Da Sciacca parte una risposta concreta all’inquinamento da plastica che minaccia il Mediterraneo. Grazie al progetto BlueFishers, promosso da Marevivo con il supporto di Sicily Environment Fund e Verdura Resort, sono state distribuite 1.000 cassette riutilizzabili e riciclabili a dieci imbarcazioni e sedici pescatori appartenenti alle cooperative San Paolo Consulting e Ancora. Una volta che il nuovo sistema sarà pienamente operativo, le cassette permetteranno di sottrarre alla filiera della pesca e alla potenziale dispersione in mare circa 20.800 contenitori monouso in polistirene espanso, comunemente indicato con la sigla EPS. Si tratta di un risultato rilevante, capace di dimostrare come le alternative al polistirolo siano già disponibili e possano essere integrate concretamente nelle attività quotidiane della piccola pesca artigianale. L’iniziativa punta a intervenire direttamente alla fonte dell’inquinamento, riducendo l’utilizzo di contenitori che, una volta deteriorati o dispersi, possono frammentarsi e trasformarsi in una grave minaccia per gli ecosistemi marini. Il modello adottato a Sciacca si basa sulla collaborazione dei pescatori, chiamati a diventare protagonisti di una transizione fondata sui principi dell’economia circolare.
L’Europa accelera contro gli imballaggi in plastica
Il progetto si inserisce in una fase particolarmente importante per le politiche ambientali europee. Dal 12 agosto si applica infatti il nuovo Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, conosciuto come PPWR, attraverso il quale l’Europa accelera il proprio impegno nella lotta all’inquinamento da plastica. Il quadro globale resta però allarmante. Secondo l’ONU, in assenza di interventi urgenti i rifiuti plastici prodotti nel mondo potrebbero quasi triplicare entro il 2060, arrivando a circa 1,2 miliardi di tonnellate. Una prospettiva che avrebbe conseguenze molto pesanti non soltanto per mari e oceani, ma anche per la salute umana. È in questo scenario che Marevivo intende mantenere alta l’attenzione sull’impatto generato dalle attività dell’uomo, promuovendo pratiche maggiormente sostenibili e rispettose dell’ambiente marino. La partecipazione diretta dei pescatori rappresenta uno degli elementi centrali del progetto, perché consente di trasformare la tutela ambientale in un cambiamento operativo all’interno della filiera ittica.
BlueFishers coinvolge 100 imbarcazioni in Italia
La tappa di Sciacca consolida e amplia i risultati raggiunti da BlueFishers sul territorio nazionale. Con l’intervento realizzato in Sicilia, il progetto arriva a coinvolgere complessivamente in Italia 100 imbarcazioni, più di 130 pescatori e 47 cooperative. Sono oltre 4.200 le cassette riutilizzabili distribuite, mentre più di 60.000 cassette in polistirolo sono state sottratte alla filiera e alla potenziale dispersione in mare. Numeri che restituiscono la dimensione di un’iniziativa nata per proporre un’alternativa concreta e replicabile all’impiego dei contenitori monouso nel settore della pesca. La protezione del patrimonio naturale assume anche un’importanza economica e sociale. Un mare in buona salute e una biodiversità marina preservata costituiscono infatti condizioni essenziali per uno sviluppo duraturo delle comunità costiere. La tutela dell’ambiente non riguarda soltanto la conservazione degli ecosistemi, ma incide sulla tenuta della pesca, sull’attrattività turistica dei territori e sulle prospettive future delle economie locali.
Il modello di Sciacca arriva sul tavolo dell’Unione europea
La questione del polistirene utilizzato nel settore ittico arriva anche all’attenzione delle istituzioni comunitarie. La presenza a Sciacca del commissario europeo per la Pesca e gli Oceani, Costas Kadis, ha consentito di portare sul tavolo europeo la necessità di un’azione coordinata per ridurre progressivamente l’impiego dell’EPS. Il modello BlueFishers punta sulla collaborazione tra pescatori, cooperative, imprese, società civile e istituzioni, con l’obiettivo di trasformare le buone pratiche sperimentate nei territori in soluzioni adottabili su una scala più ampia. “BlueFishers mostra come cooperazione e soluzioni concrete possano contribuire agli obiettivi europei di economia circolare, riduzione dell’inquinamento e tutela della biodiversità marina. Iniziative come questa non devono restare casi isolati, ma essere replicate con l’ausilio di regole, incentivi e strumenti finanziari appropriati”, dichiara il commissario europeo Costas Kadis. Le parole del rappresentante della Commissione europea rafforzano la prospettiva di una diffusione del progetto oltre la dimensione locale. Il passaggio decisivo sarà quello di accompagnare l’adozione delle soluzioni riutilizzabili con un quadro di regole, incentivi e strumenti finanziari in grado di sostenere gli operatori della pesca durante la transizione.
Marevivo chiede una normativa nazionale sul polistirolo
Per la Fondazione Marevivo, le esperienze già avviate dimostrano che il cambiamento è possibile, ma non può essere affidato esclusivamente alle singole iniziative territoriali. L’associazione chiede una disciplina nazionale inserita in un quadro coerente anche a livello europeo, capace di accompagnare gradualmente il settore ittico verso il superamento del polistirolo. “BlueFishers dimostra che esistono risposte efficaci e che il cambiamento è possibile, ma per estenderlo serve una normativa nazionale, inserita in un quadro coerente anche a livello europeo, che accompagni il settore verso il progressivo superamento del polistirolo”, dichiara Fabio Galluzzo, Vicepresidente Fondazione Marevivo. “Da anni Marevivo lavora per rafforzare l’azione di advocacy a livello nazionale e la collaborazione internazionale con altre realtà ambientaliste, affinché si crei un fronte compatto capace di ottenere risultati tangibili”.
Alcuni segnali sono già arrivati dai territori. Il Veneto ha approvato una legge regionale che prevede, a partire dal 2030, il superamento dei contenitori in polistirene nel settore ittico. La Campania ha invece approvato un disegno di legge finalizzato a ridurne progressivamente l’utilizzo attraverso incentivi e misure di transizione. Si tratta di interventi che indicano una crescente attenzione istituzionale, ma la strada verso una disciplina nazionale resta ancora lunga. L’obiettivo è evitare una frammentazione delle regole e mettere l’intero comparto nelle condizioni di adottare soluzioni sostenibili senza compromettere l’efficienza delle attività e la competitività degli operatori.
Sicily Environment Fund: ridurre l’inquinamento alla fonte
Il rilancio di BlueFishers in Sicilia è stato possibile grazie anche al sostegno di Sicily Environment Fund, fondazione impegnata nella tutela del patrimonio naturale dell’Isola e nella promozione di interventi capaci di produrre effetti concreti sui territori. Gaia Agnello, direttrice della fondazione Sicily Environment Fund, dichiara: “sostenere questa iniziativa è essenziale per offrire una risposta concreta e soluzioni sostenibili, capaci di ridurre l’inquinamento da plastica alla fonte. Rilanciando il progetto BlueFishers in Sicilia, abbiamo contribuito a valorizzare la campagna nazionale di Marevivo che mira a mobilitare non solo le comunità locali, ma anche le istituzioni a livello nazionale ed europeo”. Il progetto di Sciacca lega così l’azione ambientale locale a una campagna di portata nazionale ed europea. La distribuzione delle cassette riutilizzabili non rappresenta soltanto la sostituzione di un materiale, ma diventa uno strumento per sensibilizzare la filiera, coinvolgere le comunità costiere e chiedere alle istituzioni misure in grado di rendere strutturale la transizione.
Verdura Resort e l’impegno per la comunità di Sciacca
Tra i sostenitori dell’iniziativa figura anche il Verdura Resort, che ha legato il proprio impegno ambientale alla tutela dell’identità, delle risorse naturali e delle tradizioni di Sciacca. Il coinvolgimento della piccola pesca artigianale assume un significato particolare in un territorio nel quale il rapporto con il mare rappresenta un elemento fondamentale della vita economica, sociale e culturale. “Il progetto Bluefishers rappresenta un importante valore aggiunto per la comunità di Sciacca, perché trasforma l’impegno verso la sostenibilità in un’azione concreta, capace di generare un impatto positivo sul territorio. Il Verdura Resort è profondamente legato a questa terra e sente la responsabilità di contribuire alla sua tutela, preservandone l’identità e le risorse. Scegliere di partire dalla piccola pesca artigianale significa valorizzare un patrimonio di tradizioni e conoscenze che costituisce un segno distintivo dell’anima di Sciacca. In questa prospettiva, la salvaguardia del mare non rappresenta soltanto una scelta ambientale, ma anche un investimento nel futuro della comunità locale, di chi vive quotidianamente questo territorio e di chi lo sceglie come destinazione”, dichiara Giulio Polegato, General Manager del Verdura Resort. La salvaguardia del mare viene così interpretata come un investimento di lungo periodo, indispensabile per proteggere sia le risorse naturali sia le attività che dipendono direttamente dalla loro qualità. Turismo, pesca e identità territoriale sono strettamente connessi e richiedono una strategia comune capace di preservare il patrimonio ambientale di Sciacca.
BlueFishers proseguirà con nuove implementazioni
Sciacca non rappresenta un punto di arrivo. BlueFishers continuerà attraverso nuove implementazioni, con l’obiettivo di ampliare il modello, costruire una rete internazionale e favorire lo sviluppo e l’adozione di misure che ne sostengano la diffusione. Tra le priorità rientra anche il superamento delle criticità logistiche che ancora limitano l’utilizzo delle cassette riutilizzabili. La transizione richiede infatti soluzioni organizzative adeguate, una filiera efficiente per il recupero e il riuso dei contenitori e strumenti capaci di accompagnare concretamente gli operatori del settore ittico. L’esperienza realizzata in Sicilia dimostra che la riduzione dell’inquinamento da polistirene può partire dalle comunità locali e diventare un modello più ampio. Perché ciò avvenga, sarà necessario affiancare all’impegno dei pescatori una strategia condivisa tra istituzioni, imprese, cooperative e organizzazioni ambientaliste.
La presentazione dei risultati al Verdura Resort
I risultati della tappa di Sciacca sono stati presentati giovedì 11 settembre nel corso della conferenza stampa conclusiva organizzata al Verdura Resort. All’incontro hanno partecipato il commissario europeo per la Pesca e gli Oceani Costas Kadis, il sindaco di Sciacca Fabio Termine, Ambra Messina, responsabile comunicazione e relazioni pubbliche di Sicily Environment Fund, Giulio Polegato, General Manager del Verdura Resort, Vito Colletti per le cooperative di pescatori di Sciacca, i rappresentanti della Capitaneria di Porto, Fabio Galluzzo, vicepresidente della Fondazione Marevivo, e Mila Cataldo, responsabile Relazioni Esterne e Internazionali della Fondazione Marevivo. La tappa siciliana consegna dunque un risultato concreto: migliaia di cassette monouso potranno essere eliminate dalla filiera grazie al coinvolgimento diretto dei pescatori. Una sperimentazione locale che punta ora a diventare un riferimento per le politiche nazionali ed europee contro l’inquinamento da plastica nel mare.
