L’Italia punta a rafforzare la cooperazione con la Repubblica Democratica del Congo, mettendo al centro delle relazioni bilaterali le materie prime critiche, gli investimenti, il dialogo politico e il sostegno alla stabilità della regione dei Grandi Laghi. È quanto emerso dall’incontro tra il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani e il ministro degli Esteri congolese Thérèse Kayikwamba Wagner, avvenuto a Roma. Uno dei passaggi più significativi riguarda l’avvio di un percorso verso un accordo politico sulle materie prime critiche, considerate sempre più decisive per la sicurezza e la continuità delle filiere industriali. La Repubblica Democratica del Congo occupa infatti una posizione strategica nello scenario africano e internazionale, mentre Roma sta intensificando la propria azione diplomatica per diversificare e rendere più resilienti gli approvvigionamenti di risorse indispensabili alle produzioni tecnologiche e industriali.
Tajani: “il Congo è un Paese prioritario del Piano Mattei”
Tajani ha illustrato i contenuti dell’incontro attraverso un messaggio pubblicato su X, indicando la Repubblica Democratica del Congo come uno dei partner centrali della strategia italiana in Africa. Kinshasa “è un Paese prioritario del Piano Mattei – ha scritto su X il vicepremier – Vogliamo rilanciare le nostre relazioni e rafforzare la cooperazione politica ed economica, creando nuove opportunità per entrambi i Paesi”. Il confronto si inserisce dunque nella strategia del Piano Mattei, con cui l’Italia punta a costruire partnership strutturate con diversi Paesi africani, attraverso rapporti economici, investimenti, formazione e cooperazione.
Italia e Congo verso un accordo sulle materie prime critiche
Il dossier più rilevante emerso dall’incontro riguarda proprio le materie prime critiche, sempre più centrali nella politica industriale internazionale. “Abbiamo deciso di istituire un gruppo di lavoro tra i nostri Ministeri e di avviare il percorso per un accordo politico sulle materie prime critiche, fondamentali per la stabilità delle nostre filiere produttive. Organizzeremo anche un foro imprenditoriale per valorizzare le eccellenze del saper fare italiano e favorire nuove occasioni di collaborazione e investimento – si legge nel post – Abbiamo dedicato particolare attenzione alla situazione nella regione dei Grandi Laghi. L’Italia sostiene gli sforzi diplomatici volti a favorire il dialogo, ridurre le tensioni e contribuire alla stabilità della regione, continuando a garantire il proprio impegno umanitario e di cooperazione. In questo quadro, abbiamo concordato di istituire da subito un meccanismo di consultazione permanente presso l’Onu sui temi di interesse del continente africano, anche alla luce della partecipazione della Repubblica Democratica del Congo al Consiglio di Sicurezza dell’Onu”. L’intenzione annunciata dal ministro è quindi quella di trasformare il rapporto tra Roma e Kinshasa in una cooperazione più strutturata, non limitata agli aspetti diplomatici ma estesa anche alle catene di approvvigionamento, agli investimenti e alla collaborazione tra imprese.
Le materie prime critiche al centro della strategia industriale italiana
Il dossier congolese si inserisce in una più ampia strategia dell’Italia sul fronte dei minerali critici. Il 21 settembre 2026 Tajani ha infatti firmato a New York con il segretario di Stato americano Marco Rubio un Memorandum d’intesa tra Italia e Stati Uniti dedicato proprio alla cooperazione in questo settore. L’accordo ha istituito un gruppo di lavoro tecnico e punta, tra gli altri obiettivi, a rafforzare la sicurezza delle catene di approvvigionamento attraverso investimenti nell’estrazione, nella lavorazione e nel riciclo. Il nuovo percorso con la Repubblica Democratica del Congo si colloca quindi all’interno di una politica italiana orientata a consolidare rapporti con Paesi che ricoprono un ruolo importante nella disponibilità globale di risorse strategiche. La prospettiva indicata da Tajani punta al tempo stesso a favorire nuove opportunità per il sistema produttivo italiano e a rafforzare la cooperazione economica con Kinshasa.
Un forum imprenditoriale per aumentare investimenti e collaborazione
Accanto al lavoro politico tra i due governi, è prevista l’organizzazione di un foro imprenditoriale dedicato alle imprese dei due Paesi. L’obiettivo dichiarato è valorizzare le competenze e le eccellenze del saper fare italiano, creando nuove occasioni di investimento e collaborazione. Il modello richiama altre iniziative promosse negli ultimi mesi dalla diplomazia economica italiana. Anche nei rapporti con altri partner africani, il governo ha affiancato agli incontri istituzionali momenti di confronto diretto tra aziende, istituzioni finanziarie e operatori economici. Nel caso dell’Egitto, ad esempio, un recente Business Forum Italia-Egitto ha coinvolto oltre cento aziende italiane e centinaia di partecipanti, con particolare attenzione a energia, infrastrutture, tecnologie industriali, digitalizzazione e agritech. Nel rapporto con il Congo, il futuro forum dovrebbe costituire uno dei principali strumenti per trasferire sul piano economico gli indirizzi definiti dai due governi.
Grandi Laghi, Italia al fianco degli sforzi diplomatici
Il colloquio tra Tajani e Kayikwamba Wagner non si è limitato agli aspetti economici. Una parte importante del confronto è stata dedicata alla situazione nella regione dei Grandi Laghi, area che continua a rappresentare uno dei principali dossier di sicurezza dell’Africa centrale. Tajani ha ribadito il sostegno italiano agli sforzi diplomatici finalizzati a ridurre le tensioni e favorire il dialogo, confermando al tempo stesso l’impegno umanitario e di cooperazione dell’Italia. La stabilità del territorio rappresenta infatti una condizione essenziale anche per rendere sostenibili nel lungo periodo investimenti, progetti infrastrutturali e iniziative di sviluppo.
Italia e Congo rafforzano il coordinamento all’Onu
Un altro risultato politico dell’incontro riguarda la decisione di istituire un meccanismo di consultazione permanente presso le Nazioni Unite sui dossier di interesse africano. L’iniziativa assume particolare rilevanza anche in relazione alla partecipazione della Repubblica Democratica del Congo al Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Il meccanismo consentirà ai due Paesi di mantenere un confronto regolare sulle questioni relative al continente africano, con l’obiettivo di rafforzare il coordinamento politico nei principali organismi multilaterali.
I rapporti tra Roma e Kinshasa verso una nuova fase
La visita in Italia di Thérèse Kayikwamba Wagner si inserisce in una serie di incontri dedicati al rafforzamento delle relazioni internazionali della Repubblica Democratica del Congo. Nei giorni precedenti il ministro ha avuto a Roma anche incontri con la diaspora congolese e con rappresentanti di organismi internazionali, ponendo l’accento sull’esigenza di promuovere investimenti, innovazione e progetti di sviluppo. Nella stessa missione è stato inoltre firmato un protocollo d’intesa con MED’OR per rilanciare la cooperazione e definire un quadro generale per future consultazioni tra le parti. Il colloquio con Tajani rappresenta quindi un ulteriore passaggio nel consolidamento del rapporto con l’Italia, con un’agenda che unisce diplomazia, sicurezza, investimenti, materie prime strategiche e formazione.
Il ricordo di Luca Attanasio, Vittorio Iacovacci e Mustapha Milambo
Nel corso dell’incontro non è mancato il ricordo dell’ambasciatore italiano Luca Attanasio, del carabiniere Vittorio Iacovacci e di Mustapha Milambo. “Nel nostro incontro – ha concluso Tajani – abbiamo ricordato l’Ambasciatore Luca Attanasio, il Carabiniere Scelto Vittorio Iacovacci e Mustapha Milambo. Onorarne la memoria significa anche guardare al futuro: investire nella formazione dei giovani congolesi e costruire legami sempre più forti tra Italia e Repubblica Democratica del Congo”. Il richiamo alla loro memoria è stato così collegato dal ministro alla volontà di rafforzare ulteriormente i rapporti tra Italia e Repubblica Democratica del Congo, puntando sulla formazione delle nuove generazioni e su una collaborazione sempre più stabile tra i due Paesi. L’incontro di Roma apre dunque una nuova fase nelle relazioni bilaterali: dalla creazione del gruppo di lavoro ministeriale al percorso verso un accordo sulle materie prime critiche, fino al futuro forum imprenditoriale e al coordinamento permanente presso l’Onu, il rapporto tra Roma e Kinshasa assume una dimensione sempre più strategica sul piano politico ed economico.
