La costa toscana settentrionale è interessata da uno sciame sismico oggi, 13 settembre 2026. L’attività tellurica si è concentrata in particolare, come risulta dai dati INGV, nel tratto di mare antistante le province di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara. La situazione attuale non determina al momento preoccupazione, ma riporta l’attenzione sulla vulnerabilità del territorio situato a Nord/Ovest della provincia pisana.
I dati della sequenza sismica in atto
Lo sciame ha avuto inizio alle 01:17 con il primo terremoto magnitudo 2.3 a 10 km di profondità. A seguire si sono verificati molteplici eventi a raffica. Tra questi si segnalano 2 scosse ravvicinate alle 01:31 e alle 01:32 con magnitudo 1.1, seguite da sismi magnitudo 0.9 alle 01:41 e magnitudo 1.6 alle 01:42. L’apice dello sciame si è verificato alle 01:43 e successivamente alle 05:51, orari in cui 2 distinti movimenti tellurici hanno toccato magnitudo 2.5, risultando i più rilevanti. La profondità di questi terremoti è variata nel range dai 5 km ai 10 km, rendendoli particolarmente superficiali. Altre scosse di rilievo includono una magnitudo 2.1 alle 02:04 a 8 km di profondità, e i sussulti alle 03:32 (magnitudo 1.4 a 8 km) e alle 04:34 (magnitudo 2.0 a 10 km). Tutti gli ipocentri sono stati in mare, proprio di fronte alla costa.
Perché avvengono i terremoti in quest’area
In questa porzione di territorio l’attività tellurica è generata dal particolare assetto sismotettonico. I sismi con ipocentro molto basso sono la caratteristica ricorrente del regime geologico estensionale dell’area. La crosta terrestre subisce continue tensioni che si liberano lungo specifiche fratture sotterranee, irradiando onde che si muovono a oltre 2mila km/h. Le faglie della regione toscana sono concentrate in varie zone, con la fascia sismogenetica che corre per 20 km da Collesalvetti nel livornese fino a Orciano Pisano. I movimenti delle placche lungo questi piani di faglia causano il rapido rilascio di energia, innescando lo scuotimento del terreno. Anche se la fascia costiera risulta statisticamente meno pericolosa rispetto al crinale appenninico, le strutture attive presenti nel sottosuolo possiedono il potenziale per generare eventi significativi e farsi sentire in tutta la pianura adiacente.
La sismicità storica della costa pisana e livornese
Analizzando il passato, la regione toscana non figura tra le zone più sismiche della penisola italiana. Dal 1000 ad oggi, gli esperti hanno contato soltanto 15 eventi che hanno superato magnitudo 5.5, senza mai oltrepassare la soglia del grado 7. La costa toscana ha però registrato episodi storici di notevole impatto visivo e strutturale. Il caso tristemente famoso è il terremoto di Orciano Pisano avvenuto il 14 agosto 1846, che arrivò a magnitudo stimata di 5.9 causando estese distruzioni a livello locale. Spostandoci di 50 km verso Nord, la Lunigiana e la Garfagnana hanno subito drammi ben peggiori, tra cui spicca il sisma del 7 settembre 1920 con magnitudo 6.5 e 300 vittime accertate.
