Ponte sullo Stretto, Minasi replica a Bonelli: “accuse al governo Meloni antiscientifiche, l’opera è green e ridurrà le emissioni”

Il confronto si accende sui temi del futuro del territorio, della tutela ambientale e delle infrastrutture: botta e risposta sul Ponte sullo Stretto

Lo scontro politico sul clima, il riscaldamento globale e il Ponte sullo Stretto di Messina torna ad accendersi. Alle dichiarazioni di Angelo Bonelli, leader dei Verdi, che ha rilanciato la richiesta di destinare le risorse previste per la grande opera alla sicurezza del territorio contro il rischio idrogeologico, replica il senatore della Lega Tilde Minasi, che definisce le accuse rivolte al governo Meloni “un concentrato di demagogia e di assurdità totalmente antiscientifiche”. Il confronto si inserisce nel dibattito sulla crisi climatica, sui fenomeni meteorologici estremi e sulle strategie per affrontare gli effetti del cambiamento climatico, ma si intreccia ancora una volta con la contrapposizione politica sul futuro del collegamento stabile tra Calabria e Sicilia.

Bonelli a Villa San Giovanni: “il mare è diventato una bomba ecologica, priorità alla sicurezza del territorio”

“Il mare è diventato una bomba ecologica. L’accumulo di energia, legato al caldo estremo, rischia di produrre eventi metereologici estremi nelle prossime settimane: tornado, piogge torrenziali, rischi imponenti per il territorio. Occorre stornare le risorse del Ponte sullo Stretto di Messina, 14 miliardi, per mettere in sicurezza dal rischio idrogeologico le regioni Calabria e Sicilia, che sono molto fragili da questo punto di vista. Ricordiamo che l’erosione costiera, oggi, è uno dei problemi principali della Calabria: il 57% della costa calabrese è a rischio erosione”, aveva affermato Bonelli. Il leader ambientalista aveva poi aggiunto: “la crisi climatica aumenta le diseguaglianze sociali. Di fronte a questo il governo spende 14,5 miliardi di euro per il Ponte sullo Stretto di Messina quando la priorità dovrebbe essere la messa in sicurezza dal rischio idrogeologico, interventi per mitigare il rischio climatico. La parola ‘crisi climatica’ Giorgia Meloni non riesce a pronunciarla”.

Minasi: “attribuire al governo il riscaldamento globale è ridicolo e senza fondamento”

La replica di Tilde Minasi si concentra proprio sul rapporto tra cambiamento climatico e responsabilità politiche, contestando la lettura proposta da Bonelli. “Le accuse lanciate da Angelo Bonelli da Villa San Giovanni contro il governo Meloni sono un concentrato di demagogia e di assurdità totalmente antiscientifiche”, afferma il senatore della Lega. Secondo Minasi, non sarebbe corretto attribuire all’esecutivo italiano responsabilità dirette sull’aumento delle temperature globali. “Attribuire al nostro Esecutivo la responsabilità del riscaldamento globale o dell’aumento delle temperature è ridicolo e privo di qualsiasi fondamento”, continua Tilde Minasi. Il senatore richiama quindi il peso delle emissioni prodotte a livello internazionale: “Bonelli dovrebbe ben sapere che la stragrande maggioranza dei gas climalteranti, a partire dall’anidride carbonica, viene prodotta da colossi industriali extra-europei come Cina e India. L’Europa incide in minima parte sulle emissioni globali, figuriamoci l’Italia. Non si comprende cosa dovrebbe fare il presidente Meloni secondo la sua visione surrealista: fermare il riscaldamento globale per decreto? È la solita retorica ideologica usata per attaccare il governo su qualsiasi fenomeno atmosferico”.

Il Ponte sullo Stretto un’infrastruttura “green”

Il cuore della replica riguarda però soprattutto il rapporto tra transizione ecologica e Ponte sullo Stretto. Minasi respinge l’idea che la grande opera possa essere considerata incompatibile con le politiche ambientali e sostiene invece una posizione opposta: il collegamento stabile potrebbe contribuire alla riduzione delle emissioni. “Invece di fare propaganda, Bonelli dovrebbe guardare ai fatti: la sua contrarietà al Ponte sullo Stretto dimostra che non è un ambientalista, ma solo un ideologo”, aggiunge la senatrice. Secondo Minasi, il Ponte avrebbe un impatto positivo proprio sul fronte della sostenibilità. “Il Ponte è un’infrastruttura profondamente green che consentirà di abbattere in modo drastico le emissioni inquinanti. Da un lato eliminerà i continui viaggi dei traghetti che oggi inquinano enormemente le acque e l’aria dello Stretto emettendo tonnellate di CO₂; dall’altro ridurrà il traffico aereo. Grazie al Ponte, infatti, l’Alta Velocità ferroviaria arriverà finalmente in Sicilia e i cittadini calabresi e siciliani potranno spostarsi comodamente in treno senza essere costretti a prendere l’aereo anche per brevi tratte verso Roma, Napoli o la Puglia, con un risparmio ambientale gigantesco”. A chiudere la replica è ancora Minasi, che rivendica l’impegno del governo sulla transizione ecologica. “Il governo di centrodestra sta lavorando con serietà e concretezza per la transizione ecologica e il Ponte rappresenta proprio una di quelle grandi opere infrastrutturali che aiutano davvero a contrastare l’impatto ambientale e a modernizzare il Paese”, conclude Tilde Minasi.