Una forte scossa terremoto magnitudo 5.5 (5.3 per l’USGS) ha colpito l’Isola del Sud in Nuova Zelanda, generando attimi di profonda apprensione tra la popolazione locale. Il sisma, registrato esattamente alle 18:13 ora locale (08:13 ora italiana), ha avuto il epicentro a 40 km a Nord/Est della nota e frequentatissima località di Milford Sound, originandosi a una profondità estremamente superficiale stimata in 5 km dai centri nazionali, mentre i dati statunitensi USGS indicano un ipocentro a 10 km e un epicentro a 66 km a Nord-Nord/Ovest di Arthurs Point. L’evento ha interessato una vasta porzione costiera. I tremori sono stati avvertiti in maniera netta in svariate aree, spingendo quasi 3mila persone a inviare segnalazioni ufficiali. A Queenstown i giornalisti presenti hanno descritto un’oscillazione ininterrotta protrattasi per circa 20 secondi. Sui social media, i residenti di Arrowtown e Caversham hanno raccontato di finestre che tremavano e boati talmente intensi da far sospettare danni alle abitazioni. Fortunatamente, nonostante la vasta eco e lo spavento diffuso, le autorità non hanno al momento riportato crolli o feriti.
Le cause geologiche e i movimenti tettonici
La Nuova Zelanda sorge in un’area geologicamente molto complessa e costantemente soggetta a forti tensioni, trovandosi proprio sul limite di collisione tra la placca del Pacifico e quella indo-australiana. Nella porzione sudoccidentale dell’Isola del Sud, il margine di placca si manifesta attraverso un’imponente zona di frattura trascorrente conosciuta come Faglia Alpina. Questa ciclopica struttura geologica si estende lungo l’isola per circa 600 km e assorbe un’enorme quantità di stress tettonico a causa dello sfregamento laterale e della convergenza tra i due immensi blocchi continentali. Spostandosi verso Sud/Ovest, nella regione dei fiordi, la dinamica cambia e la placca australiana va in subduzione immergendosi letteralmente sotto quella pacifica, deformando pesantemente l’intera crosta terrestre circostante. Questo incessante movimento relativo, che procede a una velocità altissima per gli standard geologici globali, provoca un accumulo inesorabile di energia meccanica che viene poi sprigionata sotto forma di scosse sismiche.
La sismicità storica della zona di Fiordland
Tutta l’area di Fiordland vanta una storia sismica di grandissima rilevanza e si conferma costantemente come una delle regioni più attive dell’intero paese. La Faglia Alpina possiede il potenziale per generare sismi catastrofici capaci di raggiungere o superare la magnitudo 8.0. Le ricerche stratigrafiche indicano che l’ultimo grande evento di rottura lungo questa direttrice risale al 1717, una tempistica che porta la comunità scientifica a ritenere altamente probabile il verificarsi di un nuovo grande terremoto nei decenni a venire. Anche al di fuori della faglia principale, la terra trema con violenza inaudita. Nel 2003, ad esempio, un terremoto sottomarino magnitudo 7.2 colpì l’area di Secretary Island, innescando centinaia di frane lungo i versanti montuosi, piccoli tsunami locali e danni infrastrutturali limitati unicamente dalla scarsissima densità abitativa. Pochi anni più tardi, nel 2009, la medesima regione venne scossa da un altro violento evento sismico di magnitudo 7.8 localizzato a Dusky Sound. In quell’occasione il movimento tettonico fu talmente forte da spostare fisicamente alcune porzioni di terra verso Ovest e generare una lunghissima sequenza di repliche.
