Pioggia di fuoco dallo Spazio: il satellite Tango si disintegra e svela i segreti del rientro atmosferico

La missione Cluster si è conclusa dopo 26 anni di operazioni con una spettacolare discesa mirata. Nel 2027 toccherà al progetto Draco studiare questi incredibili fenomeni

La storica missione Cluster ha danzato il suo ultimo ballo nei cieli notturni quando il satellite Tango è rientrato nell’atmosfera terrestre il 1° settembre alle 23:30 ora italiana. Questo spettacolare evento segna la fine di un’era iniziata ben 26 anni fa e trasforma la conclusione delle operazioni in una incredibile miniera di preziose informazioni scientifiche. Dopo aver archiviato con successo il 4° rientro mirato, gli scienziati dell’ESA hanno dimostrato che questa tecnica rappresenta ormai un metodo collaudato e altamente sicuro per lo smaltimento definitivo dei satelliti giunti alla fine del loro ciclo operativo. L’osservazione ripetuta di questi affascinanti fenomeni da parte di un aereo carico di esperti ha permesso di creare un set di dati unico al mondo, fondamentale per comprendere i processi distruttivi che avvengono ai confini dello Spazio.

Un aereo in volo per catturare gli ultimi istanti di Tango

Il team di osservazione aerea ROSIE è riuscito a monitorare magistralmente il rientro di Samba e Tango utilizzando 29 dei 30 strumenti installati a bordo del proprio velivolo. Ogni esperimento si è basato direttamente sulle lezioni apprese in precedenza, perfezionando le telecamere e le sofisticate strumentazioni, mentre la squadra rimasta a terra migliorava la precisione delle previsioni e la traiettoria di volo risultante. Nel caso specifico di Tango, persino il pilota dell’aereo ha dato un contributo decisivo, inclinando il velivolo nel momento esatto per consentire agli scienziati di mantenere il veicolo in fiamme all’interno del proprio campo visivo per qualche secondo in più. Grazie a queste manovre, gli esperti sono riusciti a osservare i satelliti per circa 50 secondi in media, tracciandone l’intera scia luminosa attraverso il cielo.

Gli ultimi comandi e l’eredità della missione Cluster

Poco prima che Tango affrontasse l’impatto con l’atmosfera, molti membri dei team di controllo del volo e della missione hanno avuto l’opportunità di inviare un ultimo comando al satellite per dirgli addio un’ultima volta. Circa 15 minuti prima del rientro vero e proprio, il segnale trasmesso tramite la stazione di terra di Kourou è andato perso per sempre, chiudendo definitivamente il flusso della telemetria. Dopo 26 anni, le operazioni della missione Cluster si sono concluse, rappresentando una pietra miliare assoluta per le numerose persone che hanno dedicato gran parte della loro vita a questo progetto fondamentale per la comprensione della magnetosfera.

Philippe Escoubet, Cluster Mission Manager presso l’ESA, ha dichiarato: “Questo è uno di quei momenti in cui ti rendi conto che una volta costruita una cosa come la missione Cluster, le infondi un’anima. Il team ha creato qualcosa di bellissimo. Abbiamo assistito al suo ultimo atto, ma è chiaro che l’anima della famiglia Cluster rimarrà con noi ancora per molto tempo“.

Il futuro passa per la missione Draco

Il prossimo grande obiettivo per gli specialisti dell’ESA è assistere a un rientro direttamente dall’interno per capire esattamente cosa accade in quegli istanti, grazie alla futura missione Draco. Il lancio di questo nuovo veicolo è programmato per il 2027, con lo scopo primario di affrontare una discesa infuocata registrando minuziosamente le dinamiche del rientro. Grazie a oltre 200 sensori, 4 telecamere e una capsula indistruttibile progettata per proteggere le informazioni raccolte, Draco offrirà una prospettiva interna assolutamente inedita.

Stijn Lemmens, capo ad interim del dipartimento Space Debris, ha sottolineato i prossimi passi: “Per coronare il tutto, i nostri scienziati del rientro saranno pronti a salire di nuovo su un aereo per assistere all’evento dal basso. Con 3 prove alle spalle, il team sarà in grado di collegare le osservazioni effettuate dall’aereo con ciò che accade all’interno di Draco esattamente in quel momento“.

Lo scienziato ha poi evidenziato l’impatto che queste tecnologie avranno sul futuro dell’esplorazione: “Con i dati dei rientri di Cluster e Draco miglioreremo i modelli di rientro. Questo ci aiuta a prevedere meglio dove cadranno gli oggetti e come influenzano l’atmosfera, e potremo costruire satelliti migliori per ridurre ulteriormente la possibilità che dei frammenti raggiungano il suolo e rappresentino un rischio per le persone o le infrastrutture“.