La sonda Hayabusa2 della JAXA (Japan Aerospace Exploration Agency) ha raggiunto un altro importante traguardo quest’estate, segnando una prima assoluta per le agenzie spaziali. Domenica 5 luglio, la sonda ha condotto con successo il primo esperimento di telemetria laser durante un sorvolo dell’asteroide Torifune, il primo obiettivo di esplorazione della missione estesa di Hayabusa2. Questo nuovo traguardo potenzierà le capacità della JAXA e di altre agenzie spaziali in vista di future missioni che coinvolgeranno asteroidi near-Earth (NEA) e altri oggetti dello spazio profondo.
L’esperimento si è avvalso dello strumento altimetro laser LIDAR (LALT) di Hayabusa2, sviluppato a partire dall’altimetro LIDAR utilizzato dalla sonda lunare Kaguya della JAXA. Oltre a misurare le distanze, lo strumento è stato progettato per rilevare la densità e la porosità dell’asteroide, la riflettanza superficiale e la presenza di particelle di polvere in sospensione. L’altimetro LALT aveva già svolto un ruolo fondamentale nella navigazione della sonda e aveva acquisito dati significativi sulla topografia superficiale dell’asteroide Ryugu.
Le sfide della missione
Il laser è stato azionato con successo due volte: alle 18:29 (le 02:29 PDT e le 05:29 EDT), rispettivamente 56,5 e 57,5 secondi prima del sorvolo di Torifune, da distanze di circa 20km e 15km. L’operazione ha comportato numerose sfide che hanno richiesto un’accurata preparazione da parte del team di missione. Innanzitutto, il laser doveva essere puntato su un bersaglio di dimensioni ridotte mentre la sonda viaggiava a una velocità di 5,3km/s (pari a 18.000km/h).
A causa della focalizzazione ristretta del fascio, il laser ha colpito solo una minuscola porzione della superficie di Torifune, coprendo aree di 30 e 23 metri rispettivamente. In secondo luogo, puntare con precisione l’asteroide ha richiesto un controllo rigoroso dell’assetto e della traiettoria, garantendo al contempo che gli strumenti fossero configurati in modo da evitare il rilevamento di rumore di fondo. Ciò ha richiesto un’approfondita preparazione da parte del team della missione. Fortunatamente, tale lavoro preparatorio ha dato i suoi frutti non una, ma due volte.
Nello spazio mancano punti di riferimento, il che rende difficile distinguere il primo piano dallo sfondo. La telemetria laser è di grande aiuto, poiché fornisce una scala di riferimento per le immagini della sonda e permette di determinare con precisione le dimensioni degli oggetti astronomici. Quando le misurazioni laser vengono effettuate in momenti diversi e integrate con i dati di tracciamento della sonda, è possibile stabilire con esattezza la posizione e la traiettoria di un corpo celeste, migliorando così le previsioni orbitali.
Risvolti oltre l’esplorazione spaziale
Queste informazioni hanno risvolti che vanno oltre l’esplorazione spaziale e rivestono un ruolo fondamentale nella difesa planetaria, consentendo agli scienziati di individuare con precisione quali asteroidi potrebbero rappresentare un rischio di collisione in futuro. Il successo del test dimostra inoltre che è possibile raccogliere dati cruciali sui corpi celesti anche mentre la sonda viaggia a velocità elevate. Il team sta ora conducendo un’analisi dettagliata per individuare il punto esatto in cui il laser ha colpito la superficie dell’asteroide.
