Superficie ridotta, impatto globale: il ruolo nascosto dei laghi nella regolazione del clima terrestre

Sebbene i modelli tengano già conto degli effetti di neve e ghiaccio sul clima, spesso non distinguono il contributo specifico dei laghi da quello del territorio circostante

Sebbene i laghi coprano solo una piccola frazione della superficie terrestre, nuove ricerche suggeriscono che svolgano un ruolo più significativo di quanto finora riconosciuto nella regolazione del clima del pianeta. Riflettendo la luce solare nello spazio quando sono ricoperti di neve e ghiaccio, i laghi dell’emisfero settentrionale esercitano un effetto raffreddante maggiore rispetto al terreno circostante. La Dott.ssa Sarah Cooley della Duke University e colleghi affermano che i risultati evidenziano una componente trascurata del sistema climatico terrestre; tale aspetto potrebbe essere integrato meglio nei modelli climatici, strumenti utilizzati dagli scienziati per comprendere come il pianeta reagisca al mutare delle condizioni ambientali.

L’importanza delle superfici ghiacciate

Neve e ghiaccio svolgono un ruolo cruciale nella regolazione della temperatura terrestre: la loro capacità di riflettere la luce solare contribuisce a limitare la quantità di energia solare assorbita dal pianeta, generando un effetto raffreddante noto come “effetto radiativo della criosfera”. Tuttavia, la copertura di neve e ghiaccio non è uniforme sul territorio e il loro comportamento varia a seconda della superficie sottostante. I laghi, ad esempio, possono trattenere neve e ghiaccio in modo diverso rispetto al terreno circostante, influenzando potenzialmente la quantità di luce solare riflessa nello spazio nel corso dell’anno.

Per approfondire la questione, il team ha analizzato 22 anni di osservazioni satellitari, confrontando la copertura nevosa stagionale e la quantità di luce solare riflessa dai laghi e dalle aree terrestri limitrofe in tutto l’emisfero settentrionale.

Superficie ridotta, grande impatto

L’analisi, pubblicata sulla rivista Geophysical Research Letters, ha rivelato che i laghi producono un effetto raffreddante per unità di superficie sostanzialmente maggiore rispetto al terreno circostante: -14,4 watt per metro quadrato per i laghi, contro i -8,2 watt per metro quadrato per le aree terrestri. Questa differenza indica che i laghi contribuiscono alla riflessione della luce solare in misura superiore a quanto la loro superficie relativamente ridotta lascerebbe supporre.

Tale effetto è risultato particolarmente marcato nelle foreste boreali, dominate da conifere e diffuse su vaste aree del Nord America settentrionale, dell’Europa e dell’Asia. In queste regioni, i laghi possono essere responsabili di oltre un quarto dell’effetto raffreddante complessivo dovuto a neve e ghiaccio. I ricercatori hanno inoltre rilevato che il contributo dei laghi diventa particolarmente significativo a fine primavera, quando la neve e il ghiaccio iniziano a scomparire dal paesaggio.

effetto raffreddante laghi
Mappe relative al contributo dei laghi all’effetto radiativo della criosfera (a) rispetto alle aree terrestri circostanti (b), alla tempistica di scomparsa della neve (c) e al contrasto stagionale dell’albedo (d). Valori positivi indicano una scomparsa della neve più tardiva e/o un maggiore contrasto stagionale dell’albedo. Credit: Cooley et al., 2026.

Un effetto raffreddante

Due fattori principali spiegano perché i laghi esercitino un effetto raffreddante più marcato rispetto alle aree terrestri circostanti. Il primo è che la neve tende a sciogliersi prima sulla terraferma: di conseguenza, il suolo inizia ad assorbire più luce solare, mentre i laghi vicini rimangono coperti da neve e ghiaccio, che riflettono la radiazione. Il secondo fattore è che i laghi innevati riflettono una quota maggiore della luce solare in arrivo rispetto alle superfici terrestri innevate; gli scienziati definiscono questa caratteristica come un albedo più elevato.

Nel loro insieme, queste differenze fanno sì che i laghi continuino a riflettere la luce solare anche quando il paesaggio circostante ha già iniziato ad assorbire una maggiore quantità di energia solare. Ciò è particolarmente rilevante durante la transizione dall’inverno alla primavera, periodo in cui la quantità di neve e ghiaccio nell’emisfero settentrionale varia rapidamente.

Un tassello mancante nei modelli climatici

I ricercatori sostengono che il contributo dei laghi all’effetto raffreddante di neve e ghiaccio dovrebbe essere meglio integrato nei modelli climatici; tali modelli aiutano gli scienziati a comprendere le interazioni tra le diverse componenti del sistema Terra e il modo in cui i cambiamenti ambientali potrebbero influenzare le temperature future. Sebbene i modelli tengano già conto degli effetti di neve e ghiaccio sul clima, spesso non distinguono il contributo specifico dei laghi da quello del territorio circostante. Ciò potrebbe comportare una rappresentazione incompleta di una parte significativa del bilancio energetico stagionale.

Tuttavia, questi risultati non implicano che i laghi possano compensare gli effetti del riscaldamento globale. Piuttosto, essi rivelano un’ulteriore componente del sistema climatico da considerare accanto agli altri processi che influenzano il bilancio energetico del pianeta e le sue implicazioni per il futuro della Terra.