Proseguono le operazioni di soccorso nella contea di Suichuan, nella provincia cinese del Jiangxi, dove 2 frane hanno provocato almeno 4 morti e 10 dispersi. Le squadre di emergenza sono al lavoro dal 5 settembre nei villaggi di Mingkeng e Yangfen, mentre le autorità mantengono elevato il livello di allerta per il rischio di nuovi smottamenti. La situazione più grave si registra a Mingkeng Village, nella municipalità di Gaoping, dove una colata di fango ha colpito intorno alle 4 del mattino del 5 settembre un gruppo residenziale del villaggio di Shixia. Dodici abitazioni sono state danneggiate: 8 sono state completamente distrutte, mentre altre 4 hanno riportato danni di diversa entità.
Nella stessa area sono state inizialmente individuate 3 persone. Due sono state estratte vive e risultano in condizioni stabili, mentre una è stata dichiarata morta. Il bilancio provvisorio della località è successivamente salito a 3 vittime e 9 persone ancora disperse. Un secondo episodio si è verificato a Yangfen Village, nella municipalità di Zuo’an. Delle due persone inizialmente segnalate come disperse, una è stata ritrovata morta. Una persona resta ancora dispersa.
Strada riaperta dopo 15 ore di lavoro
Le operazioni di ricerca sono state complicate dalla distruzione delle infrastrutture e dalla presenza di versanti instabili. Entro la sera del 5 settembre, oltre 640 soccorritori avevano raggiunto l’area del disastro, affiancati da squadre specializzate nei trasporti, nell’elettricità, nelle comunicazioni e nell’assistenza medica. Al 6 settembre erano stati rimossi più di 20mila metri cubi di fango e detriti e costruiti circa 100 metri di strada di accesso. Successivamente, 35 soccorritori, impiegando 5 escavatori e una pala meccanica, hanno lavorato per circa 15 ore per liberare un tratto di strada lungo circa 600 metri, distrutto dalla frana. Il collegamento tra Mingkeng Village e il principale sito del disastro è stato riaperto intorno alle 23 del 6 settembre, consentendo un accesso più agevole alle squadre impegnate nelle ricerche.
Il pericolo non è ancora passato
A rendere particolarmente rischiosa l’attività dei soccorritori è l’instabilità dei versanti. La mattina del 6 settembre, rumori provenienti dalla montagna hanno fatto temere un nuovo movimento del terreno, costringendo temporaneamente il personale a ritirarsi dalla zona. Prima di autorizzare il ritorno delle squadre, gli esperti geologici hanno effettuato verifiche attraverso droni, radar e analisi iperspettrali. Nel complesso sono stati eseguiti circa dieci voli di ricognizione con droni e sono state impiegate oltre 200 apparecchiature portatili di monitoraggio. Secondo le prime stime dei geologi, la frana di Mingkeng avrebbe coinvolto circa 74mila metri cubi di materiale. La massa di terreno, con uno spessore stimato tra gli 8 e i 10 metri, avrebbe percorso quasi 1,3 km.
Gli esperti ritengono che la particolare conformazione geologica della zona abbia contribuito alla vulnerabilità del versante. Il terreno poggia infatti su uno strato di granito profondamente alterato, spesso diverse decine di metri. Le piogge consecutive hanno saturato il suolo, riducendone drasticamente la resistenza allo scivolamento. L’acqua penetrata attraverso un canale di drenaggio situato sopra il versante avrebbe contribuito all’innesco del cedimento.
Quasi 12mila persone evacuate
Di fronte al rischio di ulteriori frane e allagamenti, le autorità hanno intensificato le evacuazioni. Alle 18 del 6 settembre erano state trasferite dalle aree considerate pericolose 11.968 persone, più del doppio rispetto alle 5.339 inizialmente indicate. Particolare attenzione è stata riservata a Heping Village, nella municipalità di Dafen, dove la comparsa di crepe su un versante ha fatto temere un nuovo smottamento. Tutti i 169 residenti di 87 famiglie, distribuiti in 3 gruppi abitativi, sono stati trasferiti nell’ex casa di riposo della municipalità. Quasi 200 persone colpite dalla frana di Mingkeng sono state invece sistemate in strutture ricettive nella vicina municipalità di Wuzhifeng. Altre circa 400 persone hanno trovato rifugio temporaneo presso un centro di accoglienza allestito nella Gaoping Middle School.
Danni anche a elettricità e comunicazioni
Il maltempo ha provocato danni anche alle infrastrutture. In tutta la contea sono state colpite 58 linee elettriche, 53 delle quali erano già state ripristinate al 6 settembre. Le interruzioni ancora presenti riguardavano soprattutto alcune zone di Tanghu, Gaoping, Zuo’an e Yingpanxu. Problemi anche per la rete di telefonia mobile: delle 2.110 stazioni radio base presenti nella contea, 1.901 risultavano operative, mentre 209 erano ancora fuori servizio. Le squadre tecniche hanno continuato a lavorare per ripristinare le comunicazioni nelle aree maggiormente colpite.
La risposta delle autorità
Il Ministero cinese per la Gestione delle Emergenze ha iniziato a coordinare la risposta il 5 settembre, ordinando alle autorità locali di intensificare la ricerca delle persone intrappolate, verificare costantemente il bilancio delle vittime e rafforzare il monitoraggio idrologico e geologico. Sono state attivate le risposte nazionali di emergenza di Livello IV per le calamità naturali e per le emergenze legate ai rischi geologici. Il ministero ha inoltre inviato un gruppo di lavoro nazionale e una squadra di rilevamento dotata di radar per il monitoraggio dei versanti.
A livello provinciale, il o Jiangxi ha portato a Livello II la risposta di emergenza per i rischi geologici a Suichuan. Il Ministero delle Risorse Naturali ha invece innalzato da Livello IV a Livello III la propria risposta per l’intera provincia e inviato una squadra di supporto. La Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma ha inoltre stanziato 20 milioni di yuan, pari a circa 2,98 milioni di dollari, per sostenere il ripristino delle infrastrutture danneggiate dalle inondazioni, comprese strade, reti idriche, scuole, ospedali e altre strutture pubbliche.
Piogge eccezionali dopo il passaggio di Saudel
All’origine della situazione vi sono diversi giorni di precipitazioni intense. Tra le 8 del mattino del 3 settembre e le 8 del 4 settembre, la China Weather Network ha registrato 299,1 mm di pioggia a Baiyin Lake, nella prefettura di Ji’an, e 147,3 mm a Jinggangshan. Il servizio meteorologico ha avvertito che il pericolo di frane, colate di fango e improvvise piene montane può persistere anche dopo la fine delle precipitazioni più intense: i versanti saturi d’acqua, infatti, possono rimanere instabili per diversi giorni.
Le piogge sono state associate anche agli effetti residui del tifone Saudel, che si era indebolito sulla zona di Meizhou, nel Guangdong, cessando di essere classificato come sistema numerato il 3 settembre. La sua circolazione residua ha continuato tuttavia a provocare forti precipitazioni sullo Jiangxi e in altre aree della Cina meridionale. Secondo i dati diffusi da Xinhua, le precipitazioni legate a Saudel hanno interessato complessivamente 161.500 persone nella provincia dello Jiangxi.
