Se Ulisse avesse avuto Galileo, l’Odissea sarebbe durata 10 anni? | VIDEO

L'ESA immagina come i satelliti europei per la navigazione avrebbero potuto cambiare il viaggio dell'eroe di Omero
Se Ulisse avesse avuto Galileo

Dieci anni di peregrinazioni, tempeste, naufragi, incontri con creature mitologiche e continue deviazioni. È il viaggio di Ulisse raccontato nell’Odissea, uno dei più celebri poemi dell’antichità. Quanto sarebbe stato diverso il suo ritorno a Itaca se l’eroe greco avesse potuto contare sulla tecnologia satellitare moderna? È la domanda, volutamente provocatoria, al centro di un recente post dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), che mette a confronto il tortuoso viaggio di Ulisse con un percorso molto più diretto che avrebbe potuto seguire grazie a Galileo, il sistema europeo di navigazione satellitare.

Nel racconto di Omero, Ulisse impiega 10 anni per tornare a casa dopo la guerra di Troia. Il suo viaggio è segnato da eventi straordinari, ma anche da un elemento molto concreto: la navigazione in mare aperto, in un’epoca in cui non esistevano strumenti capaci di fornire una posizione precisa e continua. Oggi i satelliti Galileo permettono invece di determinare con grande accuratezza la propria posizione sulla Terra, fornendo informazioni fondamentali per orientarsi e pianificare una rotta. In un’ipotetica versione moderna dell’Odissea, Ulisse avrebbe quindi potuto seguire un itinerario molto più diretto verso Itaca, evitando almeno alcune delle deviazioni che caratterizzano il poema. Il vantaggio non sarebbe stato soltanto quello di trovare più facilmente la strada: come sottolinea l’ESA, un sistema di navigazione satellitare avrebbe potuto rappresentare anche una sorta di ancora di salvezza dopo un naufragio, aiutando Ulisse a determinare la propria posizione e a comunicare più efficacemente la necessità di soccorso.

Naturalmente, nessun satellite avrebbe potuto impedire l’incontro con Polifemo o convincere Poseidone a lasciar perdere il suo nemico. Galileo, insomma, non avrebbe cancellato la mitologia dall’Odissea, ma avrebbe potuto trasformare radicalmente uno degli aspetti più importanti del racconto: il lungo e incerto viaggio verso casa. L’idea dell’ESA è soprattutto un modo originale per mostrare quanto la navigazione satellitare sia entrata nella nostra vita quotidiana. Quello che per Ulisse richiedeva esperienza, conoscenze astronomiche e una buona dose di fortuna, oggi può essere affidato a una rete di satelliti che, invisibile sopra le nostre teste, ci aiuta ogni giorno a sapere dove siamo e quale strada seguire. E forse, con Galileo, l’eroe di Itaca avrebbe avuto una storia molto meno epica, ma decisamente più breve.

Credit Video ESA – L. Stanulova