Terremoto Calabria, raffica di scosse nel Catanzarese: sciame sismico tra Squillace, Borgia, Amaroni e Vallefiorita | DATI e MAPPE

L'INGV registra uno sciame sismico tra Amaroni, Squillace, Vallefiorita e Borgia: la situazione e i dettagli storici della zona

Un’intensa sequenza sismica sta interessando la provincia di Catanzaro nelle prime ore della mattina di oggi 16 settembre 2026. L’evento principale finora registrato è avvenuto alle ore 07:04 con magnitudo ML 3.5, con epicentro individuato a 2 km a Nord/Ovest dal comune di Squillace. La scossa si è verificata a una profondità di 40 km sotto la crosta terrestre, a 15 km a Sud/Ovest di Catanzaro, 26 km a Sud/Est di Lamezia Terme, 60 km a Sud/Est di Cosenza e 63 km a Sud/Ovest di Crotone. Nonostante l’ipocentro profondo abbia smorzato l’impatto in superficie, l’evento è stato chiaramente avvertito dai cittadini. I sismografi stanno tracciando costantemente l’evoluzione del fenomeno che non ha fortunatamente causato danni a persone o cose, confermando la dinamicità del territorio calabrese.

Sciame sismico in atto tra Squillace, Borgia, Amaroni e Vallefiorita

I dati raccolti dalle stazioni sismiche dell’INGV evidenziano che la scossa di Squillace rientra in una vera e propria sequenza sismica in corso dall’inizio della notte. Il 1° tremore significativo (tutti i dati dei seguito si riferiscono ad eventi superiori a magnitudo 2) è stato registrato alle ore 03:11 ad Amaroni con magnitudo ML 2.4 a 40 km di profondità. Successivamente la terra ha continuato a tremare con una scossa di magnitudo ML 2.7 a 2 km a Nord/Est di Vallefiorita alle 05:29 a 38 km di profondità, seguita alle 05:44 da un evento di magnitudo ML 2.4 a 2 km a Est di Amaroni a 40 km di profondità e da un sisma di magnitudo ML 2.3 a 3 km a Sud/Ovest di Borgia alle 05:48 a 36 km di profondità. Il movimento tellurico si è intensificato con una scossa di magnitudo ML 2.8 alle 06:02 a 2 km a Sud/Est di Vallefiorita a 39 km di profondità, per poi registrare un episodio di magnitudo ML 2.0 alle 06:08 a 3 km a Nord/Est di Vallefiorita a 38 km. Dopo la scossa principale di magnitudo ML 3.5 a Squillace, i sismografi hanno rilevato alle 07:07 un’ulteriore replica di magnitudo ML 3.1 a 2 km a Nord/Est di Amaroni a 39 km di profondità, confermando un’attività ipocentrale costante compresa quasi interamente tra 36 km e 40 km sotto il livello del mare. Un evento magnitudo ML 3.2 è avvenuto poi alle 07:08 con epicentro a 2 km Ovest da Borgia (CZ).

La geodinamica della zona e la subduzione ionica

La Calabria rappresenta un laboratorio geodinamico di assoluto rilievo, dove dominano le imponenti strutture dell’Arco Calabro-Peloritano. In questa fascia geografica si verifica lo sprofondamento della placca ionica sotto la placca tirrenica, un fenomeno noto come subduzione che genera un continuo accumulo di tensione crostale. Attualmente questo processo è attivo soprattutto in un settore ristretto che si spinge fino a circa 200 km di profondità sotto la regione. La sequenza registrata nel Catanzarese si caratterizza per un ipocentro compreso attorno ai 40 km, collocandosi tra i terremoti a media profondità tipici di questo assetto geodinamico. Questa caratteristica consente una propagazione dell’energia differente rispetto ai sismi crostali più superficiali dell’Appennino, attenuando i picchi di accelerazione al suolo ma estendendo il raggio di risentimento sismico.

La sismicità storica della Calabria centrale

La storia sismica del Catanzarese e dell’intero istmo calabrese è caratterizzata da eventi di straordinaria energia che hanno segnato il territorio nel corso dei secoli. Tra le crisi sismiche più severe si ricorda la sequenza del 1638, quando devastanti terremoti a marzo e a giugno sconvolsero la Calabria centrale e il Marchesato. Nel 1783 si verificò poi uno dei periodi sismici più distruttivi della storia d’Italia, iniziato il 5 febbraio con una serie di 5 scosse principali di magnitudo superiore a 5.9. Quel cataclisma rase al suolo quasi 200 centri urbani, provocò oltre 50mila vittime e generò persino un maremoto nella zona dello Stretto. Fu proprio durante quella drammatica emergenza che a Squillace, il 13 febbraio 1783, nacque il generale Guglielmo Pepe, figura rilevante delle lotte risorgimentali. L’analisi della sismicità storica conferma la necessità di mantenere un costante monitoraggio delle strutture di faglia attive sul territorio.