Terremoto al confine Austria-Germania | DATI e MAPPE

Un movimento tellurico ha interessato l'area alpina a 84 km a Nord di Bolzano, confermando l'attività geologica del settore

La terra è tornata a tremare nel cuore dell’Europa centrale, in un’area nota per la sua complessa dinamica geologica alpina. Alle 09:56 i sismografi INGV hanno registrato un terremoto magnitudo 3.5 nella zona del confine tra Austria e Germania. Le rilevazioni strumentali indicano che l’epicentro del sisma è stato localizzato a 84 km a Nord della città di Bolzano, con un ipocentro che si è sviluppato a una profondità di soli 9 km, tanto che l’INGV nei dati preliminari aveva indicato proprio l’area di Bolzano come epicentro. La localizzazione dell’epicentro ricade nell’area montuosa del Tirolo nei pressi della città di Innsbruck.

Le cause dei terremoti al confine austro-tedesco

Il settore in cui si è verificato questo terremoto è caratterizzato da una complessa conformazione geologica, intimamente legata al progressivo sollevamento tettonico della catena delle Alpi. Questo incessante processo morfologico è guidato dalla continua spinta della placca continentale africana verso Nord, in perenne rotta di collisione contro la vasta placca euroasiatica. La monumentale convergenza tra queste due imponenti masse crostali genera fortissime tensioni sotterranee che si accumulano silenziosamente nel corso degli anni e dei decenni. Una delle strutture sismogenetiche maggiormente rilevanti in questa specifica porzione di territorio è il grande sistema di faglie della valle dell’Inn, che taglia trasversalmente il Tirolo in prossimità del limite bavarese. Quando l’energia meccanica accumulata lungo queste profonde fratture crostali supera di colpo il limite di resistenza elastica delle rocce circostanti, essa viene sprigionata improvvisamente sotto forma di onde sismiche. Questo fisiologico fenomeno di fagliazione è esattamente ciò che ha innescato il recente sisma a 9 km di profondità, ribadendo l’incessante attività tettonica che anima il massiccio alpino settentrionale.

La sismicità storica della regione tirolese

Nonostante la fascia alpina settentrionale non presenti lo stesso grado di estrema pericolosità sismica di altre celebri aree del bacino del Mediterraneo, l’intera regione custodisce una storia sismologica di assoluto rilievo. I documenti storici e i moderni archivi geologici testimoniano numerosi eventi tellurici significativi che hanno scosso l’area di Innsbruck e i territori circostanti nel corso dei secoli passati. Tra gli episodi di maggiore intensità registrati si annovera il rovinoso terremoto del 1572, che provocò svariati crolli nella zona, seguito a distanza di quasi un secolo da un altro violento evento sismico nel 1670, capace di causare ingenti danni strutturali in diverse località tirolesi. Passando all’analisi del XX secolo, un ulteriore rilascio di energia di grande portata è stato registrato nel 1930 a Namlos, sempre tra gli imponenti monti del Tirolo.