Russia-Danimarca, sale la tensione nel Baltico: Mosca convoca l’ambasciatore dopo l’incidente tra nave ed elicottero

Il ministero degli Esteri russo presenta una "energica protesta" a Copenaghen per le manovre del Fennec danese attorno alla fregata nel Mar Baltico

La Russia ha convocato l’ambasciatore danese a Mosca per protestare formalmente contro la condotta di un elicottero militare della Danimarca durante un delicato incidente avvenuto a metà settembre nel Mar Baltico, dove un velivolo Fennec danese si era avvicinato a una nave da guerra russa impegnata nella navigazione in acque internazionali. Il nuovo passaggio diplomatico aumenta ulteriormente la tensione tra Mosca e Copenaghen attorno a un episodio sul quale le due parti continuano a fornire ricostruzioni profondamente divergenti. Al centro dello scontro ci sono soprattutto le modalità con cui l’elicottero danese avrebbe sorvolato la fregata russa e il successivo lancio di due razzi illuminanti dalla nave. La Danimarca sostiene che i razzi siano stati sparati in direzione dell’elicottero durante una normale attività di documentazione fotografica. La Russia contesta questa versione, accusa il velivolo danese di avere compiuto “manovre non professionali e provocatorie” e afferma che i razzi siano stati lanciati nella direzione opposta rispetto all’aeromobile.

Russia convoca l’ambasciatore danese

Il ministero russo degli Affari Esteri ha convocato l’ambasciatore della Danimarca a Mosca presentando una “energica protesta” per quanto accaduto durante l’incidente. Secondo la posizione russa, il comportamento dell’elicottero militare danese avrebbe rappresentato una minaccia concreta per la sicurezza della nave e del suo equipaggio. “L’apparecchio si è avvicinato pericolosamente e ha sorvolato la nave russa a un’altitudine inferiore ai 50 metri, costituendo una minaccia reale per la sicurezza della navigazione”, ha denunciato Mosca. Il governo russo sostiene dunque che il Fennec danese abbia raggiunto una quota estremamente bassa rispetto alla fregata e considera la manovra incompatibile con le normali regole di sicurezza che dovrebbero disciplinare le interazioni tra mezzi militari in acque internazionali.

Mosca: “gli avvertimenti sono stati ignorati”

Nella ricostruzione fornita dalla Russia, l’equipaggio della nave avrebbe anche tentato ripetutamente di avvertire il velivolo danese della pericolosità della manovra. “Tutti gli avvertimenti riguardo alla presenza dell’elicottero a un’altitudine pericolosa, trasmessi ripetutamente dall’equipaggio russo sulle frequenze internazionali, sono stati ignorati”, ha aggiunto il ministero. Si tratta di uno dei punti più controversi dell’intera vicenda. La posizione russa contrasta infatti direttamente con quella delle autorità militari danesi, che hanno fornito una ricostruzione differente delle comunicazioni avvenute durante l’operazione. Secondo le forze armate di Copenaghen, durante il volo l’equipaggio danese stava monitorando sia la frequenza civile di emergenza sia quella militare e non avrebbe rilevato tentativi di contatto provenienti dalla fregata russa. Anche il centro operativo marittimo della Marina danese, secondo quanto riferito ufficialmente, non avrebbe sentito chiamate della nave russa sul canale VHF 16, utilizzato a livello internazionale per le comunicazioni di emergenza e sicurezza in mare.

I due razzi illuminanti al centro dello scontro tra Russia e Danimarca

Il punto più delicato dell’incidente riguarda il lancio di due razzi illuminanti dalla nave militare russa. Le autorità danesi avevano riferito immediatamente dopo l’episodio che la fregata aveva sparato due flares verso il Fennec durante quella che Copenaghen ha definito una normale missione fotografica in acque internazionali. La prima comunicazione delle forze armate danesi riferiva che uno dei razzi era passato a breve distanza dall’elicottero. Successivamente, il comando militare danese ha precisato che il segnale luminoso sarebbe transitato a circa 10-15 metri dal velivolo, mentre quest’ultimo volava a circa 150 metri sopra la superficie del mare. Mosca respinge però questa versione. Secondo il ministero degli Esteri russo, la nave avrebbe sì lanciato i due razzi illuminanti, ma non contro l’elicottero. I flares sarebbero stati sparati “nella direzione opposta” rispetto all’apparecchio danese. Una differenza sostanziale, perché da essa dipende l’interpretazione dell’accaduto: per Copenaghen il lancio ha rappresentato un comportamento potenzialmente pericoloso nei confronti del proprio equipaggio; per Mosca si sarebbe invece trattato di una misura collegata alla presenza ravvicinata del velivolo, senza alcuna intenzione di colpirlo.

L’incidente del 14 settembre con la fregata russa Soobrazitelny

L’episodio risale al 14 settembre 2026 e ha coinvolto un elicottero Fennec dell’Aeronautica danese e la fregata russa Soobrazitelny. Secondo la ricostruzione pubblicata dalle forze armate danesi, la nave si trovava in acque internazionali a sud-est di Gedser, nella parte occidentale del Mar Baltico. L’elicottero era stato inviato per realizzare una documentazione fotografica di routine della nave russa, un’attività che, secondo Copenaghen, viene effettuata da anni nei confronti delle unità militari russe che transitano nell’area. Le autorità danesi sostengono che, al momento dell’arrivo nell’area, il Fennec volasse inizialmente a circa 400 metri di quota e a una velocità di circa 185 chilometri orari. Il velivolo avrebbe poi ridotto velocità e altitudine per effettuare le fotografie seguendo uno schema di volo già utilizzato in numerose occasioni. La Danimarca ha inoltre precisato che operazioni analoghe di documentazione della stessa Soobrazitelny sarebbero state svolte periodicamente già dal 2022.

Danimarca e Russia forniscono versioni opposte sulla distanza dell’elicottero

Anche la distanza raggiunta dal Fennec rispetto alla fregata è oggetto di una netta divergenza. La Russia sostiene che il velivolo abbia sorvolato la nave a meno di 50 metri di altitudine. Le forze armate danesi affermano invece che l’elicottero non sarebbe mai arrivato a meno di circa 150 metri dalla nave e che l’intera operazione sarebbe stata condotta nel rispetto delle disposizioni previste per questo tipo di missione. È quindi impossibile conciliare, sulla base delle sole dichiarazioni ufficiali disponibili, le due ricostruzioni: Mosca descrive un avvicinamento pericoloso e provocatorio, mentre Copenaghen parla di una normale operazione di osservazione eseguita secondo procedure consolidate.

Mosca denuncia una “palese violazione” del diritto del mare

La protesta diplomatica russa non si limita alla dinamica dell’incidente. Mosca ha accusato la Danimarca di una “palese violazione” delle convenzioni vigenti sul diritto del mare e ha respinto con forza le critiche ricevute da Copenaghen nei giorni successivi all’episodio. Il ministero russo degli Esteri ha denunciato le “assurde accuse rivolte dalle autorità danesi alla Russia in seguito a questo incidente”. La posizione di Mosca è quindi che la responsabilità dell’accaduto debba essere attribuita alle modalità di avvicinamento dell’elicottero danese e non al comportamento dell’equipaggio della fregata. La Danimarca ha invece sostenuto sin dall’inizio che il proprio elicottero operasse legittimamente in spazio aereo internazionale nell’ambito di un’attività di sorveglianza e documentazione ormai consolidata. Reuters aveva riferito già il 15 settembre che Copenaghen considerava quella rotta fotografica una procedura effettuata numerose volte in precedenza.

Lo scontro diplomatico tra Copenaghen e Mosca

L’incidente ha dato origine a un confronto diplomatico che si è sviluppato in più fasi. Nei giorni immediatamente successivi all’episodio era stata la Danimarca a convocare l’ambasciatore russo, dopo le accuse secondo cui la fregata avrebbe sparato i razzi verso l’elicottero. L’ambasciatore russo Vladimir Barbin aveva a sua volta accusato gli elicotteri militari danesi di avere già compiuto in precedenza manovre pericolose nei pressi di navi da guerra russe nel Baltico. Ora è Mosca a convocare il rappresentante diplomatico danese, ribaltando sul piano diplomatico la protesta e formalizzando la propria contestazione della ricostruzione fornita da Copenaghen. Il caso assume così una dimensione che va oltre il singolo episodio operativo e si inserisce nel più ampio clima di tensione tra Russia e Paesi NATO nel Mar Baltico.

Mar Baltico sempre più sensibile sul piano militare

Il Baltico rappresenta ormai uno dei principali punti di contatto tra le forze armate russe e quelle dei Paesi della NATO. Dopo l’invasione russa dell’Ucraina del 2022, l’attività militare nella regione è aumentata sensibilmente e gli Stati dell’Alleanza Atlantica hanno rafforzato il monitoraggio dei movimenti navali e aerei russi. La stessa Danimarca considera normale seguire e documentare il passaggio di unità militari russe nelle acque vicine al proprio territorio. Nel marzo 2025, per esempio, la Marina danese aveva seguito il cacciatorpediniere russo Severomorsk con due proprie unità navali e un elicottero Fennec, descrivendo quell’attività come una normale procedura di monitoraggio dei movimenti delle navi russe. Proprio questa frequenza di contatti rende particolarmente delicati episodi come quello avvenuto il 14 settembre: una manovra interpretata da una delle parti come ordinaria può essere percepita dall’altra come una provocazione o una minaccia.

L’avvertimento della Russia: “rischio di un grave incidente”

La parte più significativa della protesta russa riguarda proprio le possibili conseguenze future di episodi analoghi. “La ripetizione di simili atti imprudenti potrebbe portare a un’escalation e creare il rischio di un grave incidente”, ha avvertito il ministero. È un passaggio che evidenzia la delicatezza delle interazioni militari nel Baltico. Navi da guerra, elicotteri e velivoli appartenenti a schieramenti contrapposti operano frequentemente a breve distanza gli uni dagli altri, spesso in acque o spazi aerei internazionali. In questo scenario, anche un episodio limitato come il lancio di un razzo illuminante può trasformarsi rapidamente in una crisi diplomatica e militare, soprattutto quando le parti forniscono ricostruzioni incompatibili dell’accaduto.

Il confronto tra Russia e Danimarca resta quindi aperto. Mosca considera l’avvicinamento del Fennec una manovra pericolosa e provocatoria; Copenaghen sostiene invece di avere condotto una normale attività fotografica nel rispetto delle proprie procedure. A distanza di oltre due settimane dall’incidente, il caso è così arrivato nuovamente sul tavolo della diplomazia, con la convocazione dell’ambasciatore danese a Mosca e con un nuovo avvertimento russo sui rischi che episodi analoghi potrebbero comportare nel già delicatissimo equilibrio militare del Mar Baltico.