“Non possiamo costruire un’autonomia europea sostituendo dipendenze esterne con dipendenze interne da un unico operatore o da un solo consorzio dominante. Questo vale, lo dico con franchezza, anche per programmi strategici come IRIS²“, la rete satellitare dell’Ue. Lo ha detto il Ministro delle Imprese e del Made in Italy e autorità delegata alle politiche spaziali e aerospaziali, Adolfo Urso, intervenendo all’International Space Summit, in corso al Grand Palais di Parigi. L’investimento pubblico europeo deve favorire un ecosistema competitivo, ha aggiunto, e “valorizzare le migliori capacità disponibili negli Stati membri e mantenere aperta la possibilità del dual sourcing, di alternative tecnologiche e di responsabilità industriali distribuite”, indicando così la strada della creazione di un ecosistema diffuso e competitivo anziché un monopolista continentale. Il progetto IRIS² ha visto la formazione di un consorzio europeo denominato SpaceRISE, composto da Ses, Eutelsat e Hispasat.
“L’accesso allo spazio resta un abilitatore fondamentale della Space economy. Non può esistere, infatti, un mercato spaziale europeo competitivo senza un accesso all’orbita affidabile, autonomo, economicamente sostenibile e supportato da una base industriale tecnologicamente solida e plurale. Lo stesso principio deve valere anche negli altri comparti della Space Economy”, ha detto Urso, ricordando anche che “le istituzioni pubbliche hanno un ruolo decisivo nel favorire l’accesso al mercato. Proprio il rapporto dell’Ocse di questa mattina dimostra come l’Italia, insieme alla Francia, a pari merito, abbia registrato le quote più elevate di investimenti pubblici in ricerca e sviluppo nell’economia dello spazio, pari al 14,1%, più di altri grandi competitor internazionali”.
