Pechino, stretta senza precedenti sui droni: possesso vietato dal 15 novembre

La stretta nella capitale cinese non riguarderà più soltanto i voli: i proprietari dovranno disfarsi degli apparecchi o trasferirli fuori città. Previste deroghe per sicurezza, soccorsi, agricoltura e ricerca scientifica

Pechino introduce una stretta senza precedenti sui droni. A partire dal prossimo 15 novembre, nella capitale cinese non sarà vietato soltanto far volare questi dispositivi, ma anche possederli e conservarli. Chi dispone di un aeromobile senza pilota dovrà quindi disfarsene oppure trasferirlo al di fuori del territorio amministrativo della città, evitando così il rischio di confisca e sanzioni pecuniarie. La decisione è stata adottata con l’obiettivo dichiarato di “tutelare la sicurezza” della metropoli, nella quale vivono circa 22 milioni di persone. Le nuove disposizioni irrigidiscono sensibilmente una disciplina che già limitava in modo severo la circolazione e la vendita dei droni.

Droni vietati a Pechino 

La principale novità riguarda l’estensione del divieto alla semplice disponibilità materiale degli apparecchi. Le norme che entreranno in vigore il 15 novembre impediranno infatti “di detenere o conservare aeromobili senza pilota” in tutto il territorio amministrativo di Pechino. Fino a oggi, pur non potendo utilizzare liberamente i dispositivi nello spazio aereo della capitale, i proprietari avevano la possibilità di mantenerli nelle proprie abitazioni o nei depositi, a condizione che fossero regolarmente registrati presso le autorità. Con l’entrata in vigore del nuovo regime, anche questa possibilità verrà meno. I proprietari dovranno pertanto rimuovere gli apparecchi dalla capitale entro il termine stabilito. Chi non rispetterà le disposizioni potrà andare incontro al sequestro del drone e all’applicazione di multe. Si tratta di una misura particolarmente rigorosa, destinata a incidere sia sugli utilizzatori privati sia sui professionisti che impiegano questa tecnologia nell’ambito delle proprie attività.

La progressiva stretta delle autorità cinesi

Il nuovo provvedimento rappresenta l’ultimo passaggio di un percorso normativo avviato da tempo. I voli dei droni erano già vietati nella capitale cinese, fatta eccezione per le operazioni autorizzate attraverso specifiche deroghe. Da maggio 2026, inoltre, Pechino aveva proibito la vendita di aeromobili senza pilota all’interno del proprio territorio. I possessori erano tenuti a registrare i dispositivi presso le autorità competenti, ma continuavano ad avere il diritto di conservarli, pur senza poterli utilizzare liberamente. Dal 15 novembre, invece, la disciplina compirà un ulteriore salto: non sarà più sufficiente lasciare il drone inutilizzato. La detenzione stessa diventerà vietata e i dispositivi dovranno essere ceduti, eliminati oppure trasferiti fuori dai confini amministrativi della metropoli.

Sicurezza dello spazio aereo al centro delle nuove regole

Alla base della decisione ci sono soprattutto le preoccupazioni per la sicurezza dello spazio aereo urbano. La capitale cinese ospita alcune delle strutture politiche e istituzionali più importanti del Paese e presenta una densità abitativa particolarmente elevata. In questo contesto, la presenza di dispositivi volanti non autorizzati viene considerata dalle autorità una possibile fonte di rischio. I timori si sono riaccesi nel mese di giugno, quando un piccolo aereo da turismo si è schiantato contro il grattacielo più alto di Pechino. Nell’incidente il pilota ha perso la vita, mentre altre 13 persone sono rimaste ferite. Pur trattandosi di un velivolo turistico e non di un drone, l’episodio ha riportato in primo piano il tema del controllo dei cieli sopra una delle metropoli più popolose e strategicamente sensibili della Cina. La scelta di estendere il divieto anche al possesso mira quindi a ridurre alla fonte la disponibilità di apparecchi che potrebbero essere utilizzati senza autorizzazione, accidentalmente o deliberatamente, all’interno dello spazio aereo cittadino.

Le deroghe per sicurezza, emergenze e ricerca scientifica

Il divieto non sarà però privo di eccezioni. Le autorità potranno concedere specifiche autorizzazioni per l’impiego dei droni a Pechino in alcuni settori considerati essenziali o di interesse pubblico. Le deroghe potranno riguardare le attività di lotta al terrorismo, il mantenimento dell’ordine pubblico e gli interventi di soccorso durante le emergenze. L’utilizzo degli aeromobili senza pilota potrà inoltre essere consentito in ambito agricolo o per progetti di ricerca scientifica, sempre nel rispetto delle procedure previste e sotto il controllo delle autorità competenti. In questi casi, i droni potranno continuare a rappresentare uno strumento operativo importante, soprattutto per la sorveglianza di aree difficilmente raggiungibili, il monitoraggio del territorio e la gestione tempestiva delle situazioni di pericolo. Le autorizzazioni non saranno però automatiche e dovranno rispondere a finalità precise.

Un provvedimento che colpisce un settore molto diffuso in Cina

Negli ultimi anni i droni hanno conosciuto una rapida diffusione in Cina, diventando strumenti molto apprezzati sia dai turisti sia dagli operatori professionali. Nel settore ricreativo vengono utilizzati soprattutto per realizzare fotografie e riprese panoramiche, mentre in campo lavorativo trovano applicazione nella produzione audiovisiva, nel monitoraggio agricolo, nella ricerca e in numerose attività tecniche. La nuova disciplina introdotta nella capitale segna dunque una netta distinzione tra il resto del Paese, dove questi apparecchi continuano a essere largamente diffusi, e il territorio di Pechino, sottoposto a regole particolarmente severe per ragioni di sicurezza. Dal 15 novembre, la capitale cinese diventerà così un’area nella quale la presenza privata di aeromobili senza pilota sarà sostanzialmente esclusa. Il divieto assoluto di detenzione completa una stretta progressiva che, dopo aver bloccato i voli non autorizzati e la vendita, punta ora a eliminare anche la semplice conservazione dei dispositivi all’interno della metropoli.