SpaceX prepara il 14° volo di Starship: obiettivo orbita e nuovi satelliti

Il gigantesco razzo di Elon Musk è pronto per il suo test più ambizioso, che prevede il rilascio in orbita dei primi Starlink di nuova generazione e un ammaraggio nell'Oceano Pacifico

SpaceX ha completato l’assemblaggio del gigantesco razzo Starship in vista del 14° volo di prova, che rappresenta la missione più ambiziosa mai tentata finora dall’azienda aerospaziale. Il decollo è attualmente programmato all’interno di una finestra di 75 minuti che si aprirà alle 14:15 ora italiana del 28 settembre. Il primo stadio Super Heavy, noto come Booster 21, è stato trasportato sulla piattaforma di lancio Pad 2 di Starbase nel Sud del Texas all’inizio della settimana. Durante la notte di mercoledì ora locale, la navicella Ship 41 è stata posizionata in cima al razzo. Le 2 sezioni sono state impilate prima del sorgere del Sole e sono ora sottoposte agli ultimi controlli tecnici prima del cruciale test di rifornimento, previsto nelle prossime ore.

Il debutto orbitale e la nuova rete di satelliti

Il 14° lancio segnerà il primissimo tentativo di Starship di raggiungere l’orbita terrestre, un traguardo fondamentale per un veicolo di lancio che si trova in fase di sviluppo da ben 10 anni. Se le operazioni procederanno secondo i piani stabiliti, la missione vedrà anche il primo rilascio dei satelliti ad alta velocità Starlink V3 aggiornati. Ship 41 ha già a bordo 26 satelliti di questa nuova versione. In caso di dispiegamento corretto, questi dispositivi saranno i primi di una costellazione che il CEO Elon Musk intende far crescere fino a oltre 100mila unità nel prossimo futuro. I nuovi Starlink V3, più grandi e potenti rispetto ai predecessori, andranno a sostituire interamente l’infrastruttura attuale nello Spazio. Secondo i piani di Musk, questi condivideranno l’orbita terrestre bassa con una rete ancora più vasta di oltre 1 milione di satelliti per centri dati gestiti dall’intelligenza artificiale, previa approvazione delle autorità di regolamentazione.

Le sfide tecnologiche future e il programma lunare

I primi 13 voli del colossale razzo hanno seguito traiettorie suborbitali per consentire agli ingegneri di perfezionare il design del veicolo, che giunge ora alla sua 3ª iterazione costruttiva. SpaceX ripone grande fiducia nella capacità di questa versione di raggiungere l’orbita, rilasciare il carico e tornare in sicurezza sulla Terra. Andare oltre l’orbita bassa richiederà tuttavia il superamento di ostacoli tecnologici complessi, come il rifornimento orbitale e la conservazione di propellenti criogenici nello Spazio. Oltre all’entusiasmo per la megacostellazione Starlink, vi è una forte pressione istituzionale per rendere pienamente operativo il vettore. La NASA ha infatti scelto questo veicolo come lander per il programma Artemis. L’agenzia americana attende una navicella orbitale capace di attraccare alla capsula Orion in tempo per la missione Artemis III, prevista per la metà del 2027, e un veicolo certificato per portare gli astronauti sulla Luna durante la missione Artemis IV nel corso del 2028.

Dettagli del rientro e attesa per i permessi

Se il test di rifornimento produrrà i risultati sperati, l’azienda potrà procedere verso il decollo del 28 settembre, in attesa del via libera finale da parte della Federal Aviation Administration. A differenza dei precedenti test suborbitali che avevano una durata di circa 1 ora, questo viaggio orbitale sarà notevolmente più lungo e complesso. L’intera missione dovrebbe infatti durare circa 10 ore dal momento del decollo fino all’ammaraggio di Ship 41, previsto nelle acque dell’Oceano Pacifico. Il successo di questa impresa aprirebbe definitivamente le porte a una nuova era per l’esplorazione e lo sfruttamento commerciale dell’orbita terrestre.