Quando si pensa alla ricerca scientifica, l’immaginario corre spesso a camici bianchi, microscopi e sofisticate apparecchiature di laboratorio. La scienza però, nella realtà, può nascere anche da domande molto meno convenzionali: per esempio, cosa succede se si esercita delicatamente pressione su diverse parti del corpo di un serpente velenoso per capire quale stimolo lo induca a mordere un essere umano? È proprio questo uno dei 10 studi premiati quest’anno dagli Ig Nobel, i riconoscimenti che celebrano ricerche capaci di “far prima ridere le persone e poi farle pensare“, secondo la definizione degli organizzatori.
La cerimonia della 36ª edizione annuale dei premi si è svolta ieri a Zurigo, in Svizzera. Il tema scelto per quest’anno erano i funghi. Nati come parodia dei più celebri premi Nobel, gli Ig Nobel sono organizzati dalla rivista Annals of Improbable Research e hanno l’obiettivo di portare l’attenzione su studi apparentemente eccentrici, ma spesso capaci di sollevare interrogativi scientifici tutt’altro che banali. Come da tradizione, durante la cerimonia non sono mancati gli aeroplanini di carta lanciati dal pubblico. Quest’anno gli spettatori hanno assistito anche all’esecuzione di un nuovo brano operistico dedicato ai funghi, interpretato da premi Nobel vestiti da funghi.
Dalle caramelle dei bambini al latte degli scarafaggi
Tra le ricerche premiate c’è uno studio che ha individuato prove del fatto che le persone appartenenti alle classi sociali più elevate hanno maggiori probabilità di prendere di nascosto caramelle dalla scorta destinata ai bambini e di mettere in atto altri tipi di comportamento non etico. Il risultato è valso ai ricercatori il premio per l’economia e mostra come persino un gesto apparentemente innocuo possa diventare oggetto di un’indagine sul comportamento umano e sulle differenze sociali.
Ancora più sorprendente è la ricerca premiata nella categoria della chimica: gli autori hanno scoperto che il latte degli scarafaggi contiene una quantità di energia 3 volte superiore rispetto a quello vaccino. E non poteva mancare uno studio dedicato a un gesto quotidiano che raramente associamo alla ricerca scientifica: soffiare il naso. Il premio per la medicina è andato infatti a una ricerca dal titolo “Come soffiare il naso – Uno studio aerodinamico sul soffiare il naso“.
Perché ci baciamo?
Il premio per la biomeccanica è stato assegnato invece a uno studio dedicato alla storia evolutiva del bacio. Matilda Brindle, biologa evoluzionista dell’Università di Oxford e coautrice della ricerca, ha sottolineato l’importanza di non limitare la scienza alle sole attività con un’immediata applicazione commerciale o tecnologica. Il messaggio è centrale per comprendere lo spirito degli Ig Nobel: una domanda può sembrare inutile o persino assurda, ma la sua esplorazione può contribuire a sviluppare conoscenze che non avremmo ottenuto ponendoci soltanto problemi con un’utilità immediata.
Orinatoi senza schizzi e zanzare trasformate in stampanti 3D
Tra gli altri premiati c’è una ricerca dedicata alla progettazione di orinatoi capaci di evitare gli schizzi, che ha conquistato il premio per la fisica. Il riconoscimento per la tecnologia è andato invece a uno studio che ha utilizzato la proboscide delle zanzare come ugello per la stampa tridimensionale. Il procedimento è stato definito “necroprinting“, cioè una forma di stampa 3D ottenuta sfruttando strutture biologiche appartenenti a organismi morti. Changhong Cao, coautore dello studio sul necroprinting e professore associato presso il dipartimento di ingegneria meccanica della McGill University, in Canada, ha spiegato che questi premi possono avere un ruolo importante nel valorizzare la ricerca esplorativa.
La scienza può cominciare da un’idea apparentemente assurda
Gli Ig Nobel non mancano mai di mettere in evidenza ricerche che fanno ridere e poi pensare. Dalle mutande sporche utilizzate per la scienza del suolo ai modelli 3D delle zanzare, i vincitori di quest’anno hanno preso idee apparentemente assurde e le hanno trasformate in progetti di ricerca legittimi. Il valore della ricerca di base non dovrebbe essere sottovalutato. Sebbene queste ricerche possano sembrare frivole a prima vista, gran parte la crescita economica può essere ricondotta a scoperte nate dalla ricerca di base. E persino uno studio apparentemente bizzarro sulle zanzare potrebbe avere conseguenze impreviste. La conclusione a oltre i singoli premi e riguarda il significato stesso della ricerca scientifica: ciò che sappiamo è che acquisire conoscenza non è mai un’impresa frivola, per quanto sciocco possa sembrare l’argomento.
