo e tortuoso viaggio nel Sistema Solare
La missione europea ha preso il via il 14 aprile 2023, dopo un ritardo di 1 giorno causato dai fulmini presso lo spazioporto dell’ESA in Guyana Francese. Come spesso accade per le esplorazioni dirette verso la parte esterna del nostro sistema planetario, la sonda deve seguire una rotta tortuosa per accumulare velocità, sfruttando passaggi ravvicinati con la Luna, la Terra e Venere. Dopo il 1° storico sorvolo combinato della Luna e della Terra tra il 19 e il 20 agosto 2024, utile come manovra di frenata per allineare la rotta, JUICE ha sfruttato la gravità di Venere il 31 agosto 2025. Quello odierno rappresenta il 2° sorvolo terrestre, a cui ne seguirà un 3° e ultimo nel mese di gennaio 2029 prima dello slancio finale verso Giove.
Il guasto all’antenna e il miracolo nello Spazio profondo
Poco dopo il lancio, la missione ha rischiato di essere compromessa quando l’antenna principale si è bloccata. Sono state necessarie 3 settimane di intenso lavoro da parte degli ingegneri dell’ESA per risolvere il problema mentre la sonda viaggiava nel vuoto cosmico. Il centro di controllo ha tentato di usare i propulsori per scuotere la struttura e ha sfruttato i caldi raggi del Sole per riscaldare i componenti inceppati. Infine, il 12 maggio 2023, l’attivazione di un dispositivo meccanico chiamato attuatore ha permesso all’antenna di sbloccarsi definitivamente. Questo strumento radar, chiamato RIME, sarà essenziale per studiare la struttura interna delle lune gioviane spingendosi fino a una profondità di 9 km.
Alla ricerca della vita sotto il ghiaccio di Europa e Ganimede
L’arrivo nel sistema gioviano nel 2031 darà il via a una complessa danza orbitale che comprenderà 35 sorvoli attorno a Europa, Ganimede e Callisto. Gli scienziati guardano con estremo interesse a Europa, che sotto la sua crosta ghiacciata nasconde un vasto oceano di acqua liquida in cui la sonda cercherà tracce chimiche, come molecole organiche o a base di carbonio, essenziali per supportare la vita. Successivamente, il veicolo si inserirà in orbita attorno a Ganimede, scendendo gradualmente fino a 200 km di quota per un periodo di circa 3 anni. Durante questa fase prolungata, la missione traccerà una mappa topografica, geologica e compositiva della superficie, studierà le proprietà fisiche della crosta e rileverà la presenza di bacini idrici sotterranei. Le indagini si estenderanno anche alla distribuzione delle masse interne, all’esosfera e al campo magnetico intrinseco di Ganimede, analizzando le sue complesse interazioni con l’ambiente gioviano, per poi terminare la sua avventura con un impatto programmato sulla superficie.
