Durante gli eventi della Mostra del Cinema di Venezia è stato presentato “Salvare Vite”, il libro edito da Mondadori e scritto da Luca Cari, dirigente del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, un’opera dedicata all’impegno dei soccorritori durante il terremoto del Centro Italia del 2016 e alla dimensione più profonda del lavoro di chi interviene nelle situazioni di emergenza. Un racconto che va oltre la cronaca degli interventi e che mette al centro la componente umana del soccorso: le emozioni, le paure, la fatica e la determinazione di uomini e donne chiamati ogni giorno a compiere gesti straordinari, per poi tornare alla normalità della propria vita.
A Venezia il racconto del lato umano del soccorso dei Vigili del Fuoco
L’incontro di presentazione del volume è stato moderato da Carola Carulli, inviata del Tg2, e ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni e dei vertici del sistema dell’emergenza. Tra i presenti il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco, il direttore per l’Emergenza dei Vigili del Fuoco Marco Ghimenti, l’assessore all’Istruzione, alla Formazione, alle Competenze e alle Politiche culturali della Regione del Veneto Valeria Mantovan e il prefetto di Venezia Darco Pellos. La scelta di presentare il libro nella cornice degli appuntamenti legati alla Mostra del Cinema di Venezia sottolinea il valore narrativo di un’opera che racconta il soccorso non soltanto come una sequenza di operazioni tecniche, ma come un’esperienza fatta di persone, incontri e momenti che lasciano un segno profondo.
“Salvare Vite”: il terremoto del Centro Italia raccontato attraverso chi è intervenuto
Il volume di Luca Cari prende spunto dall’esperienza vissuta dai Vigili del Fuoco durante il sisma del Centro Italia del 2016, una delle emergenze più complesse affrontate dal sistema italiano di protezione e soccorso negli ultimi anni. Attraverso il racconto dei soccorritori emerge una prospettiva intima e personale, fatta di situazioni limite in cui ogni scelta può diventare decisiva. Il libro restituisce il valore di quei momenti in cui la professionalità si intreccia con la responsabilità e con il forte coinvolgimento umano di chi si trova davanti alle conseguenze di una tragedia. Non soltanto il lavoro sul campo, dunque, ma anche il peso emotivo che accompagna chi porta aiuto: il rapporto con le persone coinvolte, il confronto con la sofferenza e la necessità di trovare la forza per andare avanti dopo ogni intervento.
La missione dei soccorritori tra emergenze e quotidianità
Il cuore di “Salvare Vite” è la narrazione della vita dei soccorritori fuori dall’emergenza. Dietro ogni divisa ci sono persone che affrontano situazioni straordinarie e che, terminato l’intervento, devono fare ritorno alla propria quotidianità portando con sé immagini, ricordi e sensazioni difficili da dimenticare. Il libro racconta proprio questa doppia dimensione: da una parte la prontezza e il coraggio necessari quando arriva una chiamata di emergenza, dall’altra il lato più fragile e umano di chi è chiamato a intervenire. Quando però una nuova emergenza si presenta e le sirene tornano a suonare, il pensiero rimane sempre lo stesso: salvare vite. È questa la motivazione che guida il lavoro dei Vigili del Fuoco, una missione quotidiana fondata sull’aiuto agli altri e sulla capacità di intervenire nei momenti più difficili.
Un omaggio al valore del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco
La presentazione veneziana di “Salvare Vite” rappresenta anche un momento di riflessione sul ruolo dei Vigili del Fuoco, una struttura fondamentale nel sistema italiano della sicurezza e dell’emergenza. Attraverso la scrittura di Luca Cari, il libro restituisce un’immagine completa del soccorso, mostrando non solo la preparazione tecnica e l’organizzazione degli interventi, ma anche il patrimonio umano che accompagna ogni operazione. Un racconto che porta alla luce il coraggio silenzioso di chi, davanti a terremoti, calamità e situazioni di pericolo, sceglie ogni giorno di mettere la propria professionalità al servizio degli altri.
