Quasi 3mila morti in più rispetto alla media attesa. È il pesante bilancio delle ondate di calore che hanno colpito il Belgio durante l’estate. Tra il 18 giugno e il 16 agosto, secondo un rapporto dell’istituto di sanità pubblica Sciensano, sono stati registrati 2.935 decessi in eccesso, pari a un aumento della mortalità del 22,6%. Il periodo più critico è stato quello compreso tra il 18 giugno e il 3 luglio, quando il Paese ha registrato 2.035 morti aggiuntive, con una mortalità superiore del 48,8% rispetto ai livelli previsti. Si tratta, secondo Sciensano, del dato più elevato mai rilevato durante un’ondata di calore dall’inizio delle analisi dell’istituto, nel 2000.
Dieci giorni consecutivi con temperature intorno ai +30°C
L’ondata di caldo iniziata il 18 giugno ha portato per 10 giorni consecutivi temperature massime intorno ai +30°C. In 3 di queste giornate si sono raggiunti valori prossimi ai +35°C. A rendere ancora più difficile la situazione sono state le temperature notturne, rimaste eccezionalmente elevate e riducendo così la possibilità per l’organismo di recuperare dal caldo. Il bilancio delle vittime non si è però concentrato esclusivamente nella prima fase dell’estate. Altri 2 periodi di caldo intenso hanno prodotto ulteriori decessi in eccesso. Tra il 4 e il 17 luglio sono state stimate 535 morti aggiuntive, corrispondenti a un aumento della mortalità del 14,8%. Successivamente, tra il 28 luglio e il 16 agosto, si sono registrati altri 365 decessi in eccesso, pari a un incremento del 7%.
Gli anziani i più esposti, ma il rischio riguarda anche i giovani
Come accade generalmente durante le ondate di calore, le persone di 65 anni e oltre rappresentano la fascia maggiormente colpita. Sciensano sottolinea tuttavia che l’eccesso di mortalità interessa anche le fasce di età più giovani, a conferma del fatto che temperature estreme e prolungate possono rappresentare un rischio per la salute ben oltre la popolazione anziana.
