Super El Niño 2026 e neve in Europa: le nuove previsioni per l’inverno riservano sorprese

L'eccezionale riscaldamento del Pacifico stravolge le correnti globali: ecco cosa indicano i modelli del centro europeo ECMWF per i mesi invernali

Un evento atmosferico di proporzioni straordinarie si sta sviluppando nelle acque dell’Oceano Pacifico tropicale e promette di influenzare il clima dell’intero pianeta nei prossimi mesi. Gli scienziati stanno monitorando la formazione del Super El Niño. Questo fenomeno è alimentato da una potente onda di Kelvin che spinge masse d’acqua caldissima verso la superficie. Sebbene l’impatto di questo evento sia diretto ed evidente soprattutto nel Nord America, i modelli meteorologici del mese di settembre indicano ripercussioni significative anche sul continente europeo. Le ultime simulazioni elaborate dal centro meteorologico europeo ECMWF delineano infatti uno scenario complesso per l’inverno 2026/2027, smentendo in parte le stime più pessimistiche e mostrando tendenze inaspettate per la neve in Europa.

Come funziona il fenomeno oceanico e le ripercussioni sul clima

Le analisi dell’agenzia americana NOAA evidenziano che l’anomalia termica raggiungerà il suo picco massimo tra la fine dell’autunno e l’inizio dell’inverno. Un evento di intensità simile altera la traiettoria della corrente a getto del Pacifico, una vera e propria autostrada di aria situata a circa 8-11 km di altitudine che guida la formazione delle tempeste. Quando la corrente a getto si modifica nell’emisfero settentrionale, gli effetti si ripercuotono a catena a molte migliaia km di distanza. Storicamente, le fasi di forte El Niño tendono a favorire in Europa l’arrivo di flussi oceanici più miti e umidi provenienti dall’Atlantico, accompagnati dall’espansione di strutture anticicloniche nei settori meridionali. In base ai dati storici, questo assetto comporta solitamente un deficit nevoso per il Nord/Ovest, il Sud e i settori del Nord/Centro europeo, mantenendo le temperature su valori troppo elevati per consentire nevicate abbondanti al di fuori delle zone di alta montagna.

Cosa dicono i modelli ECMWF per la neve nel continente europeo

I modelli stagionali aggiornati al mese di settembre mostrano tuttavia un quadro articolato che invita alla prudenza interpretativa. Anche se i dati indicano poca neve per l’estremo Nord, il Nord/Ovest e il Sud del continente europeo, compresa la nostra penisola, l’aggiornamento del centro ECMWF ha introdotto segnali in controtendenza per le zone centrali dell’Europa. I dati di simulazione mensile evidenziano infatti la possibilità di un marcato incremento della neve potenziale nel corso della 2ª metà dell’inverno, con un picco registrato per il mese di febbraio 2027. Bisogna comunque ricordare che le previsioni a lungo termine non indicano i centimetri esatti di accumulo al suolo, bensì la deviazione statistica rispetto alla media degli ultimi 30 anni. L’evoluzione effettiva dipenderà dalle interazioni locali e dalla presenza di sacche d’aria fredda sufficientemente stabili, elementi che richiederanno costante monitoraggio nei prossimi mesi.