Un insolito episodio ha animato le ultime fasi di un volo diretto da Lampedusa all’aeroporto “Falcone e Borsellino” di Palermo, dove all’interno dell’aeromobile è stato trovato un piccolo serpente. Il ritrovamento, avvenuto poco prima dell’atterraggio, ha immediatamente attivato le procedure di sicurezza con l’intervento delle Forze dell’Ordine presenti nello scalo palermitano. L’animale, segnalato all’equipaggio durante il volo, è stato individuato mentre il velivolo era ancora in fase operativa. Il Comandante dell’aereo ha quindi informato le autorità aeroportuali e, una volta completato l’atterraggio, sono intervenuti a bordo i militari della Stazione Carabinieri dell’Aeroporto di Palermo insieme ai Carabinieri Forestali del Distaccamento Cites di Punta Raisi, che hanno provveduto al recupero del rettile mettendolo in condizioni di sicurezza.
Il serpente identificato come colubro dal cappuccio: una specie rara legata a Lampedusa
Gli accertamenti iniziali hanno permesso di identificare l’esemplare come appartenente al genere Macroprotodon e, in particolare, riconducibile al colubro dal cappuccio (Macroprotodon cf. cucullatus), un piccolo serpente caratteristico della fauna di Lampedusa. Si tratta di una presenza di particolare valore dal punto di vista naturalistico e biogeografico, poiché l’isola rappresenta l’unica località europea nella quale è conosciuta una popolazione di questa specie. Un elemento che rende il ritrovamento ancora più significativo, trasformando un curioso episodio avvenuto su un aereo in un caso di interesse per la tutela della biodiversità. Il colubro dal cappuccio presenta infatti una distribuzione prevalentemente nordafricana e la sua presenza a Lampedusa rappresenta una testimonianza degli stretti legami evolutivi e geografici tra l’isola siciliana e il continente africano.
Lampedusa, un ponte naturale tra Europa e Africa con una fauna unica
La particolare presenza del Macroprotodon cucullatus è strettamente collegata alla storia geologica di Lampedusa, territorio che appartiene alla piattaforma continentale nordafricana e che si trova nel Canale di Sicilia, a poco più di cento chilometri dalle coste della Tunisia. Questa posizione geografica ha favorito nel corso dei millenni la presenza sull’isola di specie animali con caratteristiche differenti rispetto al resto del territorio italiano. La fauna erpetologica di Lampedusa rappresenta infatti un patrimonio peculiare, con elementi che raccontano la connessione naturale tra il Mediterraneo europeo e quello africano. Il ritrovamento del serpente all’interno dell’aereo ha quindi riportato l’attenzione su una specie discreta e poco conosciuta, ma di grande importanza per gli studi sulla distribuzione della fauna mediterranea.
Un serpente elusivo che vive negli ambienti caldi e aridi dell’isola
Il colubro dal cappuccio è un serpente di dimensioni contenute, strettamente legato ad ambienti caratterizzati da temperature elevate, terreni pietrosi e rocciosi, vegetazione erbacea xerofila e macchia mediterranea. La specie presenta abitudini prevalentemente crepuscolari e notturne e conduce una vita particolarmente elusiva. Proprio questa caratteristica rende gli avvistamenti non frequenti e contribuisce ad aumentare l’interesse scientifico nei confronti delle popolazioni presenti sull’isola. La popolazione di Macroprotodon di Lampedusa assume quindi un ruolo rilevante sotto il profilo della conservazione della biodiversità nazionale, rappresentando un elemento unico del patrimonio naturale italiano.
Indagini in corso per ricostruire il trasporto del rettile
Dopo il recupero, sono stati avviati gli accertamenti da parte dei Carabinieri per ricostruire le circostanze che hanno portato il serpente a bordo del volo proveniente da Lampedusa e verificare le modalità del suo eventuale prelievo e trasporto. Gli investigatori stanno inoltre lavorando per individuare un possibile responsabile dell’episodio, considerata la particolare rilevanza della specie e la necessità di tutelare gli esemplari appartenenti a popolazioni di interesse naturalistico.
Il serpente affidato a un esperto dell’Università di Palermo: poi tornerà a Lampedusa
L’esemplare è stato affidato dai Carabinieri Forestali a un esperto erpetologo e docente dell’Università degli Studi di Palermo, che ne curerà temporaneamente la custodia. Durante questo periodo verranno verificate le condizioni di salute del rettile e saranno garantite tutte le condizioni necessarie per una permanenza idonea, in attesa della conclusione delle valutazioni specialistiche. Terminati gli accertamenti, il serpente sarà trasferito nuovamente sull’isola di Lampedusa, dove verrà reintrodotto nel proprio ambiente naturale attraverso modalità adeguate a garantirne la tutela e il benessere. Un viaggio iniziato in modo insolito, a bordo di un aereo diretto verso Palermo, si concluderà così con il ritorno del piccolo colubro dal cappuccio nel suo habitat originario, preservando un tassello unico della biodiversità mediterranea.
