La foschia tossica provocata dagli incendi boschivi in Indonesia si sta diffondendo in gran parte del Sud-Est asiatico, con pesanti conseguenze sulla salute pubblica e sulla vita quotidiana di milioni di persone. A denunciare la situazione è Save the Children, che evidenzia come l’emergenza stia colpendo soprattutto i bambini, tra i più vulnerabili agli effetti dell’inquinamento atmosferico. Nelle aree maggiormente interessate dai roghi, oltre 1,4 milioni di studenti sono stati costretti a passare alla didattica online o a distanza, mentre circa 12.800 scuole tra il Borneo e Sumatra risultano chiuse secondo i dati diffusi dal governo indonesiano. La crisi ambientale è aggravata dalle condizioni di siccità prolungata legate al fenomeno El Niño, che hanno favorito la propagazione degli incendi e aumentato il rischio di nuovi roghi, una situazione destinata a protrarsi almeno fino all’inizio del 2027.
Gli incendi devastano Kalimantan e Sumatra: migliaia di ettari distrutti nel Borneo
I violenti incendi boschivi stanno interessando soprattutto le regioni indonesiane del Kalimantan e di Sumatra, provocando la distruzione di migliaia di ettari di territorio. Tra le zone colpite c’è anche il Borneo, la terza isola più grande del mondo, dove si trova una delle foreste pluviali tropicali più ricche di biodiversità del pianeta. Le fiamme stanno causando gravi danni ambientali e hanno prodotto massicce emissioni di carbonio, monitorate anche dal servizio europeo per i cambiamenti climatici Copernicus. La stagione degli incendi nel Sud-Est asiatico è un fenomeno ricorrente in diverse aree, spesso legato alle attività agricole, all’espansione delle coltivazioni e, in alcuni casi, a pratiche illegali di incendio dei terreni. Quest’anno, però, le condizioni climatiche particolarmente favorevoli alla propagazione del fuoco hanno reso la situazione molto più complessa.
El Niño alimenta la siccità e aumenta il rischio di nuovi roghi
Il fenomeno climatico El Niño sta avendo un ruolo determinante nel peggioramento dell’emergenza. La lunga fase di assenza di precipitazioni ha reso vaste aree dell’Indonesia estremamente secche, creando condizioni ideali per la nascita e la diffusione degli incendi. Secondo le valutazioni riportate da Save the Children, il rischio di incendi elevati potrebbe continuare nei prossimi mesi, con effetti che potrebbero proseguire fino ai primi mesi del 2027. L’inquinamento atmosferico causato dagli incendi rappresenta una minaccia particolarmente seria per i bambini, il cui organismo è ancora in fase di sviluppo.
Secondo Save the Children, i più piccoli sono maggiormente vulnerabili perché il loro sistema immunitario e i polmoni non sono ancora completamente sviluppati e, respirando più velocemente degli adulti, possono assorbire una maggiore quantità di sostanze inquinanti. L’esposizione prolungata al fumo degli incendi può avere conseguenze sullo sviluppo polmonare e sulla salute respiratoria, oltre a incidere sul benessere psicofisico e sulla continuità dell’istruzione. Per aiutare le comunità colpite, Save the Children ha distribuito 8.500 mascherine a bambini e famiglie in tre distretti del Kalimantan, accompagnando la distribuzione con attività di sensibilizzazione sulle modalità per proteggersi dagli effetti nocivi del fumo.
La nube di foschia raggiunge le Filippine: capitali del Sud-Est asiatico tra le città più inquinate
Gli effetti degli incendi indonesiani hanno superato i confini nazionali. La foschia tossica si è infatti estesa in altri Paesi del Sud-Est asiatico, raggiungendo anche le Filippine, a oltre 800 chilometri di distanza dalle aree di origine. Lunedì alcune capitali della regione sono state inserite tra le prime dieci città al mondo con i peggiori livelli di inquinamento atmosferico, confermando la portata internazionale del fenomeno. La presenza di particolato e sostanze nocive nell’aria sta creando difficoltà non solo dal punto di vista sanitario, ma anche per le attività scolastiche, economiche e sociali.
L’eruzione dell’Anak Krakatau aggiunge nuove difficoltà alle comunità indonesiane
Alla crisi degli incendi si aggiunge anche l’attività del vulcano Anak Krakatau, che sta eruttando nello Stretto di Sunda. L’eruzione sta disperdendo cenere vulcanica nella parte occidentale dell’Indonesia, causando problemi alle comunità locali, alle scuole, alle attività di pesca e al traffico aereo internazionale. Anche in questo caso Save the Children sta intervenendo per sensibilizzare le comunità coinvolte e aiutare a garantire la sicurezza dei bambini durante le fasi di attività vulcanica.
Save the Children: “la Terra, la nostra casa, è in fiamme”
Sulla situazione è intervenuto Arshad Malik, Direttore in Asia di Save the Children, che ha sottolineato il peso della crisi ambientale sui diritti dei bambini. “La Terra, la nostra casa, è in fiamme, e sono i bambini, anche qui in Asia, a doverne subire le conseguenze. Il fumo degli incendi boschivi in Indonesia si è ormai diffuso anche in altre zone ed espone le bambine e i bambini a un inquinamento atmosferico tossico che può compromettere lo sviluppo polmonare e la salute respiratoria, prima ancora che i loro polmoni abbiano raggiunto il pieno sviluppo mentre ne risentono anche la loro istruzione e il loro benessere. Non si tratta solo di una crisi sanitaria o ambientale, ma di una crisi dei diritti dei bambini. I governi e le aziende devono agire subito per affrontare le cause alla radice di questi incendi boschivi, prevenirli in futuro e proteggere i più piccoli dagli effetti devastanti dell’esposizione all’aria inquinata”.
Save the Children opera in Indonesia dal 1976
Save the Children è presente in Indonesia dal 1976, con interventi realizzati anche durante alcune delle più gravi emergenze umanitarie che hanno colpito il Paese, come lo tsunami del 2004 e il terremoto di Sulawesi del 2018. L’organizzazione opera oggi in oltre 100 Paesi, affrontando gli effetti del cambiamento climatico e promuovendo azioni dedicate alla protezione dei bambini nelle crisi ambientali e umanitarie.
